Distrutta la base dei missili shahab-3 iraniani

Shahab3

Shahab3

Agenti segreti e incursori americani, israeliani oppure sauditi, kuwaitiani ed emiratini. O forse una forza congiunta tra tutti questi elementi uniti dalla lotta contro il comune nemico iraniano in procinto di dotarsi di armi nucleari. Dopo l’attacco alla centrale atomica di Busher con il virus informatico noto come virus Stuxnet, che in settembre ha mandato i tilt le reti informatiche nazionali e dei centri di ricerca nucleare, sembra essere ripresa la guerra segreta ma combattuta con armi molto letali contro le armi strategiche di Teheran.
Guerra che aveva già visto in agosto l’uccisione di Reza Baruni, l’ingegnere aeronautico padre del programma di velivoli teleguidati iraniani che tanto preoccupano il Pentagono, eliminato con una triplice esplosione che devastato la sua villa blindata ad Ahwaz. Teheran parlò di una “fuga di gas” ma dietro a un simile colpo di mano si ipotizzò ci fosse lo zampino di Israele o degli Usa che proprio in aprile avevano varato un inasprimento delle operazione segrete di Cia e “special forces” in Iran, Yemen e Somalia autorizzato dal presidente Barack Obama.
L’ultimo blitz di cui si ha notizia, firmato forse dalla stessa mano, considerato che si è trattato ancora di una triplice esplosione, ha devastato il 12 ottobre la base missilistica sotterranea di Imam Ali, sui monti Zagros nei pressi di Khorramabad, nella provincia iraniana occidentale del Lorestan.
Nell’incendio provocato dalle forti esplosioni sarebbero morti 18 pasdaran più altri 14 rimasti feriti. L’arsenale di missili balistici così come tute le armi strategiche iraniane sono gestite dai Guardiani della Rivoluzione Islamica, fedelissimi al regime e la base di Imam Alì è nota per essere il principale sito di lancio dei missli balistici Shahab-3, l’arma più importante dell’arsenale strategico iraniano.
Il missile a raggio intermedio è stato sviluppato in Iran sviluppando il missile nordcoreano Nodong con la cooperazione dei tecnici di Pyongyang. Queste armi sono in grado di colpire con testate convenzionali, chimiche ed eventualmente atomiche obiettivi situati fino a 1.500/2 mila chilometri a seconda delle versioni.

Iranian Missile Ranges

Iranian Missile Ranges

 

Il sito israeliano di intelligence Debka, vicino ai servizi segreti di Gerusalemme, ha citato fonti iraniane nel raccontare che l’esplosione ha distrutto le rampe della base predisposte per il lancio di missili contro Israele e contro le installazioni statunitensi in Iraq. Si tratta quindi delle armi da impiegare in risposta a un attacco contro i siti atomici iraniani, missili Shahab-3 nascosti in una base sotterranea difficile da distruggere con bombardamenti aerei e missilistici rivelatasi invece vulnerabile ad un’azione di sabotaggio.
La base di Imam Alì dista circa 400 km da Baghdad e da alcune delle più importanti basi Usa in Iraq, meno di mille dalle installazioni statunitensi negli emirati del Golfo Persico e appena 1.250 chilometri da Tel Aviv, probabile bersaglio prioritario di una ritorsione iraniana contro lo stato ebraico.
Le tre esplosioni sono avvenute nei tunnel che porta alle rampe di lancio distruggendone un gran numero e rendendo inutilizzabile l’intera struttura. Ancora una volta Teheran ha smentito l’ipotesi di un attacco parlando di un incendio divampato accidentalmente in un deposito di munizioni. Debka parla di una “mano misteriosa” dietro al blitz e i sospetti cadono, oltre che sugli Stati Uniti, su Israele che avrebbe così neutralizzato una minaccia diretta al suo territorio nazionale. Del resto gli israeliani sembrano poter contare su una vasta rete di agenti e collaboratori attivi in Iran e lo stesso vale per gli agenti del Mukhabarrat, i servizi segreti militari sauditi e degli emirati del Golfo che vogliono evitare che ‘Iran si doti di armi atomiche e hanno forti legami con alcuni movimenti di opposizione al regime di Teheran, specie quelli arabi attivi nelle province di confine con l’Iraq.
Non si può escludere anche una cooperazione tra arabi e israeliani con la supervisione di Washington. Del resto, secondo indiscrezioni mai smentite, gli F-16 con la Stella di David si addestrano da tempo a colpire i siti atomici iraniani utilizzando una base aerea nel deserto saudita messa gentilmente a disposizione da Ryadh.

La distruzione della base di Imam Alì rientra quindi nella guerra segreta in atto tra Teheran e i suoi nemici ma la neutralizzazione delle capacità di ritorsione iraniana potrebbe anche indicare l’imminente via libera ai raids contro i siti del programma nucleare iraniano.

di Gianandrea Gaiani

Leggere anche la serie Iran una minaccia 1, Iran una minaccia 2, Iran una minaccia 3

LINK
Base missilistica di Imam Alì
http://www.globalsecurity.org/wmd/world/iran/khorramabad.htm

Articolo Debka
http://www.debka.com/article/9087/

Missili Shahab-3
http://www.globalsecurity.org/wmd/world/iran/shahab-3.htm

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