Comunismo 3° parte

prigionieri uccisi a sangue freddo con un colpo alla nuca
A Katyn i sovietici uccisero i prigionieri a sangue freddo con un colpo alla nuca

… I crimini di guerra vengono definiti, all’articolo 6b, «violazioni delle leggi e dei costumi della guerra. Queste violazioni comprendono, senza limitarvisi, l’assassinio , i maltrattamenti o la deportazione ai lavori forzati o ad altro scopo di popolazioni civili nei territori occupati , l’assassinio o i maltrattamenti dei prigionieri di guerra o delle persone in mare, l’esecuzione capitale degli ostaggi , il saccheggio dei beni pubblici e privati , la distruzione senza motivo di città e paesi o la devastazione non giustificata da esigenze militari ».
Le leggi e i costumi della guerra sono descritti nelle convenzioni, la più nota delle quali è quella dell’Aja del 1907, che stabilisce: « In tempo di guerra, per la popolazione civile e per i belligeranti, rimangono in vigore i principi del diritto dei popoli quali risultano dagli usi stabiliti dalle nazioni civilizzate, dalle leggi dell’umanità e dalle esigenze della coscienza pubblica ».

Stalin ha ordinato e autorizzato numerosi crimini di guerra.
Il più impressionante rimane l’eliminazione di quasi tutti gli ufficiali polacchi fatti prigionieri nel 1939, nell’ambito della quale lo sterminio di 4500 persone a Katyn’ è soltanto un episodio.
Ma altri crimini di portata assai maggiore sono passati inosservati, come l’assassinio o la messa a morte nei gulag di centinaia di migliaia di militari tedeschi fatti prigionieri fra il 1943 e il 1945, a cui si aggiungono gli stupri in massa delle donne tedesche perpetrati dai soldati dell’Armata rossa nella Germania occupata. Per non parlare del saccheggio sistematico delle strutture industriali dei paesi occupati dall’Armata. Rientrano sempre nell’articolo 6b l’imprigionamento e la fucilazione o la deportazione di militanti di gruppi organizzati che combattevano apertamente contro il potere comunista: per esempio, i militari dell’organizzazione polacca di resistenza antinazista (A.K.), i membri delle organizzazioni di partigiani armati baltici e ucraini, i partigiani afgani eccetera.

L’espressione «crimine contro l’umanità» è comparsa per la prima volta il 18 maggio 1915 in una dichiarazione di Francia, Inghilterra e Russia contro la Turchia , in occasione del massacro degli armeni, definito «nuovo crimine della Turchia contro l’umanità e la civiltà». Le atrocità naziste hanno indotto il tribunale di Norimberga a ridefinire la nozione nell’articolo 6c: «L’assassinio, lo sterminio, la schiavitù, la deportazione e ogni altro atto inumano commesso contro qualsiasi popolazione civile, prima o dopo la guerra o, ancora, le persecuzioni per motivi politici, razziali o religiosi, qualora questi atti o persecuzioni, che abbiano costituito o meno una violazione del diritto interno del paese in cui sono stati perpetrati, siano stati commessi in seguito a qualsiasi crimine che rientri nella competenza del tribunale o siano in rapporto con detto crimine».

Nella sua requisitoria a Norimberga Francois de Menthon, procuratore generale francese, sottolineava la portata ideologica di questi crimini:

“Mi propongo di dimostrarvi che qualsiasi forma di crimine organizzato e di massa deriva da ciò che oserei definire un crimine contro lo spirito, e cioè da una dottrina che, negando tutti i valori spirituali, razionali o morali sui quali i popoli hanno tentato da millenni di far progredire la condizione umana, mira a respingere l’umanità nella barbarie, non più nella barbarie naturale e spontanea dei popoli primitivi, ma in una barbarie demoniaca in quanto cosciente di sé e in grado di utilizzare ai suoi fini tutti i mezzi materiali che la scienza contemporanea mette a disposizione dell’uomo. In questo attentato allo spirito consiste il peccato originale del nazionalsocialismo da cui derivano tutti i crimini. Tale mostruosa dottrina è l’ideologia del razzismo…. Che si tratti del crimine contro la pace o dei crimini di guerra, non ci troviamo comunque di fronte a una criminalità accidentale, occasionale, che gli eventi potrebbero, non dico giustificare, ma perlomeno spiegare: ci troviamo di fronte a una criminalità sistematica, che deriva direttamente e necessariamente da una dottrina mostruosa, favorita con deliberata volontà dai dirigenti della Germania nazista”.

