Devoluzione

Il tema della “devolution” è molto complesso e controverso. Comunque si tratta di un brutto inglesismo che meglio sarebbe dire “devoluzione”, cioè, come spiega il vocabolario italiano, sostantivo dal verbo “devolvere” e cioè “trasferire ad altri un bene o un potere”.
In questo caso dallo Stato centrale alle Regioni.

Ora alla base di tale trasferimento (che segna l’avvio necessario verso il “federalismo”) vi sono taluni principi già contenuti nella Costituzione del 1948.

E cioè

A) l’art. 5 della Cost. che afferma il più ampio decentramento amministrativo in favore delle autonomie locali (Regioni, Province, Comuni)

  • Il “decentramento” , trasferimento cioè dall’alto (il Centro – lo Stato) verso il basso (Regioni etc.) ((vedi anche il principio di sussidiarietà)) , può essere :
  • istituzionale: se riguarda i poteri legislativi (fare le leggi)
  • amministrativo: se si guarda i poteri di amministrazione, cioè di organizzazione e di gestione per l’attuazione delle leggi
  • burocratico o gerarchico: se riguarda il potere di emanare atti di gestione e di organizzazione jure proprio ( cioè direttamente, se lo prevede la legge, come quella sulla dirigente statale) o per “delega” da parte dell’autorità superiore (ad. Es. il Ministero), per lo svolgimento dell’attività amministrative.

B) Gli art. 115 e 117 della Cost. del ’48 regolamentano il decentramento istituzionale sotto due profili fondamentali del potere legislativo.

  • Potestà legislativa esclusiva: riguarda solo le 5 Regioni a Statuto speciale. Il loro Statuto ( che è legge di natura costituzionale) elenca le materie nelle quali legifera solo la Regione e non solo lo Stato. Unico limite “secondo i principi fissati nella Costituzione”. In particolare il divieto di conflitto con altre Regioni e il contrasto con “l’interesse nazionale”.
  • Potestà legislativa concorrente: riguarda le altre 15 Regioni a Statuto ordinario che possono emanere leggi nelle materie indicate nell’art. 117 della Cost., però nei limiti dei principi stabiliti dallo Stato con propria legge (legge cornice di principio).Ciò significa che tanto lo Stato che le Regioni fanno leggi sulla stessa materia, ma questa ultima nell’ambito dei principi generali fissati dallo Stato e per adattarle o adeguarle alla peculiarità regionali, e purché non contrastino con leggi di altre Regioni o con l’interesse nazionale.
  • L’art. 118 e il 117, ultimo Comma, regolamentano il decentramento amministrativo secondo la linea di trasferimento “ a cascata” degli atti di amministrazione e di gestione Stato – Regioni – Provincia – Comuni.
  • Infine altri ambiti riguardano il decentramento “gerarchico” che viene regolato dalle leggi sull’ordinamento della “dirigenza”, ma questo è un altro discorso, che va fatto a parte.

La spinta federalista della Lega Nord ha costretto tutte le forze politiche a intervenire sulla materia.
Il centrosinistra ha approvato al 90° minuto e quindi prima dello scioglimento delle Camere nel marzo del 2001, con legge costituzionale, e con soli 4 voti di maggioranza, una modifica dell’art. 117 della Costituzione ampliando le competenze delle Regioni a Statuto ordinario, introducendo il concetto di residualità, creando confusione fra competenza esclusiva e concorrente, con il conseguente aumento del Contenzioso Stato – Regioni davanti alla Corte Costituzionale dato il crescente equivoco conflittuale fra gli attori. Veniva inoltre soppresso l’interesse nazionale , quale parametro fondamentale di equilibrio fra attività legislativa statale e attività regionale.

