Clash delle civiltà . Chi ha ucciso Daniel Pearl

Daniel Pearl
Daniel Pearl

Americano e Ebreo. Spia in quanto giornalista. Daniel Pearl, l´inviato del “Wall Street Journal”, era il perfetto simbolo del nemico da uccidere. «Chiediamo la fine delle atrocità contro i musulmani in tutto il mondo» è stata la giustificazione data dai suoi assassini in nome di Allah.

In nome di Allah. Per intuire che simili atti non sono un corpo estraneo rispetto all´universo musulmano basta leggere il testo qui sotto riportato. È apparso sulla stampa libanese l’11 gennaio 2002. L´ha pubblicato, in Occidente, “Asia News”, del Pontificio istituto delle missioni estere,ed è il comunicato conclusivo di un “Congresso degli ulema musulmani” che ha riunito a Beirut oltre duecento dottori della legge coranica.

Gli ulema venivano da trentacinque paesi. Erano di varie tendenze, sunniti e sciiti, professori dell´università islamica al-Azhar del Cairo e mufti dell´emigrazione. Il tema: Israele e la Palestina. Incluso un giudizio – sollecitato in particolare dal segretario generale dell´Hezbollah, Hassan Nasrallah – sulla legittimità religiosa del suicidio terrorista.

Leggere per credere: annientamento di Israele, esaltazione del “martirio” assassino, guerra santa. Da nessun governo musulmano cosiddetto moderato, da nessuna alta autorità religiosa è venuta una dissociazione da un simile pronunciamento, che afferma di «dire la parola della verità a nome di tutti popoli, riti e paesi della nazione islamica».

Ecco un documento da non dimenticare, sottoscritto da duecento dottori del Corano, tradotto dall´arabo da Camille Eid:

CONGRESSO DEGLI ULEMA MUSULMANI. COMUNICATO FINALE

Di fronte alla tragedia cui è sottoposto il popolo palestinese all´ombra dell´aggressione terroristica sionista, appoggiata dalla complicità internazionale e da un incomprensibile silenzio arabo e islamico, gli ulema musulmani affermano i seguenti punti fermi, a partire dalle loro responsabilità religiose, dal loro incarico sharaitico [da shari´a, la legge coranica, ndt] e dal dovere morale e umano di appoggiare e proteggere il popolo palestinese e di pronunciare la parola della verità a nome di tutti popoli, riti e paesi della nazione islamica:

– Tutta la Palestina, dal fiume al mare e dall´estremo nord all´estremo sud, con tutte le città e i villaggi e con la sua capitale Gerusalemme, è terra arabo-islamica. È patria di tutti i suoi figli palestinesi, siano essi residenti sotto l´occupazione o costretti a vivere da profughi. Essa [la Palestina] deve tornare a loro e loro a essa, senza alcun impedimento o condizione.

– Gerusalemme, entro i suoi noti confini storici, è città arabo-islamica unica e indivisibile. Spetta a tutti i musulmani il dovere di liberarla, proteggerla e difenderla dalla giudaizzazione e dall´alterazione dei suoi aspetti.

– L´odierna presenza israeliana sulla terra palestinese è una presenza illegale e illegittima in tutte le sue forme e deriva dall´invasione, spoliazione e occupazione, con l´espulsione e dispersione dei suoi abitanti. Tale presenza si mantiene grazie alla colonizzazione e alla giudaizzazione, prosegue grazie all´aggressione, al terrorismo e agli eccidi e sarà sempre considerata dai musulmani e nei loro pensieri come estranea, aggressiva e bellica, che viola la terra, i diritti e i luoghi santi nonostante il passare del tempo. I negoziati, gli accordi e i patti con essa stipulati sono da considerare nulli, in quanto non si fondano sulla legge o il diritto.

– La resistenza del popolo palestinese contro l´occupazione e l´aggressione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo, che l´islam esige come dovere ed è confermato dalle rivelazioni monoteistiche, dalle leggi naturali e dai valori umani.

