Il deportato nel lagher sovietico

Gulag
Il solo gulag di Karaganda, in Asia centrale era esteso quanto gli odierni Paesi Bassi. Gulag come Karaganda o Vorkuta pare abbiano ospitato fino a trecentomila internati ciascuno.

Gulag

Complessi carcerari dai quali NESSUNO è riuscito ad uscirne vivo, neanche dopo aver scontato la pena.”La rasatura delle teste degli uomini conferisce loro l’uniformità  nell’aspetto esteriore: li rende austeri ed impersonali. Ma anche un osservatore superficiale è colpito dalla espressione delle facce, comune a tutti :sempre all’erta, prive di affabilità , senza alcuna benevolenza, facilmente aggressive e perfino crudeli. L’espressione dei loro visi fa pensare che siano stati fusi in un materiale aspro, quasi non di carne, ma di bronzo scuro per poter camminare continuamente controvento, quasi aspettando ad ogni passo di essere colpiti ora da sinistra ora da destra… Se sarà  costretto a guardarvi, vi colpirà  il suo sguardo ottuso e inebetito.
Notiamo che parlando di questo popolo non riusciamo quasi a raffigurarci degli individui o dei nomi singoli. Non è un vizio del nostro metodo; rispecchia il modo di vivere da mandria cui è dedito lo strano popolo… Condizione essenziale di successo nella lotta per la vita è la circospezione. Il loro carattere, le loro intenzioni sono tenuti nascosti; devono nascondere le loro azioni ai datori di lavoro, ai sorveglianti, ai delatori… Devono celare i progetti, i calcoli, le speranze… aprirsi significa sempre perdersi.Con gli anni lo zek si abitua a tal punto a nascondere tutto che non gli costa più nessun sforzo; gli si atrofizza il normale desiderio umano di far parte a qualcuno di ciò che sente. Esiste infine una legge che le riassume tutte: Non credere, non temere, non chiedere! Diventato indifferente verso il proprio dolore e anche verso i castighi che gli impongono i tutori della tribù, addirittura quasi indifferente verso tutta la sua vita, lo zek non prova compassione neppure per il dolore altrui. La visione del mondo più diffusa tra di loro è il fatalismo: è inutile cercare di ottenere qualcosa con troppa insistenza o rifiutarne un’altra; ad esempio il trasferimento in un’altra baracca, in un’altra brigata, in un altro lager. Potrebbe essere per il meglio come potrebbe esser per il peggio.

Gli zek amano in generale l’umorismo… è il loro costante alleato senza il quale, forse, la vita nell’Arcipelago sarebbe del tutto intollerabile. Se domandi a uno zek da quanto tempo è nell’Arcipelago, non risponderà ma. “E’ dura?” domandi. Quello facendo lo spiritoso, risponde :”Sono duri soltanto i primi dieci anni”. Parlando di qualcuno che è partito dall’Arcipelago, risponderà  :”Gli avevano dato tre anni, ne ha scontati cinque, ha avuto la scarcerazione anticipata”

LA CONDIZIONE DEL DEPORTATO NEL GULAG

Prigionieri dei gulag morti per sfinimento
Prigionieri dei gulag morti per sfinimento

“Meditate se anche questo… è un uomo?”

Viene spontaneo parafrasare la nota frase all’inizio del libro di Primo Levi, leggendo la condizione dei deportati nei gulag della Siberia o del Circolo Polare.
Crediamo però che non sia appropriato scomodare Primo Levi perchè per quanto Gulag e Lager nazisti siano accomunati dallo stesso delirio di onnipotenza cioè voler creare l’Uomo Nuovo pur tuttavia una differenza c’era: il comunismo voleva instaurare la Giustizia sulla Terra mentre i nazisti la Loro, quella della razza padrona.
Pertanto ci viene in mente un pensiero di Karl Popper che è davvero indicativo:
<<Tra tutte le idee politiche, il desiderio di rendere gli uomini perfetti e felici è forse la più pericolosa. Il tentativo di realizzare il paradiso sulla terra ha sempre prodotto l’inferno>>

Proponiamo qui una sintesi, necessariamente parziale e schematica della vita nel gulag preceduta da un’analisi del vol. II di “Arcipelago Gulag”.

CHI CI “FINIVA”?

