Categoria: fratelli musulmani

Espellere i clandestiti non può che far del bene alla nazione

islamska hastenOslo Local News reports violent crime has decreased by 31 per cent after a record number of immigrants were deported by Norwegian authorities. The National Police Immigration Service of Norway, Politiets Utlendingsenhet (PU), deported a record 824 people in October. The previous record was set in the previous month when 763 people were deported.

PU believes the reason for the decrease in crime is more resources and more staff. It has also become easier for Norwegian authorities to deport people back to Afghanistan, Iran, Iraq and Nigeria.

Kristin Kvigne, head of PU, said, “This month helps us reach our anticipated figure for this year.”

The centre-right government of Iron Erna has predicted that 7,100 people will be deported in 2014. At the end of October, PU had so far deported 5,876 immigrants. A percentage of those deported in 2014 were asylum seekers who had their applications for continued asylum rejected. They were then deported along with their families.

The majority of deportees, however, had committed crimes or had returned illegally to Norway after already having been deported.

Quando il male si mette in posa

blogdiattualita_4bfbb78d7c225ccd5a2574fce113f432Dall’Isis, il Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi, giungono di continuo racconti e filmati di violenze estreme, inaudite: persone crocifisse, sepolte vive, mutilate, sequestrate e vendute, decapitate a coltellate, torturate a morte, costrette a scavare la propria fossa prima di essere uccise. Una brutalità selvaggia, esibita, compiaciuta ne è diventata il tratto distintivo. Come spiegare tanto spietato e sanguinario accanimento?

«In quel mondo comanda chi uccide», è stato il commento dello studioso statunitense Edward Luttwak durante un’intervista rilasciata a un giornalista italiano. Le atrocità dell’Isis, ha ragione Luttwa, in effetti ci ricordano che esiste un mondo in cui il potere si detiene uccidendo, torturando, abusando di chiunque, anche solo per capriccio; in cui i leader si impongono mostrandosi crudeli e feroci, capaci di seviziare e uccidere, con le loro stesse mani, e di trarne piacere; in cui è convinzione generale che non usa la forza solo chi è impotente e che la grandezza effettiva del potere si dimostra esercitandolo arbitrariamente e con sfrenata violenza. Le vittime sono prima e soprattutto gli avversari, tali per diversità di stirpe, etnia, religione, ma nessuno può e deve sentirsi al sicuro. Tutto sembra dimostrare il vantaggio di schierarsi dalla parte del male, in quel mondo.

savekesab3A renderlo possibile sono valori e istituzioni antichi, di cui i jihadisti, e non loro soltanto, approfittano per costruire la loro civiltà di morte: valori e istituzioni propri di società arcaiche, composte da linee di discendenza invalicabili che confluiscono in lignaggi, clan, tribù i quali, procedendo da una appartenenza carnale, insostituibile, formano comunità impermeabili, che si consolidano educando all’esclusione degli estranei, alla diffidenza e all’ostilità nei loro confronti. Bisogna essere fedeli a oltranza, se si vuole vivere. Sterminare un’altra comunità è sempre ammesso e può diventare necessario, eroico, se è fatto nell’interesse della propria discendenza. Allora i termini “genocidio”e “pulizia etnica” perdono ogni valenza negativa.

Di “quel mondo” il Califfato non è che un esempio tra tanti. Quasi impallidisce la figura di al-Baghdadi al confronto con tanti leader prima di lui. Idi Amin Dada in Uganda, Ahmed Sekou Touré in Guinea Conakry, Jean-Bédel Bokassa nella Repubblica Centrafricana: sono alcuni dei tiranni che hanno fatto dell’uso ostentato e illimitato della forza uno strumento di potere spinto fino a rasentare la follia. Con il loro comportamento hanno reso persino credibile l’accusa, che è stata rivolta a tutti e tre, di praticare il cannibalismo: a tal punto si pensava che potesse arrivare la loro efferatezza. Può apparire, ed essere, anche espressione di deliri di onnipotenza e di perversioni incontrollate, ma la violenza terrificante, come quella esercitata oggi dall’Isis, è prima di tutto una lucida e calcolata arma per indebolire la determinazione a combattere degli avversari e per sottomettere le popolazioni che vivono nei territori controllati, forzarle al consenso e alla complicità.

