I frutti dell'islam

Articolo ripreso dallo Scettico

Pensate di comperare l’automobile d’occasione elogiata da una vostra conoscenza? Da consumatore avvertito, ne studierete i vantaggi e gli inconvenienti del modello proposto, cercherete di evitare il relitto o la frode potenziale fornendovi informazioni su Internet ed altrove. Farete ispezionare l’automobile da un meccanicofidato. E leggerete attentamente le clausole del contratto stampate in caratteri microscopici.
Trattandosi di una religione, il consumatore avvertito si interesserà al frutto che ha prodotto nei paesi in cui ha preso radice. È l’esercizio che ha fatto l’americano Bill Warner, responsabile del sito Political Islam, nell’articolo che segue.

I frutti dell’islam, di Bill Warner

Si giudica l’albero dalla propria frutta. Quali sono i risultati pratici dell’ideologia politica e culturale dell’islam? Quale frutta l’albero ha dato?
L’islam è una civilizzazione completa che rigetta come inferiori tutti gli aspetti della civilizzazione kafir (quella degli infedeli).
Quello che si chiama l’età d’oro dell’islam è una dichiarazione secondo la quale l’islam è la civilizzazione superiore. Il corano professa che i musulmani sono i migliori fra le nazioni.(1) Come la migliore delle nazioni si compara con le altre in termini di politica, d’economia e di cultura?
Per l’islam, il corano è il libro perfetto e consegna la dottrina politica e sociale perfetta che renderà i musulmani superiori ai kufar (plurale di kafir). Occorre tenere allo spirito che il corano è la trascrizione perfetta dello spirito di Allah, il dio infinitamente intelligente, in modo che i musulmani debbano essere i capi assoluti nei settori della conoscenza e delle idee. L’islam è l’idea più perfetta che può esistere.

La conoscenza

Le Nazioni Unite hanno creato una serie di quattro rapporti che misurano la società araba. Oggi, gli Arabi rappresentano soltanto una minoranza dei musulmani, ma esistono pochi dati sull’islam come civilizzazione globale ed occorrerà dunque che gli Arabi rappresentano la totalità dell’islam. Sono i più vecchi dei musulmani, e l’Arabia Saudita può pretendere a titolo della più perfetta delle nazioni islamiche. Maometto veniva da laggiù, ed il corano dimostra un interesse particolare alla tribù del Koraish ed agli Arabi in generale. Gli Arabi non costituiscono dunque una misura perfetta, ma rappresentano il migliore possibile.
Oggi, il supporto più utilizzato per fare circolare l’informazione è Internet. Circa il 48% della popolazione dell’Inghilterra vi è collegato, contro il 2% della popolazione dell’Arabia saudita(2). Le nazioni ad alti redditi hanno 380 elaboratori per 1000 abitanti. Le nazioni arabe ne hanno 20. In tutto il mondo, ne ce ne sono 80 per mille.
Ma il musulmano non prova molto la necessità di ricercare informazioni su Internet. “Fin dalla piccola infanzia, il bambino (Arabo) si abitua a rifrenare le sue tendenze a chiedere precisazioni ed esplorare„(3) .
Il cursus scolastico “sembra incoraggiare la sottomissione, l’obbedienza, la subordinazione ed il rispetto piuttosto che il pensiero libero e critico„(4) . Questo difetto di pensiero critico si traduce nei brevetti. Su un periodo di 20 anni, l’Arabia Saudita ha ottenuto 171 brevetti, contro 16.328 per la Corea del sud(5). È una conseguenza naturale del finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo. La Svezia spende il 3,1% del suo PNL alla ricerca, mentre gli stati arabi vi dedicano lo 0,2%(6). Per milione di cittadini, la Svizzera conta 79,9 articoli scientifici spesso citati. L’Arabia Saudita ne conta il 0,07,(7) il che significa concretamente che ha pubblicato 1 solo articolo spesso citato da altri.
Non si conosce alcun indicatore che fa apparire almeno una zona di superiorità rispetto alla cultura kafir, eccetto quest’ultimo: i libri pubblicati sulla religione. Il mondo, nell’insieme, destina circa il 5% dei suoi libri alla religione, ma nel mondo arabo la proporzione passa al 17%. Comparativamente ai kufar, i paesi arabi islamici pubblicano il 340% più libri destinati alla religione mentre in generale, in tutti gli altri settori, contribuiscono soltanto circa al 10% dell’attività intellettuale.
La sete di conoscenza si misura nel fatto che, sul periodo di cinque anni che vanno dal 1970 al 1975, è stati tradotti soltanto 330 libri all’anno in media. Da 1200 anni, 10.000 libri solo sono stati tradotti in arabo(8). È meno di un libro all’anno in tutti questi secoli (sic). Per comparazione, la Spagna traduce in spagnolo 10.000 libri all’anno. Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, i paesi industrializzati producono circa 6 articoli per dieci milioni di cittadini, mentre i paesi arabi ne producono circa 0,1 per dieci millions(9).
Non è che i paesi kufar siano così talmente migliori dei paesi musulmani: è che le nazioni islamiche sono terribilmente peggiori. La filosofia intellettuale islamica consiste nel seguire Maometto in modo riflesso, meccanico, e questa pratica conduce ad una competitività intellettuale inferiore alla media. Anche in materia di religione, un musulmano non è presunto chiedere precisazioni difficili o sfidare l’ imam.

