Xinjiang: Il fronte cinese della guerra al terrorismo

La questione dello Xinjiang, regione autonoma della Cina nord-occidentale con capitale Urumqi, dimostra come la politica estera possa mettersi al servizio di priorità  strategiche di natura prettamente domestica.
Le mosse di Pechino in Asia Centrale sono infatti condizionate dalla guerra al separatismo uiguro, considerato una minaccia all’integrità  territoriale della Cina al pari -se non più- di quello tibetano e mongolo.
Da due secoli lo Xinjiang è teatro dello scontro tra il potere centrale, prima imperiale e poi comunista, e gli uiguri, indigeni turcofoni convertitisi anticamente all’Islam sunnita.
Lo schema della contrapposizione è, per così dire, classico e trova un suo omologo, ad esempio, nel caso del Kosovo: una regione di uno stato in cui prevalga per numero un’etnia eteroclita rispetto a quella dominante, viene sottoposta coercitivamente a un graduale processo di sostituzione delle strutture socio-culturali vigenti, tipiche della popolazione maggioritaria a livello locale, con quelle adottate nel resto del paese.
Di qui, la cinesizzazione dello Xinjiang allo scopo di ridurre gli uiguri, nel lunghissimo periodo, a insignificante e folkloristica minoranza.
La pianificata e incessante immigrazione degli han, l’etnia al potere in Cina, ha permesso di riequilibrare la sproporzione demografica con gli uiguri. Se nel 1948 il gap sembrava incolmabile (il 75% della popolazione era uigura e solo il 15% han), oggi, su 16 milioni di abitanti -tra cui, in ordine di numerosità , anche kazaki, hui, kirghizi, mongoli, tagiki, xibo, mancià, uzbeki, russi, daur-, la parità  tra uiguri (8 milioni) e han (6 milioni) è stata quasi raggiunta.
Questi ultimi, a dispetto dello status giuridico assegnato alla regione di Xinjiang Autonomo Uiguro e sulla spinta delle politiche favorevoli adottate da Pechino, hanno progressivamente occupato i posti di comando sia nelle istituzioni che nel Partito Comunista, arricchendosi con la monopolizzazione delle attività  economiche.
L’iniziativa più recente, inserita nella campagna per lo sviluppo denominata Go West, mira soprattutto allo sviluppo del transito energetico con la realizzazione di oleodotti che passando per lo Xinjiang collegheranno il Kazakistan al nord-est industralizzato.
A ben vedere, il progetto è finalizzato non allo sviluppo complessivo della regione, ma al completamento della colonizzazione han mediante l’afflusso di nuovi immigrati, che di certo provocherà  l’inasprimento della rivalità  interetnica con gli uiguri.
di Emiliano Stornelli

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21 commenti su “Xinjiang: Il fronte cinese della guerra al terrorismo

  1. Ho appena dato la tazza d’oro a Wang Guangya il rappresentante permanente cinese, alle Nazioni Unite, per il suo discorso sul terrorismo e sul valore delle differenze. Questo tuo scritto dimostra quando le rispettino, anche se per me fanno bene a difendersi, ma dato che sono dei demagoghi moralisti, allora non sono più d’accordo con chi usa sempre due pesi e due misure.

    Forse non l’avevi ancora vista ma io ho istituito un premioo “la tazza d’oro” quando vieni sul blog la vedi e la dò a quelli che si distinguono per le dichiaraizoni pubbliche. Pensa che a Prodi ne ho date già 3.

    Ora sto pensando di fare la prugna secca, per mandare a caccare i navigatori, che rompono come Cazzidui, nanorosso e altri, loro non meritano la tazza d’oro per loro basta una prugna secca.

  2. Eugenio, stavolta ti cancello, hai letto l’avvertimento?

    “In questo blog non sono ammessi gli anonimi e i maleducati, pertanto fatevi riconoscere. Chi non rispetta le regole sarà cancellato e bannato”

    Ti prego di usare rispetto per le persone che mi fanno visita. Ti dò l’opportunita di riformulare il commento.

    Ti avverto, non ti dò una seconda opportunità.

  3. Eugenio, il tuo commento è qui

    Bello, il National Endowment for Democracy. Belle, le rivoluzioni colorate. Meno male che in Bielorussia sopprimono tutti questi movimentucoli prima che facciano danni.

    Bella anche Al Quaeda, che ancora una volta si dimostra sigla strategica per le manovre politiche di mezzo mondo.

    Comunque vedo di buon occhio che, almeno per il momento, la Cina si candidi a contraltare – insieme agli scampoli russi – del monopolarismo statunitense

    EugenioCazzidui

  4. Io ci andrei piano con la questione uigura. Ricordiamoci che la Cina è retta da un regime genocida il quale considera gli oppositori come terroristi

    Perciò, non bisogna credere alla “guerra al terrorismo” proclamata dal regime cinese che, come ben sappiamo, sta proprio dalla parte dei terroristi islamici – contro gli Usa

  5. Sull’antiamericanismo cinese:ma nn sò nn sn tanto convinto. i cinesi + che anti americani o anti giapponesi ,primaditutto guardano ai loro affari ,se poi questi ultimi sn minacciati da chi che sia allora a seconda di cosa gli conviene fare x sbarazzarsi dell’ostacolo ,appoggiano o combattono.

    poi logico che in questo momento storico i suoi interessi vadano a cozzare con gli USA.del resto l’aspirazione di diventare la prima potenza al mondo ,se vogliamo è anche comprensibile.