2011_10_19_13_27_37I ribelli del Ruf, protagonisti della guerra civile che ha insanguinato la Sierra Leone tra il 1991 e il 2002, sono uno degli esempi più atroci di crudeltà sistematica impiegata con queste intenzioni. Almeno 30.000 sierraleonesi, mutilati, portano impresso sul corpo il loro segno permanente. Il Ruf, a dimostrazione esemplare della propria potenza, amputava infatti mani, piedi, braccia, gambe. Per abituare i bambini soldato a farlo, ricorreva a una sorta di “gioco” in cui la vittima era costretta a scegliere uno dei biglietti raccolti in un berretto o in un cesto, su ognuno dei quali era stato scritto o disegnato il nome di una parte del corpo umano. Quella estratta veniva amputata. Inoltre il Ruf marchiava a fuoco il proprio acronimo sul viso dei bambini, imitato in questo da un altro gruppo armato, il Consiglio rivoluzionario delle forze armate. Marchiatura e mutilazione rientravano in una strategia di “visibilità”: si può immaginare quanto efficace.

In Uganda, dal 1987 al 2005, il movimento antigovernativo l’Lra, Lord Resistance Army, mentre usava migliaia di bambini rapiti come combattenti, portatori, scudi umani e schiavi sessuali, annichiliva la popolazione mantenendola in uno stato costante di paura. Anche l’Lra aveva scelto come mezzo esemplare di punizione, per chi disobbediva e rifiutava di collaborare, la mutilazione di parti del corpo. Nel periodo in cui aveva proibito l’uso della bicicletta nel territorio sotto il suo controllo, a chi trasgrediva venivano amputi piedi e gambe. A chi era sospettato di aver collaborato con le autorità governative riferendo notizie sulle attività e i movimenti dei ribelli, tagliava labbra o orecchie.

MinoriSoldato01In Liberia, durante la prima guerra civile (1989-1995), si è verificato uno degli esempi più agghiaccianti di ostentazione di ferocia. Nel settembre del 1990 il presidente Samuel Doe fu catturato nella capitale Monrovia da Prince Johnson, capo di una delle milizie antigovernative. Johnson ordinò che fosse torturato a morte e volle che il supplizio, durato diverse ore, venisse registrato su nastro: ancora non esisteva Youtube. Il video fu poi riprodotto e fatto circolare: mostra, tra l’altro, lo stesso Johnson intento a bere birra mentre i suoi uomini tagliano un orecchio a Doe ancora vivo.

L’Isis dispone di ben altri mezzi oggi per far sapere al mondo quanto male è disposto infliggere. Immagini e video raccapriccianti invadono il web, riprodotti all’infinito. Trova peraltro conferma quanto l’impiego della violenza estrema, oltre a servire da deterrente, possa costituire un fattore di attrazione. Da quando è alla guida del jihad iracheno, al-Baghdadi ha infatti reclutato almeno 12.000 combattenti, 3.000 dei quali occidentali.

Mattatoio islamico : come i media nascondono la verità

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mannaia, coltellaccio e recita delle sure del corano : l’immigrato musulmano perfetto

Il vocabolario inglese sarà presto senza parole, se tutti cominciano a parlare come i media mainstream. In connessione con l’uccisione di Woolwich, i media parlavano di “centri religiosi”, non “moschee”, termine ormai “obsoleto”. Altri, termini in disuso arcaici sono “Islam” e “musulmano”: ci limitiamo a dire “uomo”, “donna” e come dati utili aggiungiamo la loro età.

Una notizia flash su BBC Radio 5 Live informava che, in fondo, un uomo era stato ucciso a Woolwich da due uomini, e c’erano un altro uomo e una donna, entrambi 29enni, coinvolti. Certo è che l’età magica, 29, che fa la differenza.  Come, qulacuno, ascoltando quella notizia flash potrebbe essere illuminato sulla natura dell’atto da questo tipo di vaga “informazione” ?

Il giornalista di un Tg, in un disperato tentativo di discolpare l’Islam, ha detto che ci sono stati più musulmani che non musulmani uccisi da attacchi musulmani.

