Il Rapporto Harmony

Il Combating Terrorism Center di West Point, ha recentemente reso pubblico un rapporto dal titolo, Harmony and Disharmony: Exploiting Al-Qa’ida’s Organizational Vulnerabilities, in cui vengono declassificati 28 documenti provenienti dal database del Dipartimento della Difesa noto con il nome di “Harmony”. Questo rapporto si basa su una raccolta di documenti di AlQaeda, ritrovati dagli Usa e dagli alleati nel corso delle operazioni antiterrorismo portate avanti nello scenario globale della guerra al terrorismo.
Il Combating Terrorism Center ha sede presso l’Accademia Militare degli Stati Uniti di West Point. Creato nel febbraio 2004, il Centro è stato coinvolto attivamente nella Guerra Globale al Terrorismo attraverso un’accurata opera di educazione ed analisi politica. E’ attualmente presieduto dall’ex-Generale Wayne A. Downing.

Il rapporto in oggetto si propone di analizzare le potenziali vulnerabilità  di Al Qaeda ed i conflitti di interesse interni all’organizzazione, per poter indirizzare gli sforzi antiterroristici degli Usa. Presenta altresì lo studio di un caso di fallimento della Jihad: quello della Siria, dove i Fratelli Musulmani e l’Avanguardia Combattente fallirono nella loro prima Jihad negli anni 1976-1982. Questo capitolo è davvero interessante, lo si trova nella prima parte del rapporto e merita di essere letto. Dal fallimento in Siria, Al Qaeda imparò una lezione che non dimenticò. Allora c’era stato un fallimento a livello di organizzazione e gli elementi dell’insuccesso furono diversi: mancanza di comunicazioni sicure, struttura militare inefficiente, dipendenza da aiuti esterni, eccessiva brevità  dell’addestramento nei campi, mancanza di una adeguata campagna di comunicazione. Come si vede, Al Qaeda ha cercato di dotarsi di tutti gli strumenti encessari per evitare il fallimento, creando una rete militare, economica e mediatica.
Mentre la prima parte del Rapporto delinea la struttura, l’organizzazione di Al Qaeda e dei gruppi terroristici ad essa legati, per prevedere la loro strategia futura; la seconda contiene I documenti declassificati cui abbiamo già  fatto cenno. Essi vengono pubblicati nella versione originale in lingua araba e nella traduzione inglese.

Il primo documento, AFGP-2002-000078, dal titolo Obiettivi e struttura di Al Qaeda, spiega che essa consta di diversi comitati: militare, politico, informativo e amministrativo-finanziario. Ogni comitato è diviso in sezioni ed ogni posizione all’interno del comitato deve rispondere a specifici requisiti. Il comitato militare ha 5 divisioni: presidente, sezione addestramento, sezione operazioni, sezione armi nucleari, sezione biblioteca e ricerca. I requisiti per il presidente sono: conoscenza della legge islamica, esperienza di operazioni militari, formazione universitaria, preferibilmente accademia militare, 30 anni d’età . I supervisori delle altre sezioni devono poter vantare: due anni di servizio nella Jihad, appropriata conoscenza scientifica, 25 anni d’età , licenza di scuola media superiore, conoscenza delle scienze militari, sapienza, sobrietà  e attitudine alla disiplina militare. Se non si trattasse di argomenti tragicamente seri, verrebbe da sorridere: sembrano bandi di concorso. Per il capo del comitato politico è richiesto anche che abbia una buona conoscenza della lingua inglese, affabilità , correttezza nelle opinioni, capacità  di pianificare e che sia brillante e intelligente. Seguono analoghe istruzioni per gli altri comitati. Purtroppo il documento si interrompe bruscamente, come se fosse non terminato o mancante delle altre pagine.

Il secondo documento declassificato del database Harmony è il AFGP-2002-000080 si intitola Organizzazione interna e descrive gli obiettivi e la struttura organizzati di Al Quaeda. Gli obiettivi principali sono “stabilire la verità , liberarsi del male e fondare una Nazione Islamica”. Nei rapporti con gruppi musulmani non-Jihadisti “l’obiettivo è di sviluppare relazioni di amicizia e amore allo scopo di prendere il bene e correggere gli errori”. Come dire, far capire a tutti che è necessaria la Jihad. “Al Qaeda cerca di eliminare regionalismi e tribalismi e di portare tutti i musulmani alla Jihad. I musulmani devono essere agitati in modo che possano servire da “combustibile per la battaglia””. La posizione di Al Qaeda verso “i dittatori della terra e i gruppi secolari” è che “ci sono innocenti e non credenti tra di loro e che l’ostilità  deve continuare finchè ognuno creda in Allah”. Bel programma, vero?
Non andiamo oltre, perchè il materiale è veramente tanto e molto denso, mentre lo spazio è poco. Consigliamo però di continuare la lettura, perchè si tratta di interessantissimi documenti originali, comprese lettere di Bin Laden. Ovviamente ne auspichiamo la traduzione in lingua italiana.
Rita Bettaglio
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