Il centrodestra , con nuova legge costituzionale, approvata a larga maggioranza (contraria l’opposizione) dopo circa tre anni di discussione, ha riordinato la materia dell’art. 117, con l’intento di eliminare gli equivoci introdotti con la normativa del 2001

  • Ha reintrodotto il parametro dell’interesse nazionale
  • Ha devoluto a tutte le Regioni come materia a legislazione esclusiva
  • La organizzazione locale del servizio sanitario nazionale ampliando il concetto di assistenza ospedaliera e sanitaria, prima prevista
  • La organizzazione del servizio scolastico ampliando il concetto precedente di istruzione artigiana, professionale e assistenza scolastica e introducendo la salvaguardia linguistica e culturale della storia e tradizioni locali
  • La polizia amministrativa locale ampliando e coordinando le già esistenti polizia urbana, rurale, cimiteriale, etc.
  • Modificando strutture, competenze, composizione di Camere e Senato (il quale viene chiamato Senato federale) riducendo i posti e distinguendo le competenze
  • Modificando composizione e criteri di nomina della Corte Costituzionale
  • Modificando i poteri del Capo dello Stato e del Primo Ministro, (criteri di nomina, rapporti con le Camere) in particolare le norme sulla fiducia.

29 comments

  1. Hire says:

    Ciao, hai veramente un bel blog 😀 Spero che anche il mio un giorno diventerà così bello da navigare e da leggere. Sto provando a farlo crescere, ma non sono molto bravo ^_^

    Se vuoi puoi anche passare sul mio blog e vedere questo sito. Ciao 😀

  2. Il titolo V si è dimostrata una pessima riforma che invece di semplificare ha complicato e aperto contenziosi stato regione per molte attibuzioni.

    La devoluzione votata dal centrodestra va nella direzione di rendere trasperente la pubblica amministrazione, un assunzione di responsabilità davanti allo stato e ai cittadini su come vengono spesi i soldi pubblici.

    Con questi presupposti è chiaro che non piace alla sinistra che ha fatto dell’assistenzialismo e del clientelismo il suo tratto distintivo.

    Dobbiamo impegnarci per il si, perchè è una buona legge e per dare un segnale di compattezza della destra..non possiamo permetterci il lusso di perdere..

  3. utente anonimo says:

    Splinder è la mia disperazione..dimenticato la firma..

    Zanzara..

    Ciao maestro informatico :))

  4. Si, penso che per uno stato federale sia essenziale tracciare una distinzione nette fra i poteri e competenze del governo centrale e quelli delle entitá federate. E l’interesse nazionale é un concetto importante. Peró in un sistema federale le regioni a statuto speciale non hanno ragione di esistere, e preferirei una camera con i seggi assegnati in base alla popolazione, e l’altra con un numero di senatori/deputati uguale per ogni regione.

    FabioC.

  5. Bene! Bel post esplicativo. Usciamo finalmente dall’immobilismo che si auto-difende col feticcio della Costituzione una e immutabile.

    E’ l’ultima occasione per mandarli a casa.

    ciao, Abr

  6. Led76 says:

    Bisquì aggiusta sto post che è pieno di pezzi di codice:)

    Tornando on topic direi che questo referendum sarà un bel banco di prova per l’elettorato del centro-destra. Se come dicono i sondaggi si è davvero al 52% di consensi allora si potrebbe anche vincere.< Tutto sta a vedere la compattezza dello schieramento rispetto alla devolution. Io ho alcuni dubbi riguardo l’UDC (al solito). Ma questa è davvero una grande occasione anche per dare più governabilità al paese, visto che separa le competenze delle due camere, dando la possibilità solo a chi ha la maggioranza alla camera dei deputati di governare abbastanza agevolmente.

  7. ephrem says:

    Bene, chiaro e lineare se me lo permetti Bisquì te lo rubo, citandoti of Course :))

    Rivenendo alla sinistra aldila dei danni compiuti citati nel post, c’è da rilevare l’assoluta schizofrenia di costoro i quali si riempiono la bocca con la Unione Europea quale punto di riferimento, poi s’inalberano e gridano all’attentato all’unità d’Italia allorchè si tratta di applicare nel nostro paese lo stesso principio che vige tra U.E. e Italia…

  8. Bisqui says:

    Buongiorno,

    il desiderio è quello di aggiustare quello che la sinistra ha guastato e finalmente trasferire alle regioni quello che la costituzione da sempre comanda. Nel prossimo post spiegherò qual’è il vero obiettivo di questa legge.

    Led,

    non è il post è splinder che ha dimenticato le pach di codice per IE. Questo è XHTML puro che IE non digerisce. Se controlli con Firefox o Mozilla il difetto non esiste.