L’efficacia del governo arabo

Il rapporto dell’ONU comporta una misura chiamata “indicatore d’efficacia e di corruzione governativa„. Quest’indicatore utilizza molte centinaia di parametri, derivati da 25 fonti fornite da 18 organismi diversi, per misurare il modo in cui è percepita la governanza.
Un’indagine ha mostrato che 61% degli argomenti che rispondevano erano al corrente di fatti di favoritismo ed il 50% conosceva esempi di corruzione utilizzati dal potere nel corso dell’anno precedente. Inoltre, il favoritismo e la corruzione sono i migliori mezzi per evitare una sanzione(10).
Voice and Accountability
è un insieme di indicatori che misurano i diritti civili e politici. Per l’America settentrionale, il suo valore è di 1,3. Per i governi arabi, è negativo, a -1,2.(11) È peggio dell’Africa, che è di solito in fondo alla lista, qualunque sia.

L’indicatore di stabilità politica
misura la probabilità di riversamento del governo. In Europa, quest’indicatore è a 0,7; negli stati arabi, è meno a 0,8.(12)

L’indice d’efficacia governativa
misura la qualità dei servizi. È a 1,7 per l’America settentrionale ed è negativo, a -0,6, per gli stati arabi.(13)

L’indicatore di stato di diritto
apprezza in quale misura le leggi ispirano fiducia e sono rispettate. Ha un valore di 1,7 in America settentrionale e meno di 0,4 sotto i governi arabi.(14)

L’indicatore di controllo della corruzione
misura la dimensione della corruzione. È a 1,8 per l’America settentrionale ed il suo valore è negativo (- 0,4) per gli stati arabi.(15) Solo l’Africa fa peggio.

Questi livelli di corruzione e d’incompetenza non dovrebbero sorprendere. È Maometto che ha definito l’etica e la filosofia del governo. Era un capo di tribù, ed agiva in tiranno assoluto. Ha consigliato ai suoi fedeli di uccidere, mentire ed ingannare per instaurare un governo. La violenza era utilizzata per controllare gli avversari. Dispensava favori in funzione delle sue necessità del momento. C’erano reclami sul modo in cui dava denaro ai suoi favoriti, di cui la sua famiglia. Chiunque si opponeva a lui era assassinato. Maometto dava denaro a quelli di cui pensava che ciò li avrebbe fatti tendere a favore dell’islam. Utilizzava il denaro per comperare l’influenza. In cosa sarebbe sorprendente constatare che i musulmani ricorrono al favoritismo ed alla corruzione come metodi di governo? Maometto lo ha fatto, la corruzione è Sunna. Il frutto non cade lontano dall’albero.

