Costa Concordia : le gravi responsabilità

Perchè è accaduto questo disastro, ritenuto impossibile per un gigante del mare come era la Costa Concordia, se, ovviamente, gestita entro i limiti di sicurezza e di buon senso?
Semplice. La nave non era sulla rotta che avrebbe dovuto percorrere e che passa al largo dell’Isola del Giglio, non nello stretto braccio di mare che la separa dalla costa continentale.
Il portolano ufficiale – la carta nautica – indica due rotte per andare da Civitavecchia a Savona o viceversa. La prima, che sale verso nord al largo della Sardegna e della Corsica, ed una seconda, che si lascia l’Arcipelago Toscano alla propria destra mentre naviga verso la Liguria.
Eppure, da tempo, le grandi navi da crociera superavano l’Isola del Giglio seguendo la rotta che usualmente fanno i traghetti, cosa non vietata e che è sicuramente più suggestiva e, forse, leggermente più economica.
Purtroppo, comporta il fatto di dover passare su una secca con una “luce” di un chilometro tra gli scogli affioranti.
Un margine ampio anche per l’enorme Costa Crociere, se qualcosa non va storto …

rotta costa concordia

rotta costa concordia

Come visibile nella ricostruzione sulla mappa nautica, la Costa Concordia era circa 3 km più a nord della rotta usuale, quella dei “traghetti”, come emerge dai ringraziamenti ufficiali del sindaco di Isola del Giglio.
E come ben visibile, la Costa Concordia è passata letteralmente sulla Secca di Mezzo Canale.
Perchè la Costa Concordia fosse lì non è ancora dato saperlo, ma è un fatto che le grandi navi da crociera transitino sotto costa, nel Mediterraneo come nei fiordi scandinavi, per offrire ai crocieristi lo spettacolo di isole turistiche e cittadine di mare.

P.S. Nella mappa, che è quella dell’Istituto Idrogeografico della Marina, trovate una quota di livello cerchiata in rosso con il numero 9 al centro. Secondi diversi commenti, tutti di esperti subacquei o gente di mare, la quota esatta sarebbe “novanta” e, pertanto, lì non ci sono scogli affioranti. Per tale motivo, dall’originale sono state tolte le 4-5 parole che spiegavano cosa fosse quel cerchio.

Le carte nautiche ufficiali dell’Istituto Idrografico della Marina, quelle ufficiali per la navigazione in acque italiane, sono a disposizione di chiunque avesse ancora qualche dubbio. Vi sono due ottime carte: la numero 119 dell’Isola del Giglio, scala 1:20.000, e la numero 74 con il Piano di Giglio Porto, scala 1:5.000. Entrambe sono sufficientemente dettagliate per avere una precisa idea delle linee batimetriche.

scole dettaglio

scole dettaglio

La nostra ricostruzione della dinamicasi sta rivelando, purtroppo, sempre più verosimile, stando ai fatti che vengono accertati, mentre le vittime sono salite a sei e i dispersi a 16. Basta studiare con attenzione una carta nautica ufficiale per capire dove la Costa Concordia possa aver impattato lo scoglio. Un’immersione in loco dovrebbe riuscire a trovare il punto preciso d’impatto, cosa che probabilmente è già stata prevista dagli inquirenti.

scole scoglio

scole scoglio

Ripetiamo che la nave ha un pescaggio dichiarato di 8,2 metri e che nella costa orientale del Giglio, a meno che non si decida direttamente di “speronare” l’isola, l’unico punto possibile è la secca che fuoriesce dalle Scole per 0,05 miglia, ovvero 90 metri, dal più piccolo ed esterno dei tre scogli. Passare con una nave di quelle dimensioni da lì è fuori da ogni logica e da ogni regola di navigazione, oltre che del buon senso. Chiunque frequenti in barca il Giglio sa che alle Scole bisogna allargare un po’, per restare in sicurezza, quando si va dal porto alle Cannelle, frenquentatisimo ancoraggio estivo per centinaia di barche a vela.

scole foto GE copy

scole foto

Il risultato, purtroppo, è ora sotto gli occhi di tutti. Ci auguriamo che lo sia solo ancora per pochi mesi, visto il delicato equilibrio ambientale di quel gioiello che è il Giglio, dove la permanenza di un relitto del genere sarebbe un notevole problema. Come fare per rimuoverlo? Il presidente della Provincia di Grosseto leonardo Marras ha parlato ieri di “mesi se non anni”. Operazione assai complessa, con società specializzate internazionali comunque già al lavoro per studiare un sistema efficace.