    Emile,

    sai benissimo che quello che è mio è anche tuo 🙂

  9. non sono affatto d’accordo. la devolution è un rischio per l’unità del paese. E’ il piano lucido di bossi, a lunga gittata, per la dissoluzione del paese. mentre gli altri politici ragionano da qui a tre mesi. Se vi va date un’occhiata a http://www.italiachiama.sitonline.it ci sono le ragioni a destra per il “no”.

    giuliano

  10. Bisqui says:

    Si certo, così come si è dissolta la Germania o meglio ancora gli USA. Le regioni devono fare da sole, i dirigenti regionali si devono sottoporre al giudizio dei cittadini. Quando i Campani o i Piemontesi si accorgeranno che pagano di più ed hanno di meno rispetto ai Siciliani od ai Pugliesi, manderanno a casa i loro amministratori. Basta con le poltrone politiche, ci vuole l’assunzione della responsabilità personale. Tutto il resto è fuffa. Il governo di centrodestra ha riaffermato con questa legge l’unità nazionale e l’integrità del territorio. Certo, come tutte le cose non è perfetta ma tornare indietro non se ne parla.

    Lo statalismo lasciatelo all’URSS a cuba ed alla cina con annessi connessi, allineati e non.

  11. nel 2001 l’Ulivo fece quello che volle senza render conto a nessuno.

    Mi sorprende solo che a quel tempo, soli 5 anni fa, tutti quei costituzionalisti e politologi che oggi ci fanno delle gran menate sul metodo sbagliato che avrebbe usato la CDL, si fossero distratti.

    nessuno sollevò poi alcun dubbio sul merito di quella riforma, salvo poi in questi giorni affrettarsi a dire che fu un errore, che ha effettivamente generato confusione e ha posto in essere un federalismo addirittura eccessivo!!

    basta invece che si muova il centrodestra e subito partono una sequela di teorie, sermoni, studi, delegittimazioni e chi più ne ha più ne metta cui è veramente difficile tener testa; ma non nella sostanza, perchè sono facilmente controbattibili, bensì nella quantità…ti sommergono, ti stancano, ti spaventano…è difficile poi far credere alla gente che i mulini contro cui li hanno mandati a combattere in realtà non esistono.

    così, forti dei loro sentimenti di superiorità ti fanno passare per deficiente…a te che voti e a chi ti indica il passo.

    un gran bel metodo, distintivo di chi soprattutto vuole il dialogo…certo, ma tra pochi eletti…cioè tra di loro intellettualoidi professoroni dei miei stivali.

    questa Riforma ha tutto il diritto di vedere la luce e d’esser messa alla prova, come è stato fatto con quella del 2001: si è visto che non ha funzionato, ma anche che il federalismo NON spacca l’Italia.

    …piuttosto, sono i sinistrorsi a spaccare le palle quando vogliono per forza essere loro i primi della classe…

    un saluto

    Marco

  12. EleonoraM says:

    Anche io vedo pezzi di codice, ma sono riuscita a leggerlo comunque. E, sono daccordo con le idee di Marco, tra l’altro e qui non scopro l’acqua calda, se vincessero i no, niente si modificherà mai più. Perchè i signori della sinistra non hanno intenzione di farlo, al di là che il mortadella vada raccontando in giro che diminuirà i parlamentari. Ennesima bugia che si aggiunge a tutte quelle già dette finora. Poi, se la riforma è imperfetta, c’è sempre possibilità di modificarla.

  13. utente anonimo says:

    Scusate ma io voto no per due motivi:

    1) Uno dei “saggi” che hanno modificato la costituzione è calderoli(!!!!!)…..e ho detto tutto.

    2) Riduzione dei parlamentari tra 10 ANNI!!!

    Perchè non prima??

    La cosa giusta era far votare punto per punto non presentarmi una modifica con punti buoni e altri meno buoni e dirmi o tutti o nessuno.

    Fabio

  14. Bisqui says:

    Fabio,

    è evidente che non conosci la costituzione e non hai letto l’articolo. La costituzione e gli articoli correlati non possono essere modificati uno alla volta perchè formano un tutt’uno legislativo.

    L’errore lo fece il centrosinistra creando un obrobrio con conseguenze nefaste.

