Compagno romano prodoff

Prodi ha sempre avuto rapporti sia con l’Unione Sovietica sia con la Russia di oggi. Con cui si è schierato, più volte, quando era presidente Ue. Uno dei primissimi a chiamarlo è stato Vladimir Putin: «Congratulazioni, professor Prodi: svilupperemo le già ottime relazioni fra Italia e Federazione Russa, così come lei e io abbiamo già fatto con quelle fra Unione Europea e Russia».
Sconcerto: ma come? Putin non era l’amico fraterno di Silvio Berlusconi, quello che andava da lui in vacanza in Sardegna?
La cosa non deve sorprendere. Berlusconi è amico di Putin, è vero, così come lo è di George W. Bush, e infatti il trionfo internazionale del leader italiano è consistito nell’avere mantenuto a un livello di eccellenza proprio le due relazioni più importanti: quella con il presidente americano e quella con il presidente della Federazione Russa. Due successi fondati sul rapporto umano, tanto che la Casa Bianca si è servita spesso di Palazzo Chigi per trattare con il Cremlino e viceversa, dal momento che la guerra fredda continua in modo discreto, essendo la Russia l’unico stato al mondo che mantiene reti di agenti illegali in Europa e negli Stati Uniti. Prodi invece ha sempre avuto rapporti organici piuttosto che personali sia con la vecchia Unione Sovietica che con l’attuale Russia e lo scorso 3 aprile di questo oscuro amore si è sentita l’eco al Parlamento europeo dove il deputato inglese Gerard Batten dell’Uk Independence party ha proposto un’inchiesta parlamentare sui rapporti fra Prodi e i servizi russi sulla base di varie testimonianze, fra cui quella dell’ex tenente colonnello del Kgb, poi Fsb, Alexander Litvinenko, il quale ha raccontato di essersi sentito dire dal generale Trofimov, suo vicedirettore (poi assassinato con la moglie), che rifugiarsi in Italia era pericoloso perché «là ci sono molti agenti dell’ex Kgb fra gli uomini politici e lo stesso Prodi è uno dei nostri». Esagerazioni di spie fuggiasche? Può darsi, ma anche restando ai fatti noti la storia di Prodi appare fortemente legata a quella russa. Considerato dai sovietici negli anni Settanta, secondo quanto riferito da Oleg Gordiewski, un intellettuale di sinistra non comunista meritevole di attenzione, Prodi non ha poi mai voluto spiegare l’oscura vicenda della falsa seduta spiritica in cui fu fatto emergere il nome di via Gradoli mentre era in corso il rapimento Moro, strettamente monitorato dai servizi di Mosca. Più tardi, nell’agosto 1991, Prodi espresse in un’intervista al Corriere della sera uno sconcertante sostegno nei confronti dei golpisti che volevano rovesciare Mikhail Gorbaciov e ripristinare il regime, mentre la società Nomisma da lui fondata aveva una fiorente succursale a Mosca per preparare i quadri sovietici in joint-venture con l’istituto Plehanov, sezione economica del Kgb. Ma il meglio delle sue inclinazioni filorusse Prodi lo ha dato come presidente della Commissione europea. Nel 1999 si schierò apertamente con la Russia contro la Polonia che guidava il cosiddetto gruppo Visegrad insieme con cechi, slovacchi, ungheresi, ucraini e bielorussi. Poi insisté pesantemente affinché Estonia, Lituania e Lettonia, le repubbliche invase da Stalin quando era alleato di Adolf Hitler, accettassero come seconda lingua ufficiale il russo, cioè quella degli odiati occupanti. Quindi Prodi operò con la massima energia affinché Putin fosse accolto alla pari nel club politico europeo e nel prestigioso forum di Davos. Due anni dopo Prodi si schierava di nuovo con la Russia contro la Polonia perché Varsavia aveva stretto forti e sgraditi legami con gli Stati Uniti dove aveva anche acquistato aerei da caccia F-16. Nel 2003, al summit di Washington fra Unione Europea e Stati Uniti, Prodi disse: «Vogliamo aiutare la Russia a integrarsi completamene nella nostra comunità. Vogliamo favorire tutte le forme di cooperazione non soltanto in economia, ecologia ed energia, ma anche in difesa, sicurezza e per la tutela dei diritti democratici». E quindi lanciò il suo slogan più famoso: «Russia ed Europa sono inseparabili come caviale e vodka». Si capisce quindi che la questione se Romano Prodi abbia o non abbia avuto una specialissima e non del tutto nota relazione con l’Unione Sovietica degli anni più bui e poi con la Russia putiniana non è campata per aria, ma semmai sembra l’interfaccia del forte antiamericanismo di quest’uomo, sul quale Washington finge di glissare.
Ma Prodi ricorda con rabbia, me lo confidò personalmente, quando all’aeroporto di New York gli agenti della sicurezza americani gli fecero togliere le scarpe per passarle al metal detector incuranti del fatto che fossero le scarpe del presidente europeo.