Le operazioni per asportare la grande quantità di gasolio (2.400 tonnellate) ancora presente nei serbatori della nave inizieranno domani mattina. Per giovedì, però, è previsto un peggioramento del tempo, con vento di Libeccio sui 20 nodi. Giglio Porto, comunque, è ridossato dal Sud Ovest, e le operazioni dovrebbero poter proseguire.

Per quanto riguarda la magistratura, oggi la Procura di Grosseto deposito la richiesta di conferma del fermo per il comandante Schettino.

Giglio Porto, 14 gennaio

La tragedia della Costa Concordia ha dell’incredibile per la sua dinamica. Come può una nave da crociera ultramoderna, lunga 290 metri e larga 35,5 con un pescaggio di 8,2 metri, prendere uno scoglio nel Mar Tirreno e rovesciarsi provocando la morte certa di tre persone e qualche decina di dispersi?

Costa Concordia adagiata su un fianco

La Costa Concordia adagiata sul suo fianco destro presso Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto. Sullo sfondo il profilo dell’Argentario

Tra tante informazioni non confermate, ipotesi, dati avventati e dichiarazioni ufficiali dei responsabili che lasciano sbigottiti, cerchiamo quindi di fare alcuni punti fermi. Un unico dato certo, tra Civitavecchia e il Giglio, ma anche fino all’Argentario non vi sono secche che una nave di quelle dimensioni (114.500 tonnellate) possa urtare se non, sia chiaro, PER UNA PROFONDA E COLPEVOLE NEGLIGENZA DA PARTE DEL SUO COMANDANTE E REPARTO DI NAVIGAZIONE.

Usiamo volontariamente il maiuscolo, per togliere ogni dubbio a voci e a dichiarazioni. E lo dimostriamo con un semplice esercizio di navigazione, che i responsabili di Costa Crociere, visto il loro mestiere, dovrebbero conoscere molto bene. Notizia (benvenuta) della serata è che il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio sono stati arrestati con le accuse di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave.

Partiamo dalla dichiarazione del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che a TGCOM24 ha dichiarato:

“E’ successo che mentre camminavamo con la normale navigazione turistica ci siamo scontrato con uno spunzone di roccia che non era segnalato sulla carta, non c’era. Eravamo a 300 metri dagli scogli e quello sperone non doveva esserci. Io e l’equipaggio siamo stati gli ultimi ad abbandonare la nave”.

Dichiarazione sconcertante per un comandante di una nave di quelle dimensioni, con i più sofisticati sistemi di navigazione e in un tratto di mare conosciuto fin nei più piccoli scogli da migliaia di marinai, subacquei, pescatori e diportisti.

Questi sono i fatti basati sulle dichiarazioni dei protagonisti e le successive ricostruzioni:

Alle 19 la Costa Concordia parte da Civitavecchia con rotta su Savona, prima tappa di una crociera in mediterraneo. A bordo 4.234 persone, di cui un migliaio d’equipaggio. La nave ha una velocità di crociera dichiarata di 21,5 nodi. Tra Civitavecchia e Giglio Porto ci sono 40 miglia per rotta 292°. La nave copre quindi tale distanza in circa due ore, per cui alle 21:45, ora in cui secondo le ricostruzioni è avvenuto l’urto con uno “scoglio”, la nave non può che essere dalle parti del Giglio stesso.

carta

La rotta per Savona da Civitavecchia presenta due opzioni: lasciare il Giglio a dritta o a sinistra, per poi lasciare l’Elba a dritta, Capo Corso a sinistra e dirigere verso Savona. In questo caso, la Costa Concordia decide di lasciare il Giglio a sinistra, scelta logica e conveniente visto che è la rotta più breve. Il tratto di mare tra il Giglio e l’Argentario è largo 7,9 miglia (da Capo d’Uomo a Giglio Porto), per cui una nave da crociera può passarci senza problemi.

