Finanziatori della rivoluzione bolscevica

Corsi e ricorsi storici : Russia 1918 – Italia 2006

russiaw
Finanziatori della rivoluzione bolscevica

Antefatto

[…] E’ forse possibile parlare di guerra civile a proposito dei primi scontri avvenuti tra l’inverno 1917 e la primavera del 1918, nella Russia mediorientale fra qualche migliaio di uomini dell’esercito dei volontari e le truppe bolsceviche del generale Sivers costituite a stento da 6000 uomini?
A prima vista colpisce il contrasto fra il piccolo numero degli effettivi coinvolti negli scontri e l’inaudita violenza della repressione esercitata dai bolscevichi non solo contro i militari presi prigionieri ma anche contro i civili. (La Terruer Russie, 1918-1924).
A Tarong, reparti dell’esercito di Sivers avevano gettato in un’altoforno, con mani e piedi legati, cinquanta fra “Junker” ed ufficiali bianchi.
A Evpaturija varie centinaia di ufficiali e di “borghesi” furono incatenati e gettati in mare, dopo essere stati torturati.
Identiche violenze ebbero luogo nella maggior parte delle città della Crimea occupate dai bolscevichi : Sebastopoli, Jalta, Alusta, Simferopol. Analoghe atrocità si verificarono nelle insurrezioni dei maggiori insediamenti cosacchi : le meticolose descrizioni parlano di mani mozzate, ossa fratturate, teste mozzate, mandibole fracassate, amputazione degli organi genitali.
Il generale Mel’gunov, autore del libro citato aggiunge : – difficile distinguere un simile massacro tra una sistematica applicazione del terrore e quelli che sembrano “eccessi” sfuggiti al controllo -.
Però non si può a fare meno di notare che i massacri, diretti scientemente, non sono solo contro i combattenti della parte avversa ma anche contro “i nemici del popolo“, i civili. A Jalta vennero uccisi oltre agli ufficiali prigionieri anche 80 persone tra : uomini politici, avvocati, giornalisti, professori.
Ricordiamo cosa scriveva un giovane capitano, all’alba della rivoluzione bolscevica, a proposito del proprio reggimento. – tra noi ed i soldati c’è un abisso invalicabile. Per loro noi siamo e resteremo dei “Barin“, dei signori. Per loro, quel che è accaduto non è una rivoluzione politica ma una rivoluzione sociale in cui essi sono vincitori e noi i vinti. Ci dicono : “prima i Barin eravate voi, adesso tocca a noi esserlo!”-.

Perchè quest’odio nei confronti delle classi sociali ed anche tra di esse? [I dirigenti bolscevichi incoraggiavano tutto ciò che poteva corroborare nelle masse popolari l’aspirazione ad una “rivalsa sociale” che implicava la legittimazione morale della delazione, del terrore, di una guerra civile “giusta”, secondo le parole usate dallo stesso Lenin.
Il 15 dicembre 1917 Dzerzinskji, capo della Ceka ( torneremo sul personaggio) pubblicò sull’ “Isvestjia” un appello per invitare tutti i sovietici ad organizzare delle “ceka” (organizzazioni di polizia del popolo) La prima azione della Ceka

La prima azione della Ceka fu di stroncare lo sciopero dei funzionari pietrogradesi, con metodo spiccio – “arresto dei “caporioni” – e una giustificazione semplice “chi non vuole lavorare per il popolo non ha posto al suo fianco“.
Questa fu la dichiarazione di Dzerzinskji che fece arrestare un certo numero di deputati socialisti rivoluzionari e menscevichi eletti nell’Assemblea costituente.
L’atto arbitrario fu condannato dal commissario del popolo per la Giustizia, Stejnberg, un socialista rivoluzionario da poco entrato a far parte del governo.
Questo incidente fra la Ceka ed il commissariato per la giustizia poneva la questione capitale dello statuto extralegale della polizia politica.
A che serve un commissariato del popolo per la giustizia?” chiese il deputato a Lenin, “tanto vale chiamarlo commissariato per lo sterminio sociale e tutto sarebbe risolto!
Eccellente idearispose Lenin, “Eccellente…, è esattamente così che io vedo la questione. Purtroppo non si può dargli questo nome“.

