coccodrillo

Italia nelle fauci di Goldman Sachs

I polli italiani nelle fauci della Goldman
I polli italiani nelle fauci della Goldman

Gli uomini della Goldman Sachs che hanno ricoperto/ricoprono ruoli chiave nell’economia Italiana e le loro promozioni:

Era il 1992, all’improvviso un’intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant’anni era stata al potere. Gli italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo. Ma nulla aveva potuto scalfirlo. Né le denunce, né le proteste popolari (talvolta represse nel sangue), né i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano alla cronaca. Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava.
Cos’era successo da fare in modo che gli italiani potessero avere, inaspettatamente, la soddisfazione di constatare che i loro sospetti sulla corruzione del sistema politico erano reali? Mentre l’attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese.
Con l’uragano di “Tangentopoli” gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l’Italia. Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese. Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d’Italia sarà messa in vendita. La svendita venne chiamata “privatizzazione”.

La storia è utile e dalla storia dobbiamo prendere gli spunti per il futuro; quindi analizziamo cosa ci ha detto l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Pare che si sia pentito  della “spintarella” da lui data alla candidatura di Draghi come governatore della Banca D’Italia. Ma perché? E poi,  che cosa è stata la crociera sul Britannia?

Occorre esattamente capire le scelte passate, ed in particolare cosa è davvero successo nel 1992, per provare a capire il nostro presente e costruire il nostro futuro.

Francesco Cossiga, tra le sue tante sparate, ogni tanto ha detto qualcosa di sensato.

E’ il caso di questo pezzo di Unomattina del 24 gennaio 2008, ripreso da “Striscia la Notizia”, in cui Cossiga attacca pesantemente Mario Draghi (allora in lista come possibile Presidente del Consiglio di un possibile governo tecnico pre-elezioni) per la sua appartenenza alla banca d’affari Goldman Sachs, autrice delle svendite del Britannia nel 1992 !

Ecco perché Cossiga è tanto indignato con Draghi! Ecco perché lo chiamano il picconatore! Ecco perché a volte è tacciato come folle! Beh … ben vengano anche i folli purchè provino a mandare dei messaggi sensati !

http://youtu.be/m1s8a4T_xZI http://youtu.be/AShknU_JhOs

Facciamo il punto:

il 2 giugno del 1992 il Governatore della Banca d’Italia partecipa ad un incontro sulla nave inglese Britannia, panfilo di Elisabetta II, in cui vengono illustrati i piani di privatizzazione delle industrie statali italiane ad alcuni dei maggiori personaggi della finanza.
Arrivò di fronte a Civitavecchia con tutti i banchieri della City a bordo (Warburg e Barclay, Coopers Lybrand, Barino, eccetera) a intimare le condizioni della finanza anglo-italiana sullo smantellamento delle partecipazioni statali. Una torta da 100 mila miliardi, come scrisse Massimo Gaggi, giornalista de Il Corriere che era a bordo.

Ci andò anche Mario Draghi, i dirigenti dell’ENI, dell’AGIP, dell’IRI, dell’Ambroveneto, del Creditoop, della Comit, delle Generali e della Società Autostrade. Ed altri personaggi “importanti” tra cui Rainer Masera, Giovanni Barzoli e Beneamino Andreatta. Quest’ultimo, sino a quando un ictus lo ha fermato, dopo quella crociera ha fatto molta strada ed è stato ministro nei governi Amato, Ciampi e Prodi.

Draghi successivamente intoccabile e non criticabile governatore di Bankitalia, allora era direttore del Tesoro. E dovette giustificarsene in audizione parlamentare: «dopo aver svolto l’introduzione me ne andai, e la nave partì senza di me…in questo modo evitai ogni possibile sospetto di commistione». In verità Franco Nobili, il precedente capo dell’IRI, aveva dato quest’ultimo incarico alla Merrill Lynch; ma a quel punto Nobili era in prigione in attesa di giudizio per Mani Pulite (solo il tempo necessario: poi sarà prosciolto con formula piena), ed al comando c’era Prodi.

