Dove sta andando la Russia? E come sarà  il suo futuro?

La Russia è sempre stata una nazione un pò europea ed un pò asiatica. Crocevia di mille nazionalità e culture si è svilupata ed è cresciuta un pò autonomamente un pò cercando di integrarsi con un’europa tecnologicamente, culturalmente ed economicamente più dinamica delle nazioni asiatiche. (un’esempio la nascita della città di S.Pietroburgo)

Il titolo dell’articolo ricalca la domanda che gli amici russi mi/si sono posti, nell’occasione di della festa per il 50° compleanno del mio testimone di nozze. ( Ovviamente non potete saperlo ma la Russia è la nazione alla quale sono maggiormente legato perchè lì ci vivono persone ed amici che amo profondamente ).

Insomma tra una bevuta e l’altra, in una confusione di dialetti, lingue ed idee abbiamo speso una notte intera e parte di un mattino a discutere sul futuro di questa grande nazione.

Tanta preoccupazione deriva dal fatto che Putin, l’attuale presidente, non potrà essere rieletto. Vi chiederete, perchè il soggetto è proprio Putin, in fin dei conti un presidente vale l’altro. E’ così per noi ma non per la Russia, un paese enorme che copre otto fusi orari e quaranta gradi di latitudine di terra euroasiatica ( 51 volte l’Italia) a ridosso di un miliardo e mezzo di laboriosi cinesi abbastanza affamati, senza difese naturali e con sbocchi sul mare limitati (considerazioni fondamentali da non sottovalutare) con un tasso di povertà e d’insoddisfazione incredibili. Governare un mostro del genere era un incubo inimmaginabile e ingestibile per chiunque ma se qualcuno è riuscito nell’impresa di governare un tale Frankestein geopolitico, questi si chiama Putin.

Putin è l’unico capo di stato, su questa terra che raccoglie il maggior numero di consensi, se non addirittura assoluto, tra tutti gli strati sociali e trasversalmente anche dal management politico/economico. Un fenomeno che in nessuna altra nazione del mondo è possibile riprodurre dato che il presidente ha alternato al pugno di ferro una politica di sviluppo della società e dell’economia. Come è possibile che tutto sia avvenuto sensa provocare reazioni altrimenti plausibili in qualsiasi nazione europea?

Si può anche non credere ad un tale consenso ma questo modo di vedere è tipico degli europei che hanno sempre guardato dall’alto verso il basso il grande vicino considerandolo fratello minore e non hanno mai capito o provato a capire la mentalità russa. Purtroppo questa visione miope ha impedito, al crollo dell’URSS, un avvicinamento ed un’integrazione definitiva all’europa. (domanda, perchè con gli stati islamici si e con la Russia no?)

I Russi si sentono europei e vorrebbero essere considerati come tali ma quello che avvertono è che vengono considerati con disprezzo "campagnoli", "concorrenti" o peggio "inferiori". Sono innumerevoli i motivi che generano questo "feeling" ed una più oggettiva, approfondita analisi può rivelarne i motivi e le reponsabilità dalle quali noi europei non ci possiamo sottrarre.

Andiamo con ordine.

La Russia esce da una terrificante esperienza storica che può essere paragonata, nei tempi moderni, con la sola vicenda di Weimar. Ovvero un crollo materiale tremendo corredato da un collasso morale ancora più spaventoso. A grandi linee, dopo l’implosione dell’URSS (che non era poi molto più grande e potente dalla precedente Russia zarista), la sua erede ha perso il quaranta percento delle risorse precedenti, la metà della popolazione, più del venti percento del territorio (quello più pregiato e fertile) e tutti i valori costruiti in tre generazioni di spaventosi sacrifici.

La Russia ha perso anche l’anima e il rispetto di sé (da non sottovalutare il nazionalismo russo). Putin ha ridato alla nazione quell’unita, solidità, sicurezza necessaria a tenere insieme la nazione. Farlo in pochi anni ha del miracoloso. Bisogna anche considerare che è stato aiutato dalle circostanze e pure dal mondo esterno, dall’Occidente, in particolare, che non ha approfittato più di tanto delle sventure del gigante russo. E’ anche vero che la fortuna ha aiutato il presidente con l’inaspettato rialzo della richiesta energetica moltiplicando per sei  o per sette il rendimento delle risorse d’idrocarburi della nazione che nel solo 2006 hanno fruttato allo stato russo 140 miliardi di dollari dal petrolio e quaranta dal gas.(Wall Street Journal).

La spiegazione sostanziale del miracolo putiniano è questa, al di là del fatto che la fortuna aiuta gli audaci, piove sul bagnato, “più mi alleno e più ho c… ”, come diceva quel certo campione di golf (Prodi? No, quello va in bicicletta..).

Questa improvvisa vincita alla lotteria ha ridotto ad un frazione, forse addirittura di un’ordine di grandezza, il lasso di tempo necessario alla completa cicatrizzazione dell’Orso mutilato, ma nello stesso tempo ha impedito che il lenire del medesimo tempo agisse in profondità sui rancori e le frustrazioni di una generazione, quella dei quarantenni e cinquantenni al potere a Mosca, che ha vissuto da adulta ambedue le esperienze, l’URSS morente e la nuova patria umiliata, ferita e sconvolta fin nel nell’intimo della società. Questo è un aspetto che assolutamente non va sottovalutato. Una nazione, una società hanno bisogno di assorbire i grandi cambiamenti e per farlo è necessario il normale avvicendamento delle generazioni. Questo non è accaduto per la Russia che vive in un equilibrio sociale instabile e che si regge solo grazie alla capacità del suo presidente.

E’ in questa chiave di lettura che va forse interpretato l’improvviso, tre o quattro anni non sono una generazione, irrigidimento dell’establishment russo che peraltro raccoglie fedelmente le pulsioni della propria opinione pubblica.

( se l’articolo è confuso perdonatemi è scritto di getto e sotto i fumi dell’alcool )

– continua –

2 Comments

  1. monica

    Fratello, con o senza vodka sei un grande!

    E’ innegabile (forse anche alla sinistra italiana e ciò è tutto dire!) che Putin, i cui metodi possono essere considerati discutibili o meno, abbia procurato una sterzata positiva al paese.

    Certo, ad obbiettare ci sarebbe Guzzanti, ma questa è un’altra storia che nasce dalle menzogne italiane.

    In attesa….

    Un bacione

  2. Hermes

    Moni: Guzzanti, da tipico politico italiano, guarda solo all’orticello di casa nostra. Se riuscisse a liberarsi da questo caratteristico vizio italico, forse si accorgerebbe pure del colossale casino in cui si è ficcato nel momento che si è accompagnato a certa gente, e capirebbe che il pericolo non viene dal Cremlino, dove francamente credo che nemmeno sappiano chi lui sia…

    Bisqui: kak obichna, si vede quando uno la Rodina la frequenta piuttosto che leggerne sulla carta straccia di casa nostra e poi pontificare. Quello che scrivi tu lo avrei potuto scrivere letterale io stesso (non so se è un complimento, però… 😛 ).
    La Russia è un gigante che si sta svegliando dopo una lunga prigionia di pesantissime catene: la mia speranza è che EU e USA non si rivelino, come già successo, prigionieri di schemi diplomatici antiquati, e cerchino di tramutare il gigante in un amico. Al contrario non voglio nemmeno pensare…

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