Questo avrebbe dovuto aprire gli occhi ai menschevichi ed ai socialisti rivoluzionari che all’epoca erano in maggioranza, al parlamento. Ed invece…

Naturalmente Lenin risolse il contrasto tra il vecchio giurista ed il macellaio Dzerzinskji a favore del secondo : la Ceka avrebbe risposto dei suoi atti unicamente al capo del governo. (ndr. qualche analogia con l’attualità?). Armistizio con i governi centrali

A causa dell’armistizio fu smobilitata l’industria di guerra. Centinaia di migliaia di lavoratori furono licenziati. La situazione era drammatica anche a causa della paura di un’insurrezione operaia perchè le persone da due mesi non ricevevano lo stipendio ed in più le difficoltà di approvvigionamento avevano ridotto drammaticamente le derrate alimentari.
Lenin, i bolscevichi, incapaci di arginare le difficoltà stigmatizzavano gli “accaparratori” e gli “speculatori“, destinati al ruolo del capo espiatorio.
Nel 1918 egli scriveva : “ogni fabbrica, ogni azienda deve organizzare delle squadre di requisizione. Occorre mobilitare per la ricerca di vettovaglie non solo i lavoratori ma tutti, pena l’immediata confisca della tessera annonaria“.
Ovviamente questo atteggiamento implicava un’ulteriore spinta all’odio di classe, questa volta tra operai e contadini.
Secondo un testo preparato da Lenin stesso, tutti i contadini sarebbero stati obbligati a consegnare le eccedenze in cambio di una ricevuta, coloro che entro una certa data non avessero soddisfatto l’obbligo sarebbero stati immediatamente fucilati.
Scrive Cjuruppa (deputato socialista rivoluzionario) : – quando leggemmo la bozza restammo sbalorditi. Applicare il decreto avrebbe significato esecuzioni di massa -.
Alla fine il progetto di Lenin venne “accantonato” ( accantonato, non abbandonato, in seguito vedremo perchè. Ma dovremo arrivare alla collettivizzazione).

855e620a768383be1af080cc4b721aad_1M
componenti comitato centrale rivoluzionario morti brutalmente o in circostanze misteriose

 

Analisi

La rivoluzione bolscevica è “illuminante” da tanti punti di vista. Il primo è che in tutte le nazioni cadute sotto la dittatura bolscevica la storia si è svolta pressoché nello stesso modo.

* Istigazione all’odio di classe
* moti “popolari” violenti
* costituzione di tribunali del popolo asserviti alla polizia politica alle dirette dipendenze del capo del governo
* schedatura della popolazione
* annientamento degli avversari politici
* annientamento degli alleati
* presa del potere definitivo
* nazionalizzazione di tutte le industrie
* collettivizzazione.

Ora, voglio focalizzare l’attenzione sui primi 4 punti che non necessariamente si svolgono temporalmente nello stesso ordine.
Predicare l’odio di classe è il metodo per distruggere il tessuto sociale, spezzettarne la compattezza per dare, una volta ad una una volta all’altra classe prescelta, dei privilegi tesi ad aumentare l’odio ed il rancore tra cittadini.
Questa strategia ottiene come risultato la possibilità di controllare meglio la popolazione che in pratica svolge, con la delazione, il lavoro che dovrebbe fare “un governo organizzato” (cioè se è vero che ci sono dei disfattisti, vanno scovati. Altrimenti bisogna prendere provvedimenti economici per dare fine alla congiuntura. Sondate i vostri conoscenti di sinistra e chiedete se sarebbero disposti a denunciare dei sospetti “evasori”).
Contemporaneamente alcuni “disturbatori” alzano la tensione sociale, “Genova”, “Milano” etc, c’è la messa in libertà di delinquenti, l’immigrazione selvaggia, la lotta alla religione collante della società.

Squadre addestrate all’uopo e pagate con i soldi dei contribuenti provocano scontri, picchiano le persone, sfasciano tutto quello che possono per creare più danno possibile, tutto questo con il beneplacito del governo e della magistratura che li premiano per il lavoro svolto. I fatti li conosciamo bene…finte condanne, terroristi al governo, sale del parlamento intitolate a delinquenti. ( Dzerzinskji era un delinquente e la prima Ceka era composta dalla peggiore feccia della società). Privilegi ai non autoctoni, apertura dei penitenziari ed altre iniziative servono ad alzare ulteriormente gli attriti sociali.
Una volta che la società è impaurita, disorientata, triturata in tante piccole parti, si passa alla fase successiva.
Continuando a fare leva sull’odio di classe e dandosi una parvenza di legalità, si istituisce una milizia civile che dovrebbe aumentare il controllo sulle “ingiustizie sociali” ma che nella realtà è una vera e propria polizia segreta, usata per eliminare gli avversari politici e gli strati sociali “nemici“.