Una volta lasciata Giannutri a sinistra (isola che ha un potente faro nella punta sud e non presenta comunque secche fuori dalla batimetrica dei 20 metri), quel tratto di mare NON PRESENTA ALCUNA SECCA PERICOLOSA a eccezione di:

Secca di Mezzo Canale: si trova a 3 miglia per 245° da Punta Ciana all’Argentario, ma ha un cappello a -24 metri, per cui non pericoloso per una nave che pesca 8,2 metri dichiarati.

Secca dell’Isola Rossa: a pochi metri dalla costa dell’isolotto omonimo all’Argentario, impossibile che una nave passi di lì.

Scoglio del Corallo: scoglio semi affiorante, a 0,18 miglia dall’ingresso di Cala Piccola all’Argentario. Pericoloso, ma completamente fuori da ogni rotta logica per una nave del genere diretta a Savona.

Isolotto Argentarola: è a 0,7 miglia per 200° dalla punta sud di Cala Grande all’Argentario. Ben visibile, noto e comunque fuori rotta.

Le Formiche di Grosseto si trovano 12 miglia a nord di Giglio Porto, per cui non possono entrare in questa storia.

La Secca della Croce al Giglio, si trova 2 miglia per 329° da Giglio Porto, ha un cappello a -5 metri, pericoloso per le navi. Ma è a nord del porto, oltre il punto in cui la Costa Concordia si è poi incagliata, per cui non c’entra nulla.

Nessuna di queste secche può aver interessato la Costa Concordia, pena gravissime negligenze.

Resta, quindi, la costa SE dell’isola del Giglio.

La nave ha un enorme squarcio lungo una settantina di metri, in cui tra le lamiere è rimasto incastrato anche un pezzo di scoglio, sul suo lato sinistro, a circa metà pescaggio (siamo sui 4/5 metri). Ciò significa, senza ombra di dubbio, che la nave ha urtato lo scoglio mentre navigava verso nord, quindi con il Giglio a sinistra. La nave, una volta affondata, è ora adagiata a ridosso di Punta Gabbianara, subito a nord di Giglio Porto, con la prua rivolta verso sud. Ciò evidenzia la manovra che l’equipaggio avrebbe tentato per portare la nave il più vicino possibile a terra.

porto

La zona tra le Scole, Giglio Porto e Punta Gabbianara (cartografia Navionics Europe): in rosso il punto del probabile urto con lo scoglio (con la prua rivolta a nord), in blu il punto dove si trova il relitto della Costa Concordia (con la prua rivolta a sud)

La costa del Giglio dalla sua punta meridionale (Punta del Capel Rosso) fino alla punta meridionale di Cala Cannelle non ha pericoli di sorta. Vi sono un paio di celebri zone d’immersione con pianori sui 10 metri che scendono poi con pareti fino a 55/60. Nessuna di queste però può trovarsi su una rotta di una nave che deve lasciare l’isola a sinistra.

Unico ostacolo possono essere gli scogli delle Scole, situati a 0,5 miglia per 129° dal fanale rosso di Giglio Porto. Si tratta di due scogli maggiori più uno minore, che si estendono per 0,16 miglia dalla costa del Giglio in direzione 106°. Le 0,16 miglia di cui parliamo comprendono la batimetrica dei 10 metri, perfettamente segnalata dalle carte. 0,16 miglia equivalgono a 296 metri, quindi vicino, purtroppo molto vicino alla dichiarazione del comandante: “Eravamo a 300 metri dagli scogli…”. Quali scogli? La costa del Giglio o le Scole? Ma stiamo scherzando?

scole

 

Qualunque navigatore di buon senso sa che una nave lunga 290 metri, di 114.500 tonnellate e dal pescaggio di 8 metri e mezzo, non può certo passare in una batimetrica di 10 metri, ovvero in un fondale di dieci metri. La batimetrica dei 50 metri si trova in quel punto a 0,2 miglia (370 metri) dalla costa. Quella dei 100 metri, più sicura per una nave del genere, si trova a 0,3 miglia (555 metri) dalla costa. E comunque sarebbe stato troppo vicino in un canale largo 7 miglia come quello tra il Giglio e l’Argentario.