Che cosa vuol dire? Le prime vittime dell’islam sono gli stessi musulmani, sembra abbastanza ovvio per me. Il modo più semplice per rendersi conto è quello di guardare ai paesi a maggioranza musulmana del mondo e vedere in che stato pietoso sono. Ma questo non esonera la dottrina dell’Islam e la sua natura violenta.

I commenti dei media sembrano attribuire molta importanza a scoprire se questo era un attacco venuto da un “lupo solitario” o ha avuto una organizzazione alle spalle, la tesi è, secondo loro,  che lupi solitari dovrebbero suscitare meno preoccupazione, provocando solo un incidente una tantum.

Se questo è il presupposto, è tutt’altro che corretto. Se non abbiamo avuto un altro 7/7 a Londra e in generale nel Regno Unito, è perché una grande quantità di denaro e di risorse dal governo inglese a corto di soldi sono state assegnate alla polizia e ai servizi segreti nel compito di tenere d’occhio la “comunità musulmana”.

Quando un attacco è pianificato, è più facile per i servizi di sicurezza scoprire il piano e impedirne l’esecuzione. L’omicidio di ieri, in superficie, sembra stato fatto senza molta pianificazione e organizzazione: queste uccisioni saranno quindi impossibili da prevenire, come ha detto la polizia.

Pertanto, un altro musulmano “lupo solitario” che ha osservato il successo di questo omicidio e l’impossibilità di contrastarlo, può essere incoraggiato a ripetere l’impresa. E ‘probabile che vedremo molti di più di questi attacchi, in quanto le trame da parte di gruppi organizzati sono più vulnerabili alle azioni preventive da parte dei servizi di sicurezza.

Questa è anche la previsione del radicale islamico Anjem Choudary, che ha guidato il gruppo dall’inquietante suono Islam4UK (Islam per il Regno Unito). Nelle sue stesse parole “lavorare per l’istituzione della Sharia, che deve dominare tutti gli altri stili di vita” Il gruppo è ora vietato, ma non su YouTube.

Choudary profetizzò: “Siamo una comunità molto politicizzata, alcune persone sono arrabbiate per le misure draconiane come e le restrizioni alla libertà di parola contro i predicatori islamici. C’è la possibilità che più di un lupo solitario attacchi ancora, e che questo accada a causa di queste misure draconiane..».

Un commentatore tv ha detto che il killer in un video parla in  inglese e ha un accento di Londra, ma si sente ancora più vicino a luoghi come l’Afghanistan e l’Iraq, che ha probabilmente mai nemmeno visitato.

Non dovrebbe suonare un campanello d’allarme? Non dovrebbe essere chiaro  che il luogo di nascita l’accento acquisito sono irrilevanti in questo contesto, per capire con chi abbiamo a che fare? Naturalmente si sente fedele ai suoi “fratelli” dei paesi musulmani. 

Lo stato-nazione è un’invenzione europea che seguì la Pace di Westfalia nel 1648. Per l’Islam la nazione è la Ummah, tutti i musulmani del mondo. L’uomo non si sente inglese, si sente musulmano – e molti altri musulmani che vivono nel Regno Unito sentono la stessa fedeltà alla “Nazione dell’Islam”.

Le esternazioni patetiche sulle ricerche dei “motivi” dietro l’omicidio sono ridicole. Non c’è niente da cercare: il jihadista nel video mostrato dalle stazioni televisive di tutto il mondo lo rende molto chiaro.

Nella versione più completa del video pubblicato da Jihad Watch , all’inizio egli cita Surat at-Tawba, la nona sura (capitolo) del Corano, che contiene esortazioni ad uccidere gli infedeli. Egli dice:

L’unica ragione per cui abbiamo ucciso quest’uomo oggi è perché i musulmani stanno morendo tutti i giorni per colpa dei soldati inglesi. E questo soldato britannico è uno. Si tratta di un occhio per occhio e dente per dente. Per Allah, noi giuriamo l’Onnipotente Allah, noi non smetteremo mai di lottare fino a che non ci lascia soli. Siamo costretti dal Corano, nella Sura Al-Tawba, a lottare contro di voi.