Di Paolo Guzzanti, da Panorama.

Aggiornamento da Eleonora trovate le iniziative della comunità europea, contro prodoff per i suoi trascorsi di spia del KGB

26 Comments

  1. Aribandus

    Pazzesco.

    Bravo Bisqui, questo lo linko.

    Domani leggo con più calma quello sull’Iran.

    Ciao

  2. liberoconcetto

    Carissimo,

    ormai è risaputo che Prodi avesse rapporti con il KGB, in particolar maniera con quella seduta spiritica durante la quale uscì il nome gradoli.

    Ma cosa dire, è un quadro molto coerente e preoccupante.

    Abbiamo un filo kgb-urss.golpisti come presidente del consiglio, un ex membro della gladio rossa al quirinale, uno che il partito comunista lo vuole rifondare alla presidenza della camera.

    Immagina per un attiamo se avesse fatto una cosa simile il centtro destra…avrebbero urlato al golpe.

    Maledizione, questa è una deriva di sinistra palese e vergognosa.

    Bravo per il post.

  3. otimaster

    Fratello almeno noi non ci facciamo accecare dal carrozzone calcistico, continua così non lasciare che la gente si lasci distrarre da questioni di secondaria importanza.

    Buona domenica

  4. EugenioCazzidui

    FORTE ANTIAMERICANISMO DI PRODI

    E con questa spiro per sempre. Lascio in eredità a liberoconcetto la mia collezione di dischi noise.

    Ciao a tutti, è stato bello conoscervi.

  5. utente anonimo

    Le frequentazioni del KGB, è evidente, sono uno scandalo che solo in un paese di pazzi come il nostro può rimanere senza conseguenze. Ma è la solita vecchia storia.

    Per quanto riguarda i rapporti con la Russia moderna, beh è l’unica volta che mi sento d’accordo con qualcosa detto o fatto da Prodi, che evidentemente in un balzo di intelletto ha capito che la Russia è un aleato essenziale per la UE.

    Una nota a margine su “la lingua degli odiati occupanti”: quando c’era l’URSS, centinaia di migliaia di russi etnici sono stati costretti a trasferirsi nelle repubbliche baltiche per ordine del partito. Che loro scontino le colpe del PCUS, a cui magari non erano nemmeno iscritti, a causa del revanchismo miope di alcuni dei governi in questione è una cosa scandalosa, ed è giusto che non solo Mosca pensi a tutelare queste persone, anche se ha dovuto pensarci Prodi… :-/

    Hermes

  6. Led76

    Avevo letto questo articolo su panorama. In effetti è incredibile come a scriverci su sia un solo giornalista, già deputato di FI, perchè capo di quella commissione che tutti ignorano…

  7. mammamia

    Prodi é un mistero vivente.

    Un pasticcio umano indefinibile. Nulla di quanto dice Guzzanti mi stupisce. Mi stupiscono invece le persone che lo hanno votato, ma c’é qualcuno che ha veramente messo la crocetta sul suo nome?

    Comunque leggere queste cose fa bene, rinfresca la memoria..

    Ciao! 🙂

  8. EugenioCazzidui

    Beh, non ti stupire: c’è chi vota Berlusconi, chi vota Fini, chi vota la Rosa nel pugno (…), chi vota DS, chi vota la Mussolini, chi vota Vladimiro Guadagno, chi vota UDC, persino chi vota Mastella. L’unica spiegazione è che l’80% degli italiani sia costituito da minorati mentali.

  9. utente anonimo

    Sottoscrivo. Se voti Berluska non puoi considerarti migliore, visto che hai votato un indagato in 90 processi e condannato non ricordo in quanti…uno che nel ‘93 era sull’orlo della bancarotta ed entrando in politica ha triplicato il suo patrimonio (divenendo tra i più ricchi uomini del mondo) ma lasciando all’Italia l’eredità di un buco nelle finanze pubbliche che (come ha detto uno studioso) “non consentirà all’Italia di crescere per i prossimi 10 anni”.

    I.M.BlInD

  10. piergiuseppe

    Oggi il “Romano” Prodi ha commentato: “l’accordo c’è!”

