Bertinotti e l'ipocrisia di sinistra

Gerusalemme, 8 mag. (Apcom)

La sinistra italiana ha una "scarsa conoscenza" della realtà israeliana e nutre forti pregiudizi nei confronti del conflitto israelo-palestinese di cui assume principalmente il punto di vista arabo. E "la stampa di sinistra" pecca di "quotidiana parzialità" nei confronti dello stato ebraico. Con questo atto d’accusa nei confronti degli eredi del Pci, la comunità ebraica italiana ha accolto oggi Fausto Bertinotti, in Israele in qualità di presidente della Camera, ma considerato nella sua visita alla sinagoga italiana a Gerusalemme soprattutto per il suo passato da leader di Rifondazioone comunista.

Un vero e proprio ‘processo alla sinistra italiana’ quello dei rappresentanti degli ebrei italiani in Israele che ha colto di sorpresa Bertinotti "Non me l’aspettavo", ha confessato ai giornalisti (povero cocco! NdB) e che ha portato ad una dura ma amareggiata replica: "Devo confessare che la profonda emozione che mi ha suscitato la visita in questo luogo è stata arrestata dalle parole sentite qui. Mi dispiace di non essere nella condizione di poter rispondere alla pari, perchè il mio ruolo me lo impedisce" (mannaggia che jella! NdB). E ancora: "Vi pregherei di invitare i leader della sinistra italiana affinchè possano esercitare in libertà il confronto che voi avete ragione di pretendere" (ma magari! Così uno stronzone che si fa saltare per aria ce li leva di torno tutti assieme NdB).

Eppure la visita si era svolta in un clima disteso e sotto i migliori auspici. Il presidente della comunità ebraica italiana (circa 450 famiglie) Vito Anav ha fatto da Cicerone a Bertinotti accompagnandolo in ogni angolo della Sinagoga italiana. Ma quando si è trattato di parlare di fronte alla platea (di qualche decina di ebrei italiani e di giornalisti) non ha usato mezzi termini: "Ci auguriamo – ha detto – che la sua visita in questo Paese sia anche l’occasione perchè si correggano alcuni dei pregiudizi sul conflitto arabo-israeliano su cui gran parte della sinistra italiana di cui lei fino alla sua elezione a presidente della Camera è stato autorevole rappresentante, fonda le sue prese di posizione".

Anav ha criticato anche la posizione espressa dal governo italiano per bocca del ministro degli Esteri, Massimo D’Alema: "Risulta difficile comprendere come si possa parlare di equidistanza, o di equivicinanza, usando lo stesso metro di misura per la democrazia ed il fondamentalismo. Israele è l’unico Stato democratico dell’area e come tale dovrebbe essere protetto e sostenuto in tutti i modi" (solo che ha un difetto : si chiama Israele NdB). Infine, l’appello a Bertinotti di "adoperarsi per il riequilibrio dell’informazione in Italia".

A rincarare la dose è intervenuto anche il presidente della Comites che rappresenta tutti gli italiani in Israele (circa 10 mila, non solo ebrei), Beniamino Lazar che ha letto il messaggio di Sergio Dalla Pergola, professore all’Università ebraica di Gerusalemme, in realtà una lunga requisitoria contro la sinistra italiana dal 1967, dalla guerra dei sei giorni, in poi.

Un’atto d’accusa che ha colto di sorpresa anche l’ambasciatore italiano in Israele. Quando è toccato a lui, il presidente della Camera si è difeso: "E’ una comunità che merita tutto il rispetto di tutte le istituzioni italiane che io qui, seppure indegnamente, rappresento", ha esordito rivendicando poi "il grande rispetto" riservato "quando potevo esercitare una funzione politica" alla comunità ebraica di Roma che lo aveva invitato ad un confronto (ipocrita NdB). Bertinotti ha difeso la stampa affermando: "La stampa e i giornalisti scelgono liberamente come collocarsi. Non appartengo alla scuola di chi pensa che l’informazione debba essere neutrale" (appunto, la stampa non deve essere neutrale ma sottomessa ai voleri sinistri NdB).

Citando Alcide De Gasperi ("Trovo qui tutto contro di me tranne la vostra cortesia") Bertinotti ha ancora "abusato della cortesia" dei presenti spendendo parole in difesa anche del governo italiano definendo la formula di "equivicinanza" utilizzata da D’Alema per parlare del rapporto con israeliani e palestinesi "intelligente e piena di buona volontà che parla il linguaggio del dialogo e della pace" (si la pace eterna per Israele NdB). Quindi il presidente della Camera ha ribadito la sua idea di una soluzione che preveda "due popoli due stati": "Questi due popoli hanno diritto ad avere un futuro e il futuro vive soltanto nel riconoscimento del futuro dell’altro. Questo credo sia anche lo spirito del nostro paese" ( ma che novità! E ci è andato fino laggiù per dire una banalità simile NdB).

5 commenti su “Bertinotti e l'ipocrisia di sinistra

  1. La faccia di bronzo di Bertinotti è ineffabile.
    A parte quest’ultima sortita in Israele, con tanto di pubblica lagna (“Non posso rispondere!”), mi ricordo Faustino che sciacallava a fini elettorali al funerale di un militare italiano morto in Iraq, o in Afghanistan. Anche quella volta fu preso a male parole. Chissà se anche lui, nel buio della sua stanzetta, prova un salutare senso di vergogna.

  2. “……il rispetto di tutte le istituzioni italiane che io qui, seppure indegnamente, rappresento”
    è l’unica cosa giusta che ha detto in vita sua “indegnamente”.
    ciao

  3. “Mi dispiace di non essere nella condizione di poter rispondere alla pari, perchè il mio ruolo me lo impedisce…”.

    Maddai!

    E in tutte le altre esternazioni fatte da un anno a questa parte che ruolo ricopriva ?
    E quando ha dichiarato che il referendum è la morte della democrazia andava forse per farfalle ?

    Ciao fratello caro

  4. mi viene in mente quando partecipò alla festa della repubblica con la spilletta della pace…..
    ma finiamola…..

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