Guerra tra Arabi : Sunniti contro Al-Qaeda

L’esercito americano tratta troppo bene i terroristi di al-Qaeda che vengono catturati”.
È questa l’accusa incredibile lanciata dallo sceicco Hamid al-Hayas, presidente del Consiglio di Salvezza di al-Anbar, l’alleanza delle tribù della provincia sunnita irachena sorta alcuni mesi fa per cacciare i terroristi di al-Qaeda dai loro territori con il sostegno del governo di Bagdad.

Intervistato dal giornale arabo al-Sharq al-Awsat, il capo tribù iracheno accusa gli americani di trattare bene i detenuti di al-Qaeda che vengono catturati e chiede che questi terroristi siano sottoposti alle dure regole del codice tribale. Dalla città di Amiriya, nel mezzo della provincia di al Anbar, un movimento popolare – non per questo meno efficace o letale – di resistenza sta contendendo ai guerriglieri binladenisti il controllo del territorio.
Gli iracheni di al Anbar non vogliono che l’enorme provincia – fino a oggi l’area più pericolosa del paese, assieme alla capitale Bagdad – sia trasformata dai combattenti stranieri nell’“Emirato islamico d’Iraq”. Riconoscono il governo centrale di Bagdad e chiedono spesso l’aiuto e la cooperazione di truppe regolari irachene e americane per battere gli estremisti.

Gli americani sono troppo teneri quando trattano con i terroristi che sono detenuti presso di loro. Chiedo sempre loro: perché arrestati i nemici? Dateli a noi che abbiamo le nostre leggi tribali. Sono tradizioni che non possono cambiare e dicono solo una cosa: che il nemico deve essere ucciso”.

Secondo lo sceicco sunnita iracheno “se queste regole tribali non vengono applicate nella lotta al terrorismo allora al-Qaeda si diffonderà con maggior vigore” (infatti l’erbaccia va estirpata e non semplicemente potata NdB).
Al-Hayas ha maturato ormai una lunga esperienza nella lotta contro i combattenti stranieri presenti in Iraq. Guida le milizie che danno la caccia ad al-Qaeda nella zona desertica della provincia di al-Anbar, a ovest di Bagdad. Al giornale arabo dice di essere orgoglioso delle vittorie che i suoi uomini hanno conseguito finora nel combatterli ed esprime un desiderio: “Vogliamo trasformare il capoluogo della nostra provincia, Ramadi, nella Dubai dell’Iraq.

Fino a sei mesi fa i terroristi circolavano liberamente, tanto da aver anche diffuso su Internet un video nel quale si mostravano alcuni miliziani intenti a tenere lezioni all’interno della scuola elementare cittadina. Libertà che i terroristi non hanno più avuto invece dalla nascita delle milizie tribali di al-Anbar. “Al-Qaeda è diventata un cancro del nostro paese”.

Fu con queste parole che il capo della nota tribù sunnita irachena degli al-Duleimi, lo sceicco Majid Abdel Razzaq al-Ali Suleiman, rispose in un’intervista rilasciata al giornale arabo al-Sharq al-Awsat sul perché abbia deciso di combattere il gruppo terroristico attivo nel paese. Gli ordigni alla clorina stanno ormai diventando una sorta di arma prediletta da parte di al-Qaeda contro i sunniti. Il capo degli al-Duleimi ha spiegato inoltre perché tutti i capi delle tribù sunnite hanno deciso di allontanare i terroristi stranieri dal proprio territorio.

Abbiamo preso questa decisione – afferma – dopo aver visto che le autobomba colpivano anche i civili, gli studenti, gli Ulema e gli ospedali. Questa non è resistenza. Adesso tra gli uomini della polizia e dell’esercito c’è gente della nostra tribù e noi ci fidiamo solo di loro”.

Da mesi, diversi clan della regione di Al Anbar, una delle più infestate dalla guerriglia, hanno formato una coalizione per combattere i ribelli dello “Stato islamico dell’Iraq”, il cartello che riunisce i gruppi qaedisti. L’organizzazione di al Qaeda in Iraq ha intenzione di assumere il controllo delle aree sunnite del paese, una volta che le truppe americane avranno lasciato l’Iraq, per dare vita a uno stato islamico.