Lo sviluppo umano

L’ONU definisce lo sviluppo umano mediante il migliore utilizzo possibile delle capacità individuali e delle circostanze economiche, politiche e sociali che si presentano. Sembra logico di pensare che le migliori delle nazioni devono permettere il più grande sviluppo umano.
I sociologi utilizzano un indice, l’indice di sviluppo umano (HDI), che misura la speranza di vita, la formazione, la libertà e la ricchezza. Il migliore punteggio è zero ed il peggiore è 100. Il punteggio HDI dell’America settentrionale è di 8, quello degli stati arabi è di 75.(16)
L’ONU utilizza anche un punteggio di libertà, che varia dal peggiore (0) al migliore (1). Il punteggio di libertà è di 0,9 in America settentrionale, e di 0,15 negli stati arabi.(17)

Le donne

Gli stati arabi hanno uno dei più deboli tassi d’istruzione delle donne al mondo. Negli stati arabi, “la metà delle donne è illetterata, ma soltanto il terzo degli uomini„(18) . Il tasso d’analfabetismo del mondo arabo è più elevato della media mondiale e più elevato anche che nelle nazioni in sviluppo„ (19).
Le nazioni arabe hanno la più debole proporzione al mondo di donne che guadagnano un reddito, con il 33%, meno ancora che in Africa subsahariana(20).
Per quanto riguarda la proporzione di donne al Parlamento, gli Arabi hanno la più debole percentuale al mondo(21).
Tutti questi risultati provengono dalla teoria dell’islam. Nessuno sorprende. Secondo l’islam, una donna ha valori soltanto avendo bambini e facendo piacere al suo marito.

Conclusione

Non esiste alcun settore conosciuto e misurabile della civilizzazione dove gli Arabi non si classificano ultimi o quasi.

C’è a questo una buona ragione: l’islam.

La dottrina civilizzazionale dell’islam si occupa di tutto. Il sistema educativo che crea l’ignoranza, il difetto di creatività, la ristrettezza di vedute ed i pregiudizi, è fondato sull’islam. La dottrina religiosa islamica insegna la totale sottomissione alla dottrina. Sottomettersi completamente, è apprendere a memoria. Gli hadith proibiscono la rimessa in questione. La dottrina insegna che non soltanto l’islam ha ragione su tutto, ma anche che l’islam è la sola cosa che importa e che i kufar hanno torto su tutto e sono odiati da Allah. L’insegnamento dato dai kufar deve essere evitato e si limita principalmente alla tecnologia.
La dottrina politica islamica si basa su una massa di gente che sono schiavi. Lo schiavo è il cittadino ideale. La sunna mostra che Maometto è giunto al potere con la spada e che è stato un capo assoluto. Sulle migliaia di pagine di dottrina che insegnano l’obbedienza assoluta al capo, Maometto, meno di una pagina presenta un esempio di democrazia dove consulta altre persone sulle decisioni. Maometto parlava, e tutti obbedivano.

1.
2. Corano 2:143 Vous siete la migliore delle comunità che abbiamo fatto sorgere per gli uomini. E noi abbiamoanche fatto di voi un comunità di giudti perché voi siate testimoni per la gente, come il Messaggero sarà testimone per voi.
3.
4. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 46.
5. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 51.
6. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 53.
7. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 71.
8. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 73.
9. Arab Human Development Report 2002, Towards Arab Human Development, UN Publications, 2002, pg. 67.
10. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 67.
11. Arab Human Development Report 2003: Building a Knowledge Society, UN Publications, 2003, pg. 78.
12. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 139.
13. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 140
14. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 140.
15. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 140.
16. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 141.
17. Arab Human Development Report 2004, Towards Freedom in the Arab World, UN Publications, 2005, pg. 141.
18. Arab Human Development Report 2002, Towards Arab Human Development, UN Publications, 2002, pg. 22.
19. Arab Human Development Report 2002, Towards Arab Human Development, UN Publications, 2002, pg. 27.
20. Arab Human Development Report 2005, Towards the Rise of Women in the Arab World, UN Publications, NY, 2006, pg. 74.
21. Arab Human Development Report 2005, Towards the Rise of Women in the Arab World, UN Publications, NY, 2006, pg. 80.
22. Arab Human Development Report 2005, Towards the Rise of Women in the Arab World, UN Publications, NY, 2006, pg. 85.
23. Arab Human Development Report 2005, Towards the Rise of Women in the Arab World, UN Publications, NY, 2006, pg. 95.