Quindi se gli strati bassi della società odiano la media borghesia questa è la prima ad essere annientata. Ma successivamente, livellando verso il basso se ne creerà un’altra composta da impiegati, maestri, professori che sarà annientata anche essa e così andando avanti, sempre verso il basso fino a che la società esausta, acclama un nuovo ordine e si lascia fagocitare dal regime.
E’ il modo con cui vengono usati i cittadini e le circostanze che determinano poi nella realtà lo svolgimento dei fatti ma il risultato è uno solo : la perdita dell’indipendenza.

Il continuo rimarcare che nella nostra nazione le cose vanno male perchè c’è chi evade le tasse, che gli evasori sono tutti in una certa classe sociale “borghese” o “medio borghese” , che gli avversari politici sono “delinquenti“, “corrotti“, “mafiosi” è il modo per instillare l’odio ed insinuare nella mente delle persone verità di una realtà artata a dovere, spostando il vero problema.
Come abbiamo già visto nel racconto, degli insuccessi dovuti alla propria incapacità, i bolscevichi non si assumono mai responsabilità proprie ma trovano sempre un capro espiatorio, una scusa, un modo per deviare le accuse ai fallimenti economici, organizzativi, politici.
Il presidente del consiglio a Bologna si è immediatamente dato una giustificazione perchè “LUI“, non sbaglia, non può sbagliare e chi lo contesta è sicuramente “sul libro paga dell’opposione, un sobillatore“.
Altro fatto da non sottovalutare.
L’uso continuo della magistratura che all’inizio è il vero braccio armato del partito (grazie a Togliatti). I magistrati si danno alacremente da fare, coadiuvati dai giornali, nel distruggere gli avversari politici, nel fare da amplificatori alle iniziative del governo, nell’agire li dove il governo non può arrivare quasi a confermare l’avvio di un Partito delle Procure, come anche esponenti della sinistra ebbero a dire.
Un governo bolscevico ha necessità di una polizia segreta ed anche la possibilità di controllarla, usarla secondo le convenienze. Ecco che la magistratura gli offre la possibilità del raggiungimento dello scopo distruggendo, i Servizi di sicurezza interni, legittimi e quindi dando la possibilità di una riforma, di un riassetto ma non solo : inquisendo gli avversari politici, i loro familiari, gli amici, i collaboratori, cercando di fare terra bruciata intorno a loro.
In questa fase l’aiuto della stampa è fondamentale, è essa a creare il caso, è essa a condannare in via definitiva gli imputati ed è sempre essa che rende ammissibile alla popolazione il cambio dell’organizzazione dei servizi di sicurezza mettendo in evidenza quanto sia indispensabile farlo per la “difesa della democrazia“.
Se non ricordate male, in seguito al caso del terrorista islamico i nostri Servizi segreti sono entrati nell’occhio del ciclone e decapitati.
Immediatamente è iniziata la fase di ricostruzione, con l’appoggio della stampa e guarda caso con una proposta di legge, i servizi di sicurezza dovrebbero essere riformati (come se negli ultimi anni le riforme non fossero bastate. Ricordate l’aggiunta di “democratici”, in perfetto stile sovietico, ai nomi?) ed andare alle dirette dipendenze del capo del governo (film già visto qualche righa più su).
La schedatura della popolazione, con l’esclusione dei ruoli “protetti”, si può fare in tanti modi. Questo governo, seguendo i principi precedentemente enunciati, si appresta a farlo con la scusa dell’evasione fiscale. Obbligare i cittadini a pagare con la carta di credito, il bancomat o gli assegni è un modo per controllarli. La schedatura elettronica, fatta dalle banche, viste anche le predenti leggi fatte ad hoc sempre da un governo di sinistra, permette di entrare nella sfera privata dei cittadini conoscendone sia la disponibilità economica sia le preferenze personali, i contatti con altre persone e perfino tutti i movimenti sul territorio.
Pensate bene all’uso che si può fare di un’anagrafe dettagliata come quella delle spese. La prima cosa che mi viene in mente è la separazione tra “borghesi“, “medio borghesi” e gli “altri”, dove tra gli altri non sono compresi i “ricchi” ( quelli veri, quelli protetti) perchè funzionali al mantenimento della nazione (vedi tutte le privatizzazioni e conoscerai i nomi, ricorrenti, degli amici del governo)