– Le azioni di martirio operate dai mujaheddin contro il nemico sionista sono legittime e trovano fondamento nel libro di Dio e la sunna del suo profeta e rappresentano il martirio più sublime. Il martirio con la spinta dell´ideale e della fede è infatti compiuto dal mujahed con totale coscienza e libera decisione e rappresenta un´arma strategica tra le più importanti della resistenza, alla quale ha permesso di battere il nemico sul piano morale per imporre una nuova equazione rispetto allo svantaggioso equilibrio materiale.

– Chiediamo alla comunità internazionale di mettere fine all´aggressione israeliana invece di sollecitare il popolo palestinese aggredito a rinunciare alla sua arma, l´arma del sacrificio della vita in difesa della propria esistenza. Affermiamo il diritto del popolo palestinese di procurarsi con ogni mezzo armi e munizioni in questa sua battaglia per l´autodifesa.

– Rigettiamo categoricamente gli elenchi sui gruppi terroristici presentati dagli americani, che colpevolizzano iniquamente le forze della nobile resistenza in Libano e Palestina e tutti i paesi, associazioni, istituzioni e personalità che le appoggiano e le sostengono. Se i protettori e padroni dell´entità sionista nell´amministrazione americana puntano contro la resistenza in quanto unica vera e reale minaccia a quell´entità, noi proclamiamo che quella resistenza rappresenta il fenomeno più sacro della nostra storia contemporanea e l´espressione viva della volontà della nazione per la difesa dei propri diritti, cause e luoghi sacri contro l´entità sionista. Rappresenta, inoltre, con il suo jihad e mujaheddin, l´onore e la dignità dei musulmani in ogni luogo ed esprime le aspirazioni umane di tutti gli oppressi nel mondo.

– L´Hezbollah in Libano, i due movimenti di Hamas e Jihad islamica in Palestina, e le altre forze di resistenza sono l´espressione viva della volontà della nazione e la prima linea di difesa dei diritti, cause e luoghi sacri dei popoli e paesi. Essi rappresentano con il loro jihad e mujaheddin l´onore e la dignità dei musulmani in ogni luogo ed esprimono le aspirazioni umane di tutti i sopraffatti nel mondo. Se i protettori e padroni dell´entità sionista nell´amministrazione americana hanno nel mirino la resistenza perché è l´unica vera e reale minaccia a quell´entità, noi asseriamo che quella resistenza rappresenta il fenomeno più nobile della nostra storia contemporanea.

– Gli ulema invitano il vertice della Lega araba che si terrà in Libano [alla fine di marzo, ndt] a schierarsi con forza contro l´aggressione israeliana al popolo palestinese e a fornire protezione e sostegno all´Intifada e alla resistenza, essendo ciò una responsabilità sia religiosa sia civile davanti a Dio e ai popoli.

– I partecipanti esprimono la loro stima per il contenuto e il discorso del principe ereditario saudita Abdallah bin Abdul-Aziz al vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo e apprezzano le posizioni delle Repubblica araba siriana e della Repubblica islamica in Iran nel sostenere il popolo palestinese e la sua resistenza, considerandole il nucleo di una comune posizione islamica. I partecipanti apprezzano inoltre il ruolo speciale dello Stato e del popolo del Libano nell´opporsi all´occupazione israeliana, nel custodire la resistenza e nell´appoggiare l´Intifada, e ringraziano il governo libanese per aver ospitato questo congresso a Beirut e fornito le necessarie facilitazioni per garantire il suo successo.

di Sandro Magister

Naturalmente nel mondo musulmano vi sono tendenze irriducibili a quelle espresse dal documento. Sull´altro Islam trovi in questo sito le seguenti pagine:

L´altro Islam. I Sacharov della Mezzaluna

L´Aga Khan: La mia Assisi è in Afghanistan

L´Aga Khan? Abita fuori Kabul. Rapporto sugli ismailiti nel mondo

Non tutti i musulmani sono eguali. Reportage sui senegalesi in Italia