    Ma se l’accordo “che”, deve necessariamente avere l’OK da “Guevara”.

    Saluto.

  11. liberoconcetto

    otimaster

    Ottima osservazione, non ci sono caduto nemmeno io, e non lo farò. I problemi sono ben altri…

  12. utente anonimo

    Nulla di nuovo sul fronte russo, la vi-

    cinanza del compagno Prodi ad ele-

    menti del Kgb è roba vecchia, tanto

    vecchia da essere quasi sepolta…

    magari proprio dallo scandalo(???)

    calciopoli.

    Ripeto, nulla di nuovo sul fronte russo.

    Meg

  13. utente anonimo

    Ecco a cosa serve lo scandalo calcistico… può essere? Ri-linko che questo di panorama me lo sono perso.

    Eleonora

  14. Bisqui

    Salve a tutti,

    si lo scandalo calcistico serve a stendere una cortina sulle iniziative a tutti i livelli in Italia ed Europa contro lo spione del KGB prodoff. A breve posterò anche i nomi dei suoi compagni di viaggio con tanto di compensi in rubli. Questi giuda non meritano il passaporto della repubblica

  15. utente anonimo

    Tieni duro Bisqui’.

    Pero’ tenete presente che la buona novella c’e’… hanno dovuto dare fondo a tutto l’armamentario sacrificando palesemente il corsera, la stessa magistratura ed ora con il calcio mostrano di aver esauriti gli assi. Ancora una bottarella e il carrozzone va in pezzi.

    Lo PseudoSauro

  16. liberoconcetto

    Ho fatto un post sulla stessa tematica, tra i commenti mi sono permesso di linkare il tuo post, a presto,

    Eugenio

  17. utente anonimo

    ma questo I.M.BlInD ha come fonte unica di notizie il Vernacoliere?

    Hermes

  18. Aribandus

  19. Edmund

    Caro Bisquì:

    Spero che non ti appresti a pubblicare l’elenco dei nomi di quei poveri sfigati finiti nel Dossier Mitrokhin……

    Prodi agente del Kgb.

    Non ci credo neanche se lo vedo.

    Questa “cosa” che tu stai facendo si chiama “demonizzazione dell’avversario” operazione tipica dei regimi comunisti.

    Rilassati, Prodi è (purtroppo) solo quello che sembra.

    Guzzanti è solo un nichilista affetto da un (inspegabile?) rancore.

    Patologia che condivide con i suoi figli.

    La sua credibilità è meno di zero.

    Come quella dei suoi figli ma almeno loro fanno i comici.

    Sul Dossier Mitrokhin se vuoi ne parliamo in privato, non mi va di fare nomi e cognomi in rete.

    Sai dove trovarmi.

  20. Bisqui

    Edmund,

    non è solo in Italia che c’è la certezza dei rapporti di prodoff con il kgb ma anche in europa. C’è un’iniziativa per metterlo sotto inchiesta per attività di spionaggio ai danni dell’europa. Quando si è in tante voci a dire la stessa cosa non è solo fumo.

  21. liberoconcetto

    La UE si muove per fare chiarezza sui rapporti Prodi-Kgb-urss-Russia e noi rimaniamo con le mani in mano? No grazie.

  22. Led76

    Io da garantista non dico che Prodi è colpevole. Non è nemmeno una questione di crederci o meno, bisogna indagare, processare. ma dove sono i processi? Dove le indagini? Dove sono i media che sguazzano sempre nel torbido? Dove sono i titoli di testa dei quotidiani che quando è indagato Berlusconi appaiono per giorni e settimane di fila?

  23. utente anonimo

    chissà perchè però solo da noi si ridicolizza il dossier mitrokhin mentre in altri paesi come il Regno Unito è considerato con ben altra dignità.

    Ma da loro non ci sono i comunisti al potere, certo… :-/

    Hermes

  24. liberoconcetto

    Hermes

    Ottima osservazione…

  25. utente anonimo

    spasiba bolshoi 😉

    Hermes

  26. utente anonimo

    non sono mai stato comunista, nemmeno nel mitico 68, ma fa specie che oggi i più feroci anticomunisti siano gli ex comunisti, come Liguori, Bondi, Ferrara, Guzzanti,Adornato, Cicchitto (socialista lombardiano) Mughini e molti altri…….. berlusconi, ligresti, trussardi, tutti imprenditori di “sinistra” cioè non democristiani, amici di bettino. non credo alle anime belle come voi, il mondo è un pò più complicato

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