Lo squarcio nella carena della nave provocato dall'urto

 

Dopo l’urto la nave si è inclinata sul suo fianco di dritta e ha iniziato a imbarcare acqua. Il comandante, secondo le ricostruzioni, dopo aver superato Giglio Porto, l’ha portata a compiere un’accostata verso sinistra di 180° (quindi a “invertire la rotta”) per poi arrivare fino a ridosso di Punta Gabbianara, dove si è inclinata sul fianco di destra, fino a incagliarsi in un fondale di 12/15 m, dove attualmente è coricata e sommersa per una buona metà.

Punta Gabbianara si trova a 0,7 miglia per 324° dall’ipotetico punto d’impatto. Per cui la ricostruzione temporale dei fatti sembra verosimile, con i testimoni gigliesi e quelli a bordo che hanno parlato delle 22:30 come ora in cui la nave si è fermata sul posto del naufragio.

Immagine Google Earth Pro di Giglio Porto, con sgli scogli delle Scole a sud e Punta Gabbianara a nord

Sconcertanti, per usare un eufemismo, anche le dichiarazioni di Costa Crociere: “Non è corretto dire che la nave fosse fuori rotta”, ha detto il direttore generale di Costa Crociere Gianni Onorato, “E’ stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave. La nave viaggiava da Civitavecchia a Savona, come fa 52 volte l’anno. Ha urtato contro uno scoglio e a seguito di questo evento il comandante ha valutato i primi danni, ha deciso di mettere in sicurezza la nave e ha dato ordine di evacuazione. Solo le analisi tecniche ci diranno che cosa è successo. Credo sia giusto che sia l’autorità competente a fare questo tipo di analisi. Noi possiamo soltanto collaborare. La nave ha sistemi sofisticati sia per tracciare le rotte, sia per capire che cosa è successo, grazie a sistemi che sono qualcosa di più di una scatola nera”.

Il mio commento : Al di là di tutte le chiacchiere da bar dei giornalisti che come al solito aprono bocca e danno fiato avendo il cervello scollegato è evidente che in plancia di comando qualcuno “dormiva” o si è fidato troppo degli strumenti. E’ inoppugnabile che dall’altezza della plancia fosse facilissimo vedere la costa con le sue luci. Se fossero stati attenti, anche in navigazione a vista si sarebbero accorti dell’avvicinarsi troppo alla costa. Inutile parlare del dopo impatto, ci vorrebbe un’articolo a parte. E comunque : dopo l’impatto dalla sala macchine hanno riferito al comandante l’entità del danno o se la sono data a gambe? Io propenso per la seconda tantè che le paratie stagne sono rimaste aperte. In assenza di corrente avrebbe dovuto essere l’equipaggio a chiuderle e allagare le sezioni di dritta per compensare il peso a manca. Un casino insomma. Dall’inchiesta ne sentiremo di belle, bruttissime purtroppo per i poveracci che ci hanno rimesso la vita.

Una ricostruzione confermata anche dal tracking tratto da www.marinetraffic.com e da Giglionews
Galleria fotografica su theatlantic.com

Articolo copiato da farevela e Adelfo

2 Comments

  1. Massimo

    Un gran lavoro di ricostruzione. Complimenti !

  2. Emilio

    Caro Carlo, qui in Maremma sono tutti terrorizzati da una fuoriuscuta del carburante della Costa Concordia. Il che aggiungerebbe al dramma umano delle vittime e dei dispersi, quello ecologico. Ti lascio immagginare lo stato d’animo dell’intera popolazione.

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