    Poi su i loro gruppi musulmani ,secondo me fanno benissimo!!

    Rendono pan x focaccia agli islamici ciò che questi ultimi stanno facendo a noi “con la battaglia del ventre” spero li spazzino via. Io con certe razze ho capito che c’è poco da fare ,poi chiaro magari i musulmani cinesi sn pure + moderati di quelli arabi,ma il problema nn sn loro ma ciò che dice il loro libro.

    Infine riconosco ai cinesi ,che quando c’è un problema, evitano di crearsi inutili scrupoli come facciamo noi con i “nostri” islamici – su questo sn + pragmatici.

    Crusade

  6. #5 – ” la Cina è retta da un regime genocida il quale considera gli oppositori come terroristi “

    chissà chi mi ricorda….

    #7 – Crusade, hai perfettamente ragione. Se bombardassimo con 30-40 testate nucleari l’Iraq, risolveremmo il problema del terrorismo! Per sempre!

  7. Eugenio, puoi esprimerti senza inveire. Se ritieni di essere una persona civile, commenta civilmente.

    Per quanto riguarda il commento di Crusade, non vedo che ci sia di male, esprime un dato di fatto non un’opinione.

    In ogni caso le chiacchere non contano e i fatti dicono che dove arriva l’islam, finisce la pace tra i popoli.

  8. Mind Prison, provami il contrario di quello che dico

    Se hai le prove che la Cina è un paese democratico dove i cinesi possono dire quello che gli pare senza finire nei gulag e nelle camere di tortura, fammelo sapere. Forse ne sai più di me..

  9. @Mind prison

    Ma che cosa ha che fare quello che hai detto tu con il mio concetto ?? 0-ZERO .

    ti rendi conto ,io parlo di battaglia del ventre (strategia applicata dai palestinesi e da tutti i musulmani x incrementare la umma) ,di cinesi che seguono una strategia ben precisa e nn si fanno scrupoli, e tu te ne esci fuori con la guerra in iraq e parli di sganciare bombe atomiche su di esso . MA CHE ATTINENZA HA ??

    io nn ho parlato di bombardare nessun paese arabo – ma forse ti conviene il minestrone o caciara xkè nn hai argomenti su quello che ho detto, al max ho parlato che i cinesi in casa loro si fanno rispettare ,e nn si fanno imporre passivamente (come facciamo noi) tradizioni usi e costumi.

    Ragazzo devi essere leggermente prevenuto se in una discussione del genere ci metti in mezzo l’iraq.

    @ Eugenio CAZZI-2i

    ti lascio numero d telefono e indirizzo….oppure no mi dici dove posso venire a trovarti così vediamo cosa senti il bisogno di dirmi.a dimenticavo parli di arabi cattivi e be’ in effetti oggi nuova strage in israele il solito kamikaze ….avevi ragione.

    @a Bisqui

    bello l’articolo sulla descrizione di cosa sia una guerra . conosci questa frase ?? scusate l’OT.

    “Le guerre sono necessarie,ed è necessario vincerle,combattendo contro miglioriamo noi stessi.”

    Crusade.

  10. No crusade non la conoscevo.

    Che l’articolo sia bello non lo sò, una guerra è sempre brutta ma conoscerla forse aiuta ad evitarla.

    Sai scrivere di queste cose è difficilissimo potresti essere preso per un guerrafondaio, un esaltato.

    Sto provando a raccontare e non a descrivere anche perchè l’orrore di una guerra o lo vivi o non puoi immaginarlo.

    Ecco questo è il motivo per il quale mi sono messo a scrivere, troppe descrizioni di stragi e di calamità, la gente che scrive è abituata alla comoda poltrona, alla passeggiata col cane e alla tranquillità della frenesia di città.

    Ma lì in Iraq o in qualsiasi posto, Sudan, le cose sono diverse.

  11. Ovvio nn penso sia bella la guerra.

    intendevo l’approccio che hai dato ,una volta tanto un commento senza la solita retorica, e una visione che parla della strategia che precede le azioni belliche, senza demagogia .

    In effetti cmq posso capire che parlandone come ho fatto io prima,si possa dare adito a sospetti,o peggio dare adito a chi nn ha argomenti del guerra fondaio senza un xkè .

    Invece visto il periodo storico nn mi sembra che i motivi di difenderci scarseggino .

    Cmq rinnovo i miei complimenti x il taglio dell’articolo .e xkè no,anche x il blog.

    Crusade.

  12. Grazie Crusade,

    vedi c’è un sacco di gente che ha i nervi a fior di pelle. li capisco, l’incertezza del futuro fa “sbarellare” il cervello. se provassero a mantenere la lucidità si accorgerebbero che non tutti quelli che la pensano diversamente sono cattivi.

    Allo stesso modo rifiuterebbero tutte le demagogie razziste, buoniste e fantasie varie e vedrebbero la realtà con un pò più di senso critico.

    Mah! Confido nell’intelligenza e spero di poter stare una sera a bermi una birra con chi la pensa diversamente da me e parlare tranquillamente senza alzare la voce.

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