Iraqi women take up arms

By Sharon Behn

THE WASHINGTON TIMES

October 24, 2005

BAGHDAD — While most Iraqi women live in fear of terrorists and criminals, one small band of women has taken up arms and is prepared to fight back.

Employed by a private security company, the women ride in the front passenger seat posing as ordinary housewives when the company’s drivers transport customers around the city in nondescript vehicles.

But their firearms are always close at hand, and they are trained to respond with force if they come under attack.

During a recent training exercise, three cars screeched to a stop in the middle of a Baghdad street, sending up clouds of dust. Four men and women leapt out and dropped to their knees, shouldering guns to confront a team of masked men hiding behind cars and light posts.

“Good, good,” shouted Boulos Karam as he strode around in the morning sun, checking out their positions and offering a few words of quiet instruction to one woman in a head scarf.

continua a leggere su http://www.washtimes.com/world/20051024-122030-5697r.htm

29 commenti su “Iraqi women take up arms

  1. per non ripetermi all’infinito dicendo sempre le stesse cose sennò passo per disco rotto:

    ERA ORAAAAAAAA!!!!

    PS: Domanda: come mai quando si parla della condizione che le donne devono subire in questi ameni posti da mille e una notte il tasso di commenti scende vertiginosamente verso la quota zero (e mi riferisco a quelli che predicano l’uguaglianza tra gli esseri umani e tra i popoli)?

  2. Squitto,

    Sei la benvenuta!

    Sai che non so darti una risposta?

    Però immagino il futuro, vedo dei barbuti che provano a riconquistare il potere e vengono presi a calci nelle palle “dalla dolce metà inferiore” :)))

  3. speriamo Bisquì tu abbia il dono della preveggenza, perché almeno potremo farci qualche grassa risata alle loro spalle “palle” quelle che non hanno. Ciao e buon lavoro.

    Dai tempo al tempo per le visiste al blog, in rete prima di 6 mesi si è novellini, poi comincia a muoversi.

    Ciao

  4. se permettete , data la millenaria sottomissione, se le donne musulmane si ribellano sul serio ,immagino ci sarà un’epidemia di bobbittismo (eh, eh…)

    agli islamici auguro questo e altro…

    un mau tagliatore

  5. #1 perchè naturalmente è una cosa che trova concordi tutti. no?

    se trovasse concordi tutti si potrebbe fare facilmente e in modo logico anche il passo successivo, ovvero che chi costringe metà del suo popolo a vivere in queste condizioni è un barbaro, ha una cultura inferiore e deviata e va fermato, più o meno con qualsiasi mezzo!!

  6. Ho letto un articolo sulla metà dell’umanità e su quello che potrebbe succedere nei paesi islamici se le donne si ribellassero.

    Lo cerco e lo posto, magari traducendolo.

    Fratellino buongiorno è un pò che non ci incontriamo.

  7. #7 – senza dubbio. Solo che non capisco come riuscirebbero a risollevare le sorti delle donne sganciandogli addosso le cluster bomb, torturandoli nelle carceri e fottendosi il loro petrolio.

  8. Io sono per la diseguaglianza degli individui, delle razze, dei popoli e dei sessi, com’è giusto e naturale che sia. Le donne armate mi fanno un po’ specie. Certo, se si armassero per la rivoluzione totale globale allora sarei favorevole.

  9. #7 – senza dubbio. Solo che non capisco come riuscirebbero a risollevare le sorti delle donne sganciandogli addosso le cluster bomb, torturandoli nelle carceri e fottendosi il loro petrolio.

    bè, intento hanno defenestrato un leader oscurantista e retrogrado, che teneva sotto il suo tallone nn solo le donne ma tutta la popolazione, hanno permesso libere elezioni a cui hanno partecipato anche le donne…chissà, magari di questo passo le cose miglioreranno, no?

  10. Le donne armate mi fanno un po’ specie.

    perchè? e soprattutto, finchè è una tua opinione nessun problema, ma quando il tuo disagio diventa imposizione, allora è lì che non ci siamo più!

    tu, uomo, devi solo farti da parte se io donna decido di impugnare un’arma. stop

  11. ueha mind, T..A che non sei altro, non riesci proprio a non liberarti dalle tue ossessioni , eh?

    T..A malefica, fai credere che , che sò, quando bevi un bicchier d’acqua , pensi ai poveri bambini assetati dell’iraq…

    T…IONE, rilassati un po’…

    un mau ilare

  12. Anche, ma anche dalle fosse comuni di Saddam e dalle migliaia di gasati da “Alì il chimico” (e poi c’è ancora chi si chiede dove sono le armi chimiche di Saddam…).

    Mind, con ’sta storia delle cluster hai stancato, la cosa ti è stata ripetuta non so quante volte. Alla fine mi sorge qualche legittimo dubbio.

    I proventi del petrolio irakeno vanno in tasca al governo irakeno, come peraltro stabilito da risoluzioni target=”_blank”>qui.

    Perchè non si parla mai delle non-civiltà che opprimono le donne (e anche gli uomini)? Perchè si corre il rischio di dare ragione a chi vuol far fuori i tiranni e i loro tirapiedi, ecco perchè.

  13. Mi pareva che qualcosa andasse storto…

    Ripeto:

    I proventi del petrolio irakeno vanno in tasca al governo irakeno, come peraltro stabilito da risoluzioni ONU:

    1511/2003, preambolo.

    1546/2004, preambolo.

    1546/2004, paragrafo 3.

    1546/2004, paragrafo 24.

    Come puoi controllare qui: http://jeanneland.splinder.com

    Basta caxxate?

  14. I casini succedono quando ci sono di mezzo delle maiuscole ripetute, e dei caratteri da URL come lo slash e i due punti, successo diverse volte anche con la trascrizione dell’intervista al sindaco Nagin sulle responsabilità del governatore Blanco. Devono aver malprogettato l’espressione regolare che “pulisce” il commento. Che bricconcelli!

  15. Grendel, qui

    http://freeiraq.splinder.com/post/6046853#comment

    La Risoluzione 1511 sull’Iraq del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, 16 ottobre 2003

    la risoluzione 1546, nella quale e’ disegnato il futuro iracheno dal 30 giugno 2004 al gennaio 2006.

    Le risoluzioni 661(1990) del 6 agosto 1990,

    678 (1990) del 29 novembre 1990,

    686 (1991) del 2 marzo 1991,

    687 (1991) del 3 aprile 1991,

    688 (1991) del 5 aprile 1991,

    707 (1991) del 15 agosto 1991,

    715 (1991) dell’11 ottobre 1991,

    986 (1995) del 14 aprile 1999

    1995, e 1284 (1999) del 17 dicembre 1999,

    1382 (2001) del 29 novembre 2001.

    Ed infine risoluzione 1441 (2002) del 8 novembre 2002, danno l’immagine dell’illegalità degli USA.

  16. Le armi chimiche dell’Iraq, CHE SONO POI STATE DISTRUTTE secondo le direttive dell’ONU, provenivano da Europa, Usa e Unione Sovietica.

    Oh, comunque la stima che provo per Saddam, il legittimo presidente dell’Iraq, cresce giorno dopo giorno.

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