Terrorismo islamico in Cina

In un articolo del 21 ottobre 2005 avevo già parlato del terrorismo islamico in cina. In questo articolo mettevo in evidenza come il terrorismo fosse già ben radicato della regione dello Xinjiang ben prima dell’intervento USA in Iraq. La difficoltà di reperire notizie che vengono dallo stato asiatico hanno fatto si che avessi potuto seguire gli avvenimenti. Queste sono le ultime notizie :

La polizia cinese ha attaccato il 7 gennaio un “accampamento di terroristi musulmani” nel nordovest del paese, uccidendone diciotto, arrestandone diciassette e sequestrando 22 bombe a mano, più un migliaio in preparazione. L’ agenzia di stampa Nuova Cina aggiunge che tra polizia e i militanti dei gruppi indipendentisti degli uighuri, una minoranza di origine centroasiatica e di religione islamica – si è combattuta una vera e propria battaglia. Lo scontro e’ avvenuto sulle montagne del Pamir, nella Regione Autonoma Uighura del Xinjiang. E’ la prima volta che si sente parlare di accampamenti di terroristi in territorio cinese. Oggi gli uighuri sono circa il 47 per cento dei 17 milioni di abitanti della regione, la cui struttura etnica è stata sconvolta una massiccia emigrazione dei cinesi di etnia Han verificatasi negli ultimi decenni. Secondo le autorità cinesi il Movimento Islamico del Turkestan Orientale (Etim) – un gruppo che aveva strette relazioni con i taleban afghani e con gli altri gruppi musulmani dell’ Asia centrale – si sarebbe reso responsabile, fino al 2001, di almeno 200 attentati, nei quali hanno perso la vita 160 persone.
Duramente colpiti quando, nel 2001, la Cina si è unita alla guerra al terrorismo lanciata da George W. Bush, i nazionalisti uighuri hanno continuato ad essere attivi, anche se solo raramente le notizie filtrano dalla fitta rete di sicurezza cinese. Secondo articoli comparsi sulla stampa cinese 18mila persone sarebbero state arrestate nel Xinjiang in un solo anno, il 2005. “Continueremo ad adottare misure severe, anche preventive, contro le attivita’ criminali dei gruppi terroristici”, ha spiegato un portavoce della polizia, Wu Heping.
Secondo la polizia, i separatisti finanziavano le proprie operazioni con i proventi di alcune miniere di carbone. Le indagini proseguono, ha comunicato il Ministero degli Esteri, per rintracciare altri membri del ‘Movimento islamico del Turkestan Orientale, sospettato di avere collaborato con la rete terroristica Al Qaeda per l’addestramento di circa 1.000 uomini in campi allestiti in territorio cinese, al confine con Afghanistan e Pakistan.
La tensione e’ sempre stata alta nella provincia autonoma dello Xinjiang, che ospita le maggiori riserve cinesi di petrolio, tra i circa otto milioni di residenti Uighuri, di religione musulmana e di lingua di ceppo turco, desiderosi di una maggiore autonomia; e una decina di milioni di cinesi Han, il gruppo etnico predominante nel Paese.
Pechino ha aumentato il proprio controllo sull’area per ragioni di sicurezza nazionale dal 2002, quando gli indipendentisti del Turkestan Orientale sono stati inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dalle Nazioni Unite.
Nell’ottobre del 2003 uno dei capi del movimento, Hasan Mahsum, venne ucciso da soldati pachistani in una operazione congiunta antiterrorismo nella zona di confine.
Il Ministero cinese della Pubblica sicurezza considera fuorilegge altri tre gruppi: la East Turkestan Liberation Organization, il World Uygur Youth Congress e l’East Turkistan Information Centre. Movimenti considerati alla stregua di terroristi, contro cui il governo cinese ha formalizzato il proprio impegno anche all’interno dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, di cui fanno parte Cina, Russia e le Repubbliche ex sovietiche dell’Asia Centrale.
Una decina di combattenti uighuri cinesi, catturati in Afghanistan, hanno trascorso anni nel campo di prigionia americano di Guantanamo. Per due di essi la Cina aveva richiesto l’estradizione, ma le autorità americane li hanno alla fine consegnati all’Albania, che ha concesso loro asilo politico.
L’ ultimo attentato degli uighuri fuori dal Xinjiang e’ avvenuto nel 2001 a Shijiazhuang, nella provincia settentrionale dell’ Hebei, dove una bomba uccise cento persone. Secondo testimonianze difficilmente verificabili, attentati o tentativi di attentati di minori proporzioni sarebbero avvenuti all’ interno della Regione Autonoma.
Nel luglio del 2002 il diplomatico cinese Wang Jianping è stato ucciso nella repubblica centroasiatica del Kirghizstan da estremisti che, secondo la polizia cinese, appartengono al World Uygur Youth Congress, un’ organizzazione diretta dall’ indipendentista esiliato Dolqun Isa.

Quanto sopra faccia riflettere gli antiamericani che trovano nell’interventismo USA la scusa per giustificare il terrorismo islamico. Se fate una ricerca, su questo blog, alla voce Xinjiang troverete gli articoli correlati