Cluster, queste sconosciute sulla bocca di tutti

Attacco ad una formazione di carri con le cluster, in questo caso le submunizioni sono capaci di riconoscere i mezzi e si dirigono su di loro colpendoli dall'alto. Gli sbuffi di fumo grigio che vedete nel cielo sono il risultato della separazione delle bomblet (4 per grappolo) che si dirigono ognuna su un carro diverso. Leggermente più in basso noterete i paracaduti aperti. Più in basso ancora l'eplosioni e la posa delle submunizioni che non hanno identificato un bersaglio.

Attacco ad una formazione di carri con le cluster, in questo caso le submunizioni sono capaci di riconoscere i mezzi e si dirigono su di loro colpendoli dall’alto. Gli sbuffi di fumo grigio che vedete nel cielo sono il risultato della separazione delle bomblet (4 per grappolo) che si dirigono ognuna su un carro diverso. Leggermente più in basso noterete i paracaduti aperti. Più in basso ancora l’eplosioni e la posa delle submunizioni che non hanno identificato un bersaglio.

E’ dalla guerra del golfo che si sente parlare delle Cluster Bomb. L’impiego di queste armi tecnologiche in verità  è iniziato già  nella seconda guerra mondiale ad opera dei Tedeschi. Da allora Russi ed Americani hanno sviluppato la nuova tecnologia per armare i propri eserciti.

Gli USA impiegarono la nuova tecnologia in Vietnam ma con scarso successo (in seguito vedremo perchè) a causa del territorio prevalentemente ricoperto di vegetazione ad alto fusto.

I Russi fecero il loro debutto in Afganistan durante il periodo d’occupazione in seguito all’invasione del 1980, con un notevole successo (dal punto di vista militare) ma non sufficiente a fermare i Talebani. In compenso ancora oggi ci sono circa 1 milione di mine antiuomo seminate col sistema delle “Cluster”.

Ma cosa sono queste “cluster”? Anche se la denominazione sembra qualcosa di misteriosamente terribile, le “cluster” non sono nient’altro che un sistema che permette di ingaggiare più besagli su una vasta area o di bloccare, deviare le forze armate nemiche. Ci sono diversi tipi di “cluster” a seconda dell’impiego specifico, dalla posa di campi minati al contrasto in profondità  di colonne corazzate o motorizzate.
Come avviene e come si procede all’utilizzo delle cluster? Considerando che esse sono di piccolissime dimensioni si comprende benissimo che a differenza delle bombe convenzionali esse occupano pochissimo spazio, quindi nello spazio di una bomba si possono immagazzinare circa 200 (al massimo della capienza) ordigni. Nella realtà  vengono immagazzinati circa 75 ordigni controcarro e 15 antiuomo. Il contenitore delle “cluster” si chiama “dispenser”, esso è il veicolo utilizzato per lanciarle sul bersaglio. Il lancio avviene come una normalissima bomba, la differenza sta nel fatto che il dispenser, una volta sul bersaglio, si apre rilasciando le “cluster”. In un solo passaggio si può coprire un’area di di circa 200 m di larghezza x 600 di profondità .
In tempi più vicini le “cluster” furono usate in Bosnia dai Serbi ed in Kosovo dai bombardieri della NATO, compresi i nostri. L’impiego più recente è stato in Afganistan,, di nuovo, ed in Iraq.

Ma cosa hanno di particolare, queste armi, da sollevare l’indignazione dell’opinione pubblica mondiale (tranne quando i bombardieri Francesi, Inglesi, Olandesi, Belgi, Italiani ed Americani le hanno seminate in Kosovo) soprattutto contro gli americani?

Mi occuperò del programma americano perchè nonostante ben 65 paesi al mondo le abbiano in produzione (compresi noi) solo loro forniscono le informazioni necessarie ed accessibili a tutti per avere una conoscenza degli ordigni.

Perchè questo riserbo ipocrita?

Perchè da quando furono messe al bando le mine antiuomo, tutte le forze armate cercarono un modo per aggirare il problema e la soluzione furono le “cluster bomb”. Il motivo è semplice, a differenza delle mine che vanno interrate, ( la loro pericolosità  è proprio nella permanenza nel tempo pressochà© illimitata ed al camuffamento e quindi la difficoltà  di individuarle e disinnescarle, nonchè ai danni collaterali che colpiscono i civili sopratutti bambini) le “cluster” permettono la stesura di un campo minato in tempi brevissimi, aggirano l’ostacolo del camuffamento perchè restano in superficie ben visibili ed altri vantaggi che vedremo in seguito.

Il Progetto americano.

La famiglia delle mine ” a disperdere o a dispersione” crea una nuova dimensione alla guerra, fornendo al comandante una manovra veloce e flessibile di ritardare, deviare, paralizzare, canalizzante, o distruggere le forze nemiche sia nelle manovre offensive che difensive. Le mine seminate possono forzare il nemico nelle zone di soppressione, cambiare il loro verso dell’attacco, recuperare tempo per le manovre di schieramento, o intraprendere azioni evasive. Le mine possono essere “seminate” con :

  • I sistemi GATOR (USAF trasportato)
  • il VULCANO (terra o aria ), ADAM/RAAM (artiglieria)
  • MOPMS (sistema modulare

I sistemi di semina delle mine permettono di minare un’area anche in ambienti estremamente ostili, territorio contaminato, o in altre zone dove altrimenti non sarebbe possibile ai minatori il lavoro di posa convenzionale.