Secondo le analisi condotte dall’intelligence Usa, e riportate dal Sunday Times, al Qaeda vuole creare una enclave terroristica nelle province di Bagdad, al Anbar, Diyala, Salahuddin, Nineveh e parte di Babil. “Al Qaida è in procinto di creare la sua prima roccaforte in Medio Oriente – ha ammonito un funzionario Usa – se dovesse avere successo, sarebbe una catastrofe, ma anche un serio rischio per l’Arabia Saudita e la Giordania” (alla faccia delle anime pie che razzolano alla nostra sinistra NdB).
Sarebbe stato proprio tale piano a innescare lo scontro in atto nel paese tra lo Stato islamico in Iraq, la coalizione dei ribelli sunniti guidata da al Qaeda, e i gruppi sunniti più moderati, per la conquista del controllo delle zone centrali e occidentali del paese. Gli Usa ritengono che lo Stato islamico in Iraq possa assumere il potere adottando le tattiche classiche di al Qaeda. In diverse città le milizie locali – nazionaliste e islamiche – hanno dato la caccia ai qaedisti, accusati di seguire la strategia del massacro.

Le tribù, che hanno sofferto attacchi indiscriminati (in particolare con i kamikaze) e hanno visto morire alcuni loro sceicchi, hanno deciso di sterminare gli avversari. Mossa benedetta da una fatwa del consiglio degli ulema.

Nel frattempo i vertici politici iracheni hanno avviato negoziati con gli insorti sunniti non legati ad al Qaeda, negoziati a cui hanno preso parte il premier sciita, al Maliki, il presidente curdo Talabani, l’ambasciatore e ufficiali militari britannici. Come rende noto Talabani in una intervista al Daily Telegraph nel corso della sua visita in Gran Bretagna, le trattative hanno dato “segni positivi” che potrebbero tradursi nell’imminente annuncio di un accordo storico di riconciliazione. “Vi è stato un grande cambiamento di mentalità fra i arabi sunniti.

Per loro il pericolo non è più l’America, ma l’Iran”, spiega. “Dobbiamo convincere gli arabi sunniti che sono un partner reale. Se non si sentono tali, non combatteranno il terrorismo. Quando lo saranno, lo contrasteranno”, assicura il presidente iracheno chiedendo alle forze della coalizione di rimanere in Iraq ancora fino alla fine del prossimo anno.

Secondo quanto rivela il giornale arabo al-Hayat, negli ultimi giorni il cosiddetto “Stato Islamico Iracheno” ha rivendicato una lunga serie di omicidi ai danni di personalità del mondo sunnita. Analizzando i comunicati diffusi sul web negli ultimi due giorni, il gruppo ha reso noto di aver ucciso una serie di persone accusate di essere degli “apostati” o “agenti” degli americani. In particolare hanno annunciato di aver ucciso Abdel Salam Anad al-Kartani, Muhammad Hasan al-Gharari, Muadh al-Kartani e Khaled Naim al-Kartani. Sono tutti sunniti del quartiere di al-Doura, zona sud di Bagdad, che facevano parte di gruppi armati della guerriglia ostili ad al Qaeda. La città di Amiriya, da cui è partita la resistenza sunnita contro i qaedisti, era stata teatro di una grande battaglia lo scorso due marzo. Diverse centinaia di combattenti di al Qaeda s’erano ammassati per attaccare il convoglio di un leader dell’Anbar salvation council (Asc), la lega di tribù ed ex guerriglieri che ora appoggia il governo e combatte al Qaeda in Iraq. La polizia della zona aveva intuito in tempo l’attacco, e aveva chiamato i combattenti locali appartenenti alla Thurwa al Anbar, la milizia allestita dall’Anbar salvation council. Almeno 80 uomini di al Qaeda erano morti e altri cinquanta erano stati catturati. Il leader dell’Asc era in viaggio per partecipare ai funerali delle vittime della stage di Habbaniya, dove al Qaeda ha distrutto un’intera moschea (ammazzando 39 persone) con un’autobomba per punire l’imam sunnita che aveva osato predicare contro i terroristi.

Da Il Velino – Giulio Meotti

17 Comments

  1. Wellington

    “L’esercito americano tratta troppo bene i terroristi di al-Qaeda che vengono catturati”

    E adesso chi glielo dice ad Amnesty International?

  2. Libertyfirst

    Secondo Carpenter del Cato non dovrebbero esserci più di 2,000 attivisti di Al Quaeda in Iraq. Da ciò deduco che la maggior parte degli scontri sia tra curdi, sunniti e sciiti e che AQ si limiti a seminare zizzania, senza alcuna possibilità di controllare alcunchè. La sconfitta di AQ potrebbe eliminare un elemento di disturbo che causa conflitti intertribali, ma il problema è gli iraqeni sono disposti a convivere? Di recente mi sono soffermato sulle condizioni per una convivenza ma non sono arrivato ad alcuna conclusione. Diciamo che i curdi non possono separarsi senza perdere il supporto USA per via della Turchia; i sunniti non possono separarsi senza perdere il petrolio che sta quasi tutto in territorio curdo; e gli sciiti idem, sperando che la loro arabità abbia la meglio sulla loro sciità quando si tratterà di dar retta all’Iran. Questo è il quadro più ottimistico che ho ottenuto… spero sia realistico, nella sua semplicità… qualsiasi alternativa sarebbe un problema per gli USA, e per tutti gli iraqeni che non sono maggioranza nella rispettiva regione di appartenenza.

