Il "pastrocchio" degli organi costituzionali sul caso visco

In questi giorni abbiamo assistito a quello che è stato detto in parlamento sul caso visco. Tutti sappiamo comè finita ed abbiamo sentito le giustificazioni. Giustificazioni che immediatamente, dalla grancassa mediatica, sono state spacciate per buone.
Naturalmente un comportamento del genere è giustificato dall’enorme ignoranza degli italiani in merito alla conoscenza della costituzione, della legge e dei regolamenti parlamentari.
Non voglio farne una colpa ai miei connazionali, anche se il "diritto" si studia a scuola ( e non si urla nelle piazze) ma voglio indicare tutti coloro che hanno spacciato per verità le menzogne.

Cominciamo :
  1. I decreti di nomina o di revoca delle alte cariche civili o militari, dello stato, rientrano nella competenza del presidente della repubblica art.87 della Costituzione che recita : 
    • Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
    • Può inviare messaggi alle Camere.
    • Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
    • Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
    • Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
    • Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
    • Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
    • Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
    • Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
    • Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
    • Può concedere grazia e commutare le pene.
    • Conferisce le onorificenze della Repubblica. 
  1. Tutti i decreti della pubblica amministrazione devono essere motivati (quindi anche quelli del caso in esame) e cioè devono spiegare e contenere i motivi del perchè della loro emanazione.
  2. A causa del punto precedente, i decreti di nomina e di revoca del comandante generale della guardia di finanza così come quello di nomina alla corte dei conti ( la buona sistemazione secondo padoa schioppa) rientrano nella competenza del presidente della repubblica e perciò in quanto atti della P.A. debbono contenere, quantomeno nelle premesse, la motivazione dell’atto ed il perchè della loro emanazione.
  3. La delibera del consiglio dei ministri costituisce l’imput necessario all’emanazione dell’atto, quindi solo la premessa necessaria, ed illustrarne con chiarezza la motivazione.
  4. La controfirma del presidente del consiglio dei ministri, nella specie, costituisce solo l’attestazione della validità dell’atto del Presidente della Repubblica e la dichiarazione di responsabilità in suo luogo nel rispetto dell’ art 89 della Costituzione che recita :
    • Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
    • Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
  1. Nessuna legge, né costituzionale né ordinaria, obbliga il Presidente della repubblica ad emanare decreti ( in questo caso di nomina e di revoca) che il governo gli sottopone “a scatola chiusa”, senza che egli possa esercitare il suo diritto di vigilanza e di critica quanto meno sui contenuti e sul procedimento della emanazione del decreto.

Da quanto sopra ne consegue che il Sig. Napolitano sarà pure persona per bene ma, ragionando per ipotesi i casi sono :

  • o, non conosce la costituzione ed i diritti conseguenti ad un capo dello stato
  • o, qualcuno gli ha fatto dire cosa non vera, cioè il falso, circa la sua totale estraneità al caso visco / Speciale
  • o, è perfettamente a conoscenza sia dei suoi diritti che di tutta la vicenda in esame 

Quindi, firmando acriticamente i decreti, in ogni caso gli ha pienamente condiviso sia la loro impostazione che la motivazione e non può pertanto tirarsi fuori e dirsi estraneo alla faccenda.

Tutto questo ci porta a pensare ad una manovra condivisa da tutte le istituzioni dello stato che viola in modo inconfutabile i dettami della costituzione e della legge vigente, cosa gravissima in una nazione che si reputa “democratica”. Tutto questo al fine di insabbiare l’inchiesta sulle cooperative rosse?.

Una domanda sorge spontanea : Siamo ancora in uno stato di diritto?

5 Commenti

  1. monica

    Certo che NO caro Fratello.

    Ormai della democrazia, che forse tanto compiuta non lo è mai stata, ne abbiamo perso le tracce.
    Questa intricata vicenda che tu ben sottolinei ne è la prova evidente.

    Ma oltre al silenzio sul merito del Capo dello Stato dobbiamo registrare ancora una volta la caduta dal pero del Premier che ha avuto la faccia di affermare in proposito: “…Non è successo niente!”

    Soffre di narcolessia forse ?

    Bacioni

  2. Lo PseudoSauro

    Giusto. aggiungerei solo che in tal caso il giuramento che i militari prestano alla Repubblica non li vincola piu’ all’obbedienza. Quando lo Stato cambia in senso autoritario non e’ piu’ quello a cui si e’ giurata fedelta’. Questo e’ il caso tipico dei colpi di stato sudamericani o turchi, volti a ridimensionare la politica che si allarga troppo. Ma sappiamo bene che gli Stati Maggiori sono lottizzati pure loro, pertasnto… I golpe li fanno solo i civili e senza trovare alcuna resistenza.

  3. Salo

    Caro Bisquì, il tuo chiarimento legislativo è opportuno e preciso.
    Siamo di fronte ad una sistematica violazione dei principi democratici. E nessuna istituzione è in grado di tutelarci, o perchè già occupata dalla Sinistra, e quindi complice, o perchè troppo debole e indirettamente interessata, come le Forze Armate.
    Dal popolo poi non possiamo attenderci nulla: si crogiola troppo nel suo benessere per accorgersi dell’abisso in cui cade e ha troppo da perdere per scendere in piazza e nelle strade a tentare la spallata.
    Così Prodi è destinato ad avere lunga vita…nonostante i suoi affarucci, che se fatti da Berlusconi avrebbero provocato il finimondo.

    Saluti occidentali

  4. ephrem

    Analisi perfetta, domanda pertinentissima. Ansa di oggi: “La Corte dei Conti muove dei rilievi al provvedimento con cui il governo Prodi ha nominato Cosimo D’Arrigo nuovo comandante generale della Guardia di Finanza al posto del gen. Roberto Speciale. L’ufficio controllo preventivo della magistratura contabile… Il governo è stato avvertito della lettera della Corte dei Conti che chiede chiarimenti all’Esecutivo sul provvedimento di nomina del nuovo comandante della Guardia di Finanza. E risponderà mercoledì con una lettera a questa richiesta. E’ quanto viene sottolineato dal portavoce del Governo Silvio Sircana.”

  5. ephrem

    Compare, tempo fa allorché venne fuori il caso Speciale, commentai da qualcuno dicendo che la soluzione del governo invece di chiarire complicava ulteriormente il quadro. Le mosse del governo, mi ricordavano un provetto maitre di cucina alle prese con una maionese impazzita, in genere quest’ultima finisce sistematicamente nella spazzatura. Oggi gli ultimi eventi, con il rinvio all’ultima ora dell’insediamente del Generale D’Arrigo fanno presagire il peggio. Questi, non solo fanno impazzire la maionese, ma bruciano pure l’arrosto!

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