Fu Prodi a dare l’incarico alla Goldman Sachs, «della quale era stato consulente fino a pochi giorni prima».

La Merrill Lynch, nel giorni in cui aveva l’incarico, aveva offerto alla Deutsche Bank il pacchetto di Credito Italiano in proprietà all’IRI per 6 mila lire ad azione.La Goldman Sachs fissò il valore del Credit a 2.075 lire per azione, meno della quotazione in Borsa, che era sulle 2.230 lire. Insomma vendette per 2.700 miliardi qualcosa che ne valeva almeno 8 mila. Persino l’Espresso si chiese: «è dunque un regalo quello che l’IRI sta facendo al mercato? Dal punto di vista patrimoniale è così». Prodi ne ha fatti, di regali.
In quei giorni la Banca d’Italia bruciò, secondo  diverse stime, da 40.000 a 100.000 miliardi di lire, di fatto prosciugando le riserve valutarie della nostra Banca centrale. Per molto meno altri governatori, in altre parti del mondo, sono stati licenziati.

Noi Ciampi, per premio, lo abbiamo mandato prima a Palazzo Chigi, poi al Quirinale.

Come Romano Prodi, un uomo della Goldman&Sachs, al tempo stesso presidente dell’IRI e consulente della multinazionale Unilever, protagonista, all’epoca, della discussa privatizzazione di Cirio, Bertolli e De Rica.

La Goldman&Sachs, appunto la banca daffari che aveva finanziato nel 1993 la campagna elettorale di Prodi con un miliardo di lire versato sul conto corrente della ASE S.r.l. di cui lo stesso Prodi era socio insieme alla moglie.

Una banca strumento della svendita-rapina del patrimonio pubblico italiano.

Disse in quegli anni Reginald Bartholomew (ambasciatore americano a Roma e futuro presidente di Merril Lynch Italia): “Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri”

Capito? Rimuovere ogni barriera per gli investimenti esteri!!! Ed è proprio quello che hanno fatto Prodi, Ciampi, Draghi & C.

Ed hanno talmente lavorato bene, che  Draghi è stato premiato con la direzione della Banca d’Italia. “Una scelta di alto profilo” disse Romano Prodi in merito al nuovo capo di Palazzo Koch!  E certo: il leader della sinistra è stato (e forse lo è ancora) consulente guarda caso proprio della Goldman Sachs (nonchè presidente dell’IRI per ben due volte), e uno dei protagonisti della svendita italiana. In tredici anni decine e decine di grosse aziende nostrane passarono in mani straniere (per esempio Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle, e moltissime altre)… Fonti mai del tutto confermate hanno individuato in tal Linda Costamagna una delle finanziatrici della campagna elettorale di Romano Prodi, tale signora è la moglie di Claudio Costamaglia, ai tempi amministratore delegato di Goldman Sachs per l’Europa. Il cerchio si chiude.  Arriviamo ad un altro punto cruciale della politica e dell’essere parte del “sistema Goldman Sachs”. La fedeltà.

Insomma la Goldman Sachs sta facendo all’Italia lo stesso giochino fatto alla grecia avvalendosi dei suoi uomini e dei fiancheggiatori di sinistra e di centro nel nostro parlamento.

Il presidente della repubblica si è affrettato a nominare Monti senatore a vita con un’unico scopo. Farlo diventare presidente del consiglio e finalmente concludere il lavoro iniziato con i predecessori targati Goldman.

 

 

2 comments

  1. Nessie says:

    Letto. Tutto vero e molte cose ora sono di dominio pubblico come la famosa crociera del Britannia. Però alla bella lista hai dimenticato di aggiungerci Gianni Letta. Anche lui è un uomo della Goldman. E i suoi consigli a Berlusconi non sempre sono andati a buon fine. Ciao.

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