Questi sistemi sono destinati per essere trasportati a distanza o per essere erogati da un velivolo, dall’artiglieria, o dall’erogatore a terra. I campi minati sono posti senza un modello libero. Tutti i campi minati con la tecnica “FASCAM” hanno un ciclo di vita attivo e di autodistruzione il cui tempo (deviazione standard) è predeterminato prima della posa o semina. La durata della vita attiva varia 4 ore – 15 giorni a seconda il sistema. Il motivo è semplicissimo, un campo minato potrebbe essere attraversato dalle truppe amiche ( quindi bisogna calcolare il tempo di avanzamento o dispiegamento) o diventare una trappola mortale se lo si ritrova alle spalle durante una controffensiva nemica.

Quindi come vedete un campo minato “seminato” con l’ausilio di Aeromobili, elicotteri, artiglieria (quindi anche missili), ha un tempo di persistenza sul terreno limitato ad un massimo di 15 giorni. Il funzionamento stesso delle cluster fa in modo tale che passato il tempo predeterminato il congegno di accensione (elettronico) non potrà  funzionare perchè disabilitato. Lo scopo è ottenuto dalla scarica della batteria che alimenta il congegno. Abbiamo parlato di campo minato che nell’immaginario popolare equivale a dire uno sterminio di soldati o di civili. Nella realtà  i campi minati sono per lo più utilizzati contro i mezzi di trasporto o quelli corazzati e la loro densità  varia da 1 mina per 5-10 m quadrati

Altro conto sono le “bomblets”. Esse sono usate esclusivamente contro piste d’aviazione o autostrade. Lo scopo è distruggere l’asfalto o il cemento (circa 40 cm di piattaforma) per rendere inutilizzabile il mezzo di comunicazione o l’aeroporto. Per limitare la dispersione o l’atterraggio in posizioni tali da rendere inefficaci gli ordigni, si usano sistemi aerodinamici per un migliore controllo nella stesura. Alette o piccoli paracadute sono i sistemi maggiormente utilizzati. Abbiamo parlato di visibilità , le “cluster” sono dipinte di giallo, hanno un bel paracadutino bianco attaccato e sono cilindretti di 20 cm di lunghezza con un diametro di 6. Perchè visibili? Perchè anche dopo una bonifica del territorio alcune cluster potrebbero essere sfuggite o perchè trasportate dal vento o per altri motivi e quindi in questo modo si evitano le perdite amiche. Da qui si deduce che l’utilizzo di questi ordigni è tipicamente tattico, l’interdizione ai territori non è permanente come nel caso dei campi minati tradizionali ma limitato nel tempo. Per le caratteristiche di cui sopra è facilmente comprensibile che l’impiego di questi ordigni su territori boschivi, fortemente scoscesi o centri abitati è perfettamente inutile e non avrebbe nessun senso..

Su questo blog potrete trovare dati sulle mine seminate, dagli eserciti riforniti dai Russi e dai Cinesi, in tutta l’Africa e nell’Afganistan. Soprattutto in questo stato, la paura d’incontrarsi con una di quelle mine ha fatto si che la “siluette” del pappagallo verde (tale è il soprannome) comparisse negli adorni dei vestiti e dei tappeti. Dopo 20 anni di guerriglia, guerre ed invasioni, ci sono ancora milioni di mine Russe, Cinesi e Coreane che mietono vittime, soprattutto tra donne e bambini, in larghe zone del pianeta.

Un pò di chiarezza sulle sigle :

CBU sta per Cluster bomb unit e sarebbe il veicolo che trasporta le sottomunizioni

BLU sono le “bomblet” che trovano alloggio dentro le “cluster”

Le cluster bomb sono categorizzate come “non intelligenti” anche se le bomblet distinguono gli umani dai mezzi corazzati, dirigendosi contro di essi per distruggerli. Quindi accusare genericamente qualcuno di aver usato le “cluster” senza sapere in quale teatro e su quali bersagli è assolutamente pretestuoso. Faccio un caso per spiegarmi meglio. Nel caso che dei mezzi corazzati o non si trovino nelle vicinanze di un centro abitato, un attacco con le “cluster” non è pericoloso per i civili perchè gli ordigni esplodono solo in presenza di un carroarmato o un mezzo di trasporto militare. Anche se dovessero fallire, la costruzione intrinseca del sistema d’innesco le renderebbe inoffensive nel giro di 15 giorni massimo.

Un pò di foto

Cluster bomb - Dispenser

Cluster bomb – Dispenser

 

Submunizioni AMAT/AT

Submunizioni AMAT/AT

 

Submunizioni APERS/AMAT

Submunizioni APERS/AMAT

 

Particolare Submunizione

Particolare Submunizione

 

Dimensione relativa di una submunizione

Dimensione relativa di una submunizione

 

Submunizione esplosa

Submunizione esplosa

Trovate maggiori informazioni qui , qui

 

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