  3. Salo

    La situazione è complessa ed esplosiva.
    Credo che gli USA dovrebbero approfittare delle divisioni interne all’Islam, ma so anche che non è facile, soprattutto quando si ha a che fare con “alleati” come l’Italia di Prodi, che vanno fisicamente a braccetto con Hezbollah e civettano con la Siria…

  4. Hermes

    “L’esercito americano tratta troppo bene i terroristi di al-Qaeda che vengono catturati”

    minchia! prima volta a mia memoria che mi trovo d’accordo con un arabo! 🙂

  5. Bisquì

    Ciao ragazzi 🙂

    La situazione non è così rosea come scritto ma sta volgendo in una direzione che i nostri sinistri non prevedevano.
    Ci dovremo aspettare attentati sanguinari che faranno pensare ad un peggioramento ma in realtà saranno colpi di coda e tentativi di dividere la popolazione irakena secondo differenze religiose ed etniche.
    Mi lascia ben sperare la consapevolezza che gli irakeni vogliono restare un popolo unito, tuttosommato ma mi lascia perplesso l’approccio dei democratici americani che continuano a non voler vedere che sul campo le cose stanno cambiando.
    Ovvio che ci vorranno anni per rimarginare le ferite ma confido nel supporto dell’occidente, non di questa rancorosa italia di sinistra ma nelle nazioni veramente “democratiche”

  6. Salo

    Spero che tu abbia ragione Bisquì.
    In quanto alla sinistra italiana…beh, per fortuna il mondo è semre andato avanti nonostante lei…e i comunisit hanno sempre dovuto rincorrere…in perenne ritardo! 🙂

    Saluti occidentali

  7. monica

    L’ennesima prova che l’invio delle truppe in Iraq non è stato un errore e non ha prodotto solamente morti ammazzati dalle milizie filoislamiche.

    Certamente, se come dice Hermes, fa eccezione essere in accordo con un arabo, così non dovrebbe essere per la sinistra massimalista italiana.
    Ma il senso senso mi suggersice che così non è…

    Baci fratello caro

  8. Salo

    Amico ci stiamo riunendo tutti quanti…

    http://teocon1990.blogspot.com/2007/06/aperto-blogroll-contro-prodi.html

    Ti invito ad aderire!
    Non puoi mancare!

    Saluti occidentali

  9. Bisquì

    Ciao,
    leggo solo adesso. Appena mi sarà possibile aderirò volentieri. Grazie della segnalazione

  10. siro

    Bell’articolo di politica estera, grazie per averlo segnalato 🙂

  11. monica

    Fratello, tutto bene ?

  12. Bisquì

    Ciao Sorellina,
    si tutto bene sono solo molto impegnato. Fatti sentire

  13. EC

    Come mai non posso più commentare lì? Boh, forse è il sito che mi incasina tutto a causa delle 1488 aquile presenti in giro. Comunque, non l’ho capita… io dicevo sul serio, eh! Se l’Hezbollah fosse disarmato sarebbe un brutto colpo per il Libano. Quanto al disarmo delle fazioni libanesi, l’anno scorso si stavano svolgendo trattative importanti, ma la guerra le ha fatte poco sorprendentemente naufragare.

  14. Salo

    Bisquì torna presto che c’è bisogno di te!!!!
    …anche sul mio blog, dove dei teppisti della Storia neganoi crimini del Che…

  15. Wellington

    Hey, ma che fine hai fatto?

  16. libertà

    ma sapete di essere fasisti??? non riguarda l’articolo, ma il blog in genere.
    siete fascisti, vi rendete conto? ammettetelo che avete il pc pieno di foto, video e dscorsi del bel benitello!!! ma sapete che lo hanno appeso a testa in giù???
    scommetto che a salò erano degli eroi…

    p.s. secondo me il motivo per il quale vivete con queste idee (certe cose che avete scritto…) e perchè i dicorsi del dux vi danno eccitamento sessuale…

  17. Tavorminha

    Diceva qualcuno, non mi ricordo più chi, che è inutile che noi occidentali ci imbattiamo in una guerra lunga e dura contro loro, perchè saranno loro stessi ad ammazzarsi tra di loro, divisi come sono nelle loro etnie, culure e religioni….

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