Mi rivolgo a tutti coloro che ancora hanno un po’ di materia grigia funzionante. Studiate velocemente i fatti che vi ho segnalato e vedete se riuscite a trovare analogie tra il passato ed il presente. Fatelo velocemente e diffondete quello che scoprirete perchè di tempo, per salvare la democrazia, (nel vero senso della parola) ne è rimasto poco.
Da noi non ci sarà una rivoluzione nel sangue ma un passaggio morbido del quale nessuno si accorgerà ma quando si riapriranno gli occhi e ci si renderà conto del cambiamento sarà ormai troppo tardi.
Fate tesoro delle impressionanti menzogne che sono state raccontate da questo governo e dai partiti che li appoggiano e se volete continuare a vivere da persone libere agite velocemente.

Ed ora preparatevi a leggere nei commenti che sono “pazzo”, “allucinato”, “carico d’odio”, che “racconto bugie”, “minimizzazioni del problema”. Di tutto pur di deleggittimarmi agli occhi di chi legge.

Buona vita in libertà

18 comments

  1. monica says:

    Buona vita in libertà fin quando saremo capaci, e in grado, di trattenerne un pezzettino
    al giorno, ma quando questa sarà esaurita ?

    Abbiamo a che fare con un ordito che ha avuto un’ottima scuola e che oggi sta silenziosamente
    ramificando il proprio potere.
    La destra, a confronto, è acqua fresca.
    Ma non per questo mi sento idiota, anzi credo si debba orgogliosamente guardare a quei valori
    che hanno reso “sana” un’idea.

    Il tuo scenario non è forse prossimo ma non per questo improbabile.
    Un giorno, anche a te, diranno che sei stato lungimirante.

    Salutoni

  2. Bisquì says:

    Monica,
    la storia è fatta dagli uomini ed essi non cambiano mai. Sappiamo perfettamente come in determinate condizioni ci si comporta. Stessa situazione stessa reazione.
    Non a caso i tedeschi, invadendo la russia commisero lo stesso errore di Napoleone. Linee di rifornimento e sussistenza troppo lunghe ed impreparazione all’inverno dell’immensa pianura russa.
    Se consideriamo che l’educazione politica di queste persone è quella del marxismo ed anche altri aspetti che è inutile elencare, si fa presto a prevedere un possibile scenario.

    Come diceva quello … sperem! In fin dei conti siamo umani e la nostra specie è famosa per sbagliarsi 🙂

  3. The Right Nation says:

    Ciao!
    The Right Nation ha cambiato indirizzo (www.therightnation.org) per pubblicare i tuoi post sul nuovo aggregatore visita la Home page ed iscriviti.

    A presto
    Rob

    P.S: Se puoi aggiorna il link del banner.

    Grazie 😉

  4. sanna66 says:

    Ciao Bisqui

    ottimo articolo anche questa volta, è sempre un piacere leggerti.

    buon inizio di settimana
    antonio

  5. FabioC. says:

    C’è un altro passo nell’instaurazione della dittatura: disarmare i cittadini così che non possano opporre resistenza. Ed anche renderli imbelli con un’educazione “mirata”.

    La “dolce” instaurazione di un regime socialista autoritario mi sembra da parecchio lo scopo finale della socialdemocrazia europea. Che è sì diversa dai massacri dei più famosi dittatori rossi, ma rimane un ramo della stessa mala pianta.

  6. anonimo polemico says:

    “prima i Barin eravate voi, adesso tocca a noi esserlo!”

    CHe bella frase, me la scrivo sopra il letto.

  7. Lo PseudoSauro says:

    Oggi per me e’ una giornata davvero fantastica e voglio pubblicamente condividere con te la gioia di essere finalmente uscito da una maledizione che tu sei l’unico in grado di comprendere. Pertanto invio a te ed alla tua famiglia i miei migliori auguri di buon Natale nonche’ l’auspicio di sperimentare presto la mia stessa incomparabile soddisfazione. Spero presto di poterti raggiungere e fare con te quattro chiacchiere su di un passato che da oggi e’ per me del tutto archiviato. Magari gustando un buon gulash per non perdere il contatto con l’est europeo, che probabilmente abbiamo entrambi conosciuto sebbene in tempi diversi. Un abbraccio fraterno.