– ci poteva “finire” chiunque; all’inizio vi andavano i “cinquantotto” cioè quelli condannati in base all’art. 58 (“attività  contro lo Stato”);poi anche i CR cioè i controrivoluzionari, quindi i Kulaki
– si poteva essere arrestati per nulla! ciò era strategico all’obbiettivo di creare il terrore.
– ospiti del gulag furono scienziati ed artisti.

VITA

Persone condannate ai lavori forzati nei Gulag per reati di OPINIONE o per aver rubato per FAME. Nessuno di loro ne uscirà vivo.
Persone condannate ai lavori forzati nei Gulag per reati di OPINIONE o per aver rubato per FAME. Nessuno di loro ne uscirà vivo.

– si nascondono i morti sotto i pancacci per avere la loro razione;

– all’eremo del Golgota su richiesta dei moribondi il medico somministra stricnina agli inguaribili;

– i creduloni aspettavano la fine della pena di tre anni, i previdenti capivano che non avrebbero riavuto la libertà  né fra tre né fra ventitrè anni!

– ai teppisti ed ai ladri furono assegnati tutti i posti di comando… si permetteva loro di derubare, picchiare e perfino sgozzare i deportati;

– in estate si lavorava 14 ore al giorno, non si lavorava soltanto a partire da 55° sottozero!

– lo scorbuto mieteva tante vittime da essere una forma di sterminio!

– per approfondire, soprattutto la differenza tra servi della gleba sotto lo Zar e deportati sotto i Soviet.

EPISODI

– alla fine della giornata lavorativa sul cantiere rimangono dei cadaveri. La neve ricopre le loro facce. Qualcuno si è rannicchiato sotto una carriola capovolta; ha nascosto le mani in tasca ed è morto così. Là  sono congelati in due, appoggiati uno alla schiena dell’altro.
– nel lager Mariinskij non si aveva tempo di uccidere i pidocchi… esplose il tifo e in poco tempo 15 mila morti furono buttati in una fossa, rattrappiti, nudi dopo aver tagliato per economia anche le mutande.
– le note fucilazioni di Garanin…
– episodi di fame…
– nel dicembre 1928 in Karelia i detenuti furono lasciati per punizione a pernottare nella foresta e 150 uomini morirono congelati.

PUNIZIONI

Queste persone, fra le quali c'è anche un BAMBINO, non stanno riposando o prendendo il sole: queste persone sono morte per FAME nei Gulag dell' "eden comunista" dell'ex Unione Sovietica.
Queste persone, fra le quali c’è anche un BAMBINO, non stanno riposando o prendendo il sole: queste persone sono morte per FAME nei Gulag dell’ “eden comunista” dell’ex Unione Sovietica.

– Alle isole Solovki, il lager sorge sul Monte Sekira, ricavato da un ex-monastero. Nella Cattedrale a due piani sono stati sistemati le celle. I detenuti sono trattati così: da un muro all’altro sono infisse delle pertiche dello spessore di un braccio e si ordina ai detenuti di starvi seduti tutto il giorno!
Le pertiche sono ad un altezza tale che i piedi non toccano per terra. Non è facile mantenere l’equilibrio, da mattina a sera il detenuto si sforza di non cadere.
Se cade i secondini arrivano di corsa e lo percuotono.

– Sempre al Monte Sekira una lunga scala di 365 ripidi scalini unisce la Cattedrale, in cima al monte, al lago. Fu fatta dai monaci. Portano le persone sulla scala, le legano per il lungo ad una trave per dargli maggior peso e lo spingono giù: non c’è un pianerottolo e i gradini sono così ripidi che la trave non rallenta mai!

– SIZO era l’isolatore di punizione, un edificio al freddo, umido, buio, senza cibo, senza vetri: la “sbobba” veniva data al 3°, al 6° e al 9° giorno della reclusione; bisogni corporali in cella.
per finire al SIZO era sufficiente:

1) non aver salutato a modo;
2) non essersi coricato o alzato per tempo;
3) essere passato per il vialetto sbagliato;
4 )non essere vestito come si doveva;
5 )fumare in luoghi proibiti;
6) avere oggetti superflui in baracca.

ALIMENTAZIONE GIORNALIERA

– 350 gr. di pane appiccicoso come l’argilla;
– sbobba liquida con qualche lisca di pesce.