Francois de Menthon precisava, inoltre, che le deportazioni destinate a fornire manodopera supplementare alla macchina bellica tedesca e quelle volte all’eliminazione degli oppositori del regime erano soltanto «una conseguenza naturale della dottrina nazionalsocialista per la quale l’uomo non ha nessun valore in sé quando non è al servizio della razza tedesca».
Tutte le dichiarazioni del tribunale di Norimberga insistevano su una delle principali caratteristiche del crimine contro l’umanità: il fatto che la potenza dello Stato fosse messa al servizio di una politica e di una pratica criminali.
Ma la competenza del tribunale era limitata ai crimini commessi durante la seconda guerra mondiale. Era, quindi, indispensabile estendere la nozione giuridica a situazioni che non rientrassero in quella casistica.
Il nuovo Codice penale francese, entrato in vigore il 23 luglio 1992, definisce così il crimine contro l’umanità: «La deportazione, la schiavitù o la pratica massiccia e sistematica di esecuzioni capitali sommarie, di sequestri seguiti dalla scomparsa della persona rapita, della tortura o di atti disumani ispirati a motivazioni “politiche, filosofiche” [corsivo dell’Autore], razziali o religiose, e organizzati in esecuzione di un piano concertato contro un gruppo di popolazione civile».

19 commenti su “Comunismo 3° parte

  1. beh, appunto per questo l’hanno definito fascista , criminale ecc…

    la verità fa male a chi vive nella menzogna…

    un mau filosofico

  2. Stavo rileggendo i Vostri commenti e mi è sorta una constatazione molto amara.

    Oti parla di “buona parte dei partigiani”. Ora, cercate di seguirmi perchè è un ragionamento non del tuto lineare:la propaganda del PCI ha infettato talmente anche noi, che pur sapendo che la realtà è ben diversa (le brigate comuniste, a cui sono ascrivibili praticamente tutti i crimini commessi da partigiani, erano ben lontane da essere la maggioranza fino alle “campagne di reclutamento” degli ultimi giorni di guerra…), in automatico ci conformiamo alla vulgata della lotta partigiana condotta soprattutto da comunisti.

    E mi fa incazzare, perchè penso a tutta la brava gente che ha partecipato a quella lotta, i partigiani -senza- fini totalitaristi, ma anche i militari schierati con gli alleati, e pensarli accomunati, anche se in buona fede, ai comunisti, la trovo una cosa terribile…

    E poi dicono che viviamo in una dittatura berlusconiana, che la sinistra non ha mai governato, che non c’è dominio della sx sui mezzi di educazione e informazione… mah…

    Hermes

  3. Hermes,

    hai perfettamente ragione, però credo che dipenda da un difetto congenito degli Italiani, quello di generalizzare.

    Resta comunque un fatto, che quei pochi marci (se ti rileggi i miei commenti) si sono appropriati del sacrificio di tutti e da qui deriva la generalizzazione. Generalizzare comunque è un retaggio della sinistra che abitualmente fà un colderone di tutto, lo vediamo dai commenti sui singoli argomenti, questa si chiama tattica del male comune. Il loro male viene spalmato su tutti, così diventa un male piccolo e contemporaneamente anche il bene subisce lo stesso trattamento, così “loro” si possono approfittare dei benefici del bene. Assunersi le proprie responsabilità non è proprio il loro motto, guarda che stà succedendo con la questione morale ma non solo, leggendo quà e là anche i terroristi rossi hanno la loro giustificazione e remissione della responsabilità, poverini erano vittime della società cattiva. Altra tattica, minimizzare i propri errori ed enfatizzare quelli degli altri, guardando la storia passata ci si rende benissimo conto del comportamento avuto. Completato il quadro è facile capire che la gente comune spesso confonde facendo di tutta un’erba un fascio e per “assunto” anche tutti gli altri. Giustamente parli di “vulgata” e cioè imbastardimento dell’opinione, mistificazione della realtà, mistificazione della storia, imbastardimento di tutti gli indizi che possono ricondurre ad una verità assoluta : Il comunismo o socialismo reale ha fallito ovunque!

  4. Bisqui: infatti era quello che intendevo (solo che oggi non mi sento molto padrone dell’arte retorica.. 🙂 ).

    I rossi si sono impadroniti a tal punto della resistenza, che quasi in automatico la si pensa come espressione loro. E siccome -loro- hanno commesso una serie infinita di porcate, automaticamente contagiano anche quelli che li avversavano…

    Insomma, la mia era la constatazione di una piccola tragedia, non una polemica 🙂

    Hermes

  5. hai perfettamente ragione hermes…

    L’ha sottolineato anche Oriana Fallaci nel suo “intervista…”

    Purtroppo TUTTI i meriti della resistenza li detengono in blocco i vari rizzo-cossutta e compagnia bella (e sarebbero tanti che si dovrebbero incazzare! e invece niente, tutti zitti…)

    visto la profonda diversità, tra chi ha combattuto per la LIBERTA’ e chi per sostituire il fascismo nero con quello rosso…

    saluti

  6. Trovo molto bella anche la ricostruzione di Pansa ne il sangue dei vinti.

    Concordo che c’è stata un’appropriazione indebita della resistenza.

    Grazie della visita

    Zanzara

  7. Bisquì, quando avrai smesso di fare commenti scemi sul mio blog…(ehehehe…) ricordati che a commettere una serie di violenze non furono solo alcune frange di partigiani, ma gli stessi ‘alleati’…Lo dico per esperienza ‘vissuta’ di famiglia….

    inyqua

  8. non solo quelle…

    il gen patton ordinò di uccidere i soldati italiani che non alzavano le mani a una distanza superiore ai 200 mt.

    un mau storico

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