  8. Eugenio says:

    ot

    Scusa per la mia lunga assenza, ma lavoro e impegni vari mi hanno privato di poter navigare sulla blogsfera.
    Sono tornato, tanti saluti

    Eugenio

  9. Abr says:

    Le analogie che evochi sono effettivamente impressionanti.
    La consolazione è che proprio molti di quelli di sinistra saranno i secondi ad essere triturati.
    Probabilmente i giovanotti non sanno quanti comunisti italiani, fuggiti negli anni ‘30 nel “Il paradiso sovietico”, siano stati mandati da Stalin – Togliatti silente se non complice – a morire scavando a mani nude nelle miniere del Kolyma, sopra il circolo polare artico.
    Mentre i loro colleghi più scafati (Pertini etc.) se ne stavano al confino a Ponza a soffrire “sotto il fascismo”, mica male …
    Stanno arrivando per davvero? Beh, meglio si preparino ANCHE LORO allora … ce ne sarà per tutti.
    ciao, Abr

  10. musicisti says:

    oh, magari!!
    purtroppo non abbiamo un governo così illuminato, sono troppo giuggioloni per arrivare a tanto, ma guarda, lo spero.
    una vera rivoluzione marxista in italia, dal basso, senza traumi, lentamente ed un po’ alla volta portare il paese al comunismo.
    sarebbe fantastico!

    ho paura sia solo un bel sogno, ma sicuramente tu sei il tipo che ha informazioni sicure, attendibili, può darsi ci sia qualcosa di vero.

    ma realmente, la tua è una supposizione ho hai delle informazioni che possono avvalorare la tua tesi? mi interessa veramente.
    nella mia sezione dei ds non ho mai sentito parlare di niente del genere ma potrei informarmi con la direzione regionale. magari a noi sinistri mortali certe cose non le dicono, ma chiedendo?

    speriamo…

    hasta siempre!

  11. Giovanni says:

    la storia è ripetitiva è un eterno ritorno del sempre uguale: la partita è sempre quella i giocatori cambiano solo le magliette ed il risultato è già scontato.

  12. Bisquì says:

    Eccomi di ritorno 🙂

    Ringrazio tutti dei commenti e della pazienza per aver letto il mio ennesimo mattone :-D.

    Rispondo a tutti contemporaneamente.

    Le analogie storiche, per chi conosce la storia, non sono una sorpresa. I cicli ed i ricorsi storici sono stati oggetto di studio già nell’epoca classica.
    Il sapere come si sono svolti dei fatti nel passato può aiutare a non commettere gli stessi errori ed ad evitare le conseguenze di scelte sbagliate.
    Solo chi è cieco o completamente ignorante non tiene conti del passato e non fa tesoro dell’esperienza.
    Dice bene ABR, chi si eccita al pensiero di una nuova rivoluzione bolscevica, dimentica completamente la fine fatta dai primi rivoluzionari. Una gioia durata il canto della cicala per finire in un rantolo.
    Non mi auguro un ritorno della rivoluzione rossa, non per motivi politici ma per le enormi conseguenze che derivano dallo spaccamento della società e dall’odio sociale.
    I latini, che sapevano bene cosa fossero le guerre civili dicevano : Alta sedent civilis vulnera dextrae che tradotto in italiano suona così : Profonde sono le ferite inflitte da una guerra civile.
    Sempre i latini ed in questo caso mi riferisco all’anonimo polemico, dicevano : Impara a obbedire prima di comandare. Mi sembra azzeccatissimo i “barin” non si inventano e non ci si diventa con una rivoluzione ma ci vuole prima di tutto cultura e carattere, cose che mancano nell’80% della popolazione (purtroppo).

  13. charlie says:

    Propongo un pensiero reverente al nostro beneamato ministro Massimo D’Alema che ha il cuore
    spezzato per le tristi notizie provenienti dalla Somalia dove i perfidi americani
    le stanno suonando ai nostri nuovi amichetti

  14. Giuseppe says:

    è vero gli uomini non cambiano mai ed hanno una memoria selettiva , le stragi che gli convengono se le ricordano tutte, quelle che al contrario dimostrano che siamo tutti delle bestie vengono dimenticate.
    Cosa credi che facessero i cosacchi e i vecchi “Barin” al popolo , il solletico , pane ,amore e feste .No hanno fatto la stessa cosa, stragi ,torture e violenze.Sono stati ripagati con la stessa moneta.

  15. sanna66 says:

    Ciao Bisqui, dopo una lunga assenza sono rientrato tra gli amici…….

    un caro augurio di Buon Anno (anche se in ritardo….)

    a presto
    Antonio

Comments are closed.