  15. scusa Fabio, ma Calderoli cos’ha che non va rispetto a chiunque altro nell’Unione?

    sarà mica che ti sei fatto convincere dalla storia che siete i migliori?

    mi auguro di no!!

    sinceramente: Calderoli è obiettivamente un po’ (se vuoi ti dico pure tanto) rozzo, ma questo non vuol dire che non possa avere comunque delle buone idee.

    intanto è un medico…il che come minimo significa che tanto coglione non è…o almeno…che lo è tanto quanto lo sono i suoi colleghi del centrosinistra.

    il fatto e l’errore sta tutto qui: nel guardare alla forma e sempre troppo poco alla sostanza!!!

    un saluto…

    Marco

  16. utente anonimo says:

    Io non voto ne a destra, questo per far capire che non vengo influenzato da uno dei due schieramenti.

    Per quanto riguarda calderoli, visto che fa il medico pensasse alla sanita e non alle riforme costituzionali.Per quello c’è gente nel centro destra che reputo migliore,vedi gianni letta.

    Io sono un federalista convinto e credo che se la lega avesse usato parole diverse, molte altre persone nelle regioni del sud avrebbero sostenuto la loro battaglia.

    Bisqui, è vero, conosco poco la costituzione, l’ho studiata poco perchè non è il genere di studi che mi piacciono ed è vero che i vari articoli si ricollegano sempre ad un articolo della costituzione.

    Però non credo che la modifica riguardi solo il decentramento.

    Il premier forte ci può stare ma secondo me è un punto diverso rispetto alla devolution.

    Era questo che intendevo.

    Vorrei farvi una domanda:

    perchè la riduzione dei parlamentari non entra in vigore da subito anzichè tra 10 anni?

    Io una piccola idea me la sono fatta, vorrei sapere i vostri pareri.

    Fabio

  17. Bisqui says:

    Fabio,

    tutte le revisioni, dicismo così sostanziali come questa, necessitano del tempo per poter essere assorbite ed applicate nel modo gisto. 10 anni sembrano tanti visti così ma nella realtà sono due legislazioni, tempo nel quale la gente si può abituare a valutare diversamente i politici. La riforma federalista porta i politici ad essere molto più vicini alla gente e questo comporta anche diverse valutazioni dal consueto. 10 anni sono il tempo corretto, o se vogliamo medio, affinchè una riforma così radicale sia assorbita dalla società senza creare grossi scompensi.

  18. sanna66 says:

    Carissimo, come ho scritto nel mio post nessuno ha ricordato che per quanto riguarda la devoluzione, in Italia abbiamo gia un esempio di , come la chiamo io, “”devolution ante-litteram”” ovvero le 5 regioni a statuto speciale, la Sicilia, la Valle D’Aosta, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna e le due Province Autonome di Trento e Bolzano. Lo statuto speciale garantisce una più ampia autonomia, rispetto alle Regioni ordinarie, le Regioni a statuto speciale possono legiferare in molti campi……. e non mi sembra che le cose vadano poi così male, visto che diversi comuni di confine chiedono il passaggio alle più ricche regioni autonome…….

    un caro saluto

    antonio

  19. Fabio, t’immagini se entrasse da subito in vigore il dettato costituzionale? Prodi dovrebbe andarsene a casa entro mezz’ora, visto che la nuova Carta non lo riconoscerebbe più come effettivamente e correttamente rappresentativo e rispessoso del Testo!

    poi ha ragione Bisquì…ci vuole tempo per adeguarsi al nuovo che avanza…altrimenti si rischia di fare le cose nella maniera peggiore possibile, cioè come fece la sinistra nel 2001!

    ciao ciao

  20. utente anonimo says:

    Se la riforma partisse adesso la diminuzione dei parlamentari avverrebbe dalla prossima legislatura.

    Quindi tutte le riforme partiranno dal 2016 o solo quella del numero dei parlamentari?

    Diventerebbe un controsenso se non fosse cosi.

  21. parsifal26 says:

    Io voto si perchè, se non ci fosse alcun altro motivo, sarebbe sufficiente sapere che la cosa dispiace al Sig. Oscar Luigi Centomilionialmese

  22. nefretere says:

    noi abbiamo fatto il nostro dovere…ma andando al seggio ho visto che l’età media era intorno ai 120 anni…scalfariani tutti? tutte mummie senatorie uscite dal sarcofago per l’occasione… mi sento ancor più preoccupata! ciao ,elena

  23. Bisqui says:

    Brave ragazze. Anche io ho fatto il mio dovere di cittadino ed ho notato la stessa cosa di Elena…erano tutte vecchie cariatidi!

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