BOIA CRIMINALI

Una delle oltre 100.000 FOSSE COMUNI utilizzate dai sovietici per cercare di nascondere l'enorme quantitativo di cadaveri il risultato della politica di Stalin.
Una delle oltre 100.000 FOSSE COMUNI utilizzate dai sovietici per cercare di nascondere l’enorme quantitativo di cadaveri il risultato della politica di Stalin.

A parte Stalin e Beria, capo della polizia e suo lacchè si distinsero:
a) N. Aronovic FRENKEL
b) Mamulov
c) Garanin
d) Ermolov
e) Tatiana MERKULOVA, “la donna – belva”
f)Gromov

h) Kirilko, il boia delle isole Solovki, di lui era nota la minaccia e la messa in pratica: Vi farò succhiare il moccio dei cadaveri.

Della repressione comunista e delle vittime dei gulag nell’ex Unione Sovietica:
– 80.000 fucilati senza essere stati sottoposti a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di contadini e operai insorti tra il 1918 e il 1922;
– 5.000.000 di morti a causa della carestia indotta alla popolazione rurale agli inizi degli anni ’20;
– deportazione ed eliminazione dei Cosacchi del Don;
– assassinio programmato di 10.000.000 di persone nei gulag fra il 1918 e il 1930;
– eliminazione di quasi 1.000.000 di persone durante la “Grande Purga” del 1937-1938;
– deportazione ed eliminazione di di 2.000.000 di kulak o presunti tali nel 1930-1932;
– sterminio programmato di 6.000.000 di ukraini nel 1933 per carestia indotta e non soccorsa;
– deportazione e sterminio dei tedeschi del Volga nel 1941;
– deportazione e sterminio dei tatari della Crimea nel 1943;
– deportazione e sterminio dei ceceni nel 1944;

Di tutto questo orrore non si sapeva nulla o si sapeva assai poco; le notizie arrivavano all’occidente e all’Italia distorte, spesso falsate a causa di oscuri personaggi che appoggiavano la politica di Stalin. L’assoluta chiusura degli archivi nei paesi comunisti, il totale controllo della stampa, dei mass-media e di tutte le vie di comunicazione con l’estero, la propaganda sui presunti “successi” del regime stalinista, tutto questo blocco dell’informazione mirava in primo luogo a impedire che si facesse chiarezza sulla repressione operata sistematicamente in Unione Sovietica.

Sistema dei Gulag e distribuzione sul territori dell’ex URSS

complesso carcerario sovietico

 

sistema gulag

brano tratto da “Arcipelago Gulag” vol.II di A. Solzenicyn

4 commenti su “Il deportato nel lagher sovietico

  1. – io “arcipelago gulag” lo metterei come lettura obbligatoria nelle scuole, e già che ci sono lo farei tatuare a fuoco, integralmente, sulla pelle di alcuni professori marxisti di storia…

  2. Non mi si caricano le immagini, a parte questo, altro post must read. La cosa interessante di Solzenicyn è che era stato egli stesso uno Stalinista ma aveva compreso ciò che non andava nel comunismo esaminandosi introspettivamente. Poi è finito nel gulag e ha potuto aggiungere la testimonianza oculare alle sue idee. Invece c’è gente che nemmeno finendo nel gulag ha saputo cambiare idea sul comunismo e gente che pur sapendo dei gulag continua a non cambiare idea sul comunismo. Salvo ovviamente dire che “quello non era vero comunismo”.

  3. verissimo Wellington… ancora lì a dire “la teoria è giusta… solo che hanno provato a metterlo in pratica le persone sbagliate.Avete mai visto quel medico che diceva “la medicina è giusta… se muoiono i pazienti avranno sicuramente qualcosa di sbagliato….ciao 

  4. Quello che ha permesso ai crimini del comunismo di godere di totale impunità, senza una condanna inappellabile è dovuto al fatto che, contrariamente al nazismo e al fascismo, sono mancate le documentazioni audio e video di cui si è imbevuto l’immaginario collettivo.
    Per quanto ne possiamo parlare e immaginarne la
    portata il fatto che manchino quella sterminatastoriografia coma di testimonianze, lascerà sempre assolti gli orrori vissuti dai miliardi di vittime del passato e del presente.

    Ciao bravissimo amicone mio! -))

    Perla

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