Ha anche detto che voleva “iniziare una guerra a Londra stasera”.

Poteva essere più chiaro?

L’unico problema è che questa è proprio la parte che i media mainstream hanno tagliato fuori: non è tanto una ricerca di motivi che è necessaria, ma coprire quelli reali.

Sembra quasi che i jihadisti, stanchi delle bugie dei media, volevano che il pubblico conoscesse il motivo per cui hanno commesso questo atroce decapitazione, in questo giorno e in un modo tipicamente islamico di uccidere. I media hanno vinto ancora, privandoli (e soprattutto noi) del beneficio di raccontare (e udire) la verità.

Un’altra cosa che può far ridere o piangere, a seconda del temperamento, è la raccomandazione di non indossare l’uniforme in pubblico data dai comandanti militari alle truppe, che ha portato i soldati al comportamento opposto di pubblicare immagini di se stessi in uniforme sui social media .

E dopo? Consiglieranno ai preti cristiani di non indossare tonache e collarini? Ah, aspetta,  è già avvenuto, dopo una serie di attacchi musulmani contro dei preti a East London qualche anno fa.

Abbiamo fatto così tante concessioni all’Islam che una più o una meno non fa molta differenza. Che cosa è un uniforme?

Questo tipo di comportamento è simile a cercare di curare la polmonite con l’acqua fresca. Il vero trattamento sarebbe un po ‘più radicale (da “radix”, la parola latina per “radice”), andando alla radice del problema, affrontando la malattia piuttosto che il sintomo: se non ci fossero i musulmani in Gran Bretagna e in Europa, non sarebbe difficile evitare eventuali attacchi terroristici.

di Enza Ferreri,  autrice e giornalista italiana che abita a Londra . E ‘stata corrispondente da Londra per diverse riviste e giornali italiani, tra cui Panorama, L’Espresso e La Repubblica.

FONTE: Jihad Watch

Non è molto diverso il trattamento della stampa europea sui fatti di Stoccolma: si parla di “giovani”, ormai “parola maschera” per non usare il termine immigrati. Se non ci fossero le foto, non sapremmo neanche che i due assassini di Londra sono diversamente bianchi.

pulizia etnica tramite immigrazione

Immigrants? We sent out search parties to get them to come… and made it hard for Britons to get work, says Mandelson

  • Former minister admits Labour deliberately engineered mass immigration
  • Between 1997 and 2010 net migration to Britain totalled 2.2million
  • La traduzione è di seguto all’articolo
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‘We were sending out search parties for people’: Former Labour Cabinet Minister Peter Mandelson has admitted that his party actively encouraged immigration to the UK while in government

Labour sent out ‘search parties’ for immigrants to get them to come to the UK, Lord Mandelson has admitted. In a stunning confirmation that the Blair and Brown governments deliberately engineered mass immigration, the former Cabinet Minister and spin doctor said New Labour sought out foreign workers. He also conceded that the influx of arrivals meant the party’s traditional supporters are now unable to find work. By contrast, Labour leader Ed Miliband has said his party got it wrong on immigration but has refused to admit it was too high under Labour. Between 1997 and 2010, net migration to Britain totalled more than 2.2million, more than twice the population of Birmingham. The annual net figure quadrupled under Labour from 48,000 people in 1997 to 198,000 by 2009. Lord Mandelson’s remarks come three years after Labour officials denied claims by former adviser Andrew Neather that they deliberately encouraged immigration in order to change the make-up of Britain. Mr Neather said the policy was designed to ‘rub the Right’s nose in diversity’. He said there was ‘a driving political purpose: that mass immigration was the way that the Government was going to make the UK truly multicultural’. Senior Labour figures have been reluctant to concede they deliberately engineered the influx of migrants who have transformed communities over the past decade. But, at a rally for the Blairite think-tank Progress, Lord Mandelson said: ‘In 2004 when as a Labour government, we were not only welcoming people to come into this country to work, we were sending out search parties for people and encouraging them, in some cases, to take up work in this country.’ He said: ‘The problem has grown during the period of economic stagnation over the last five, six years.’ More… ‘Ed Miliband is average’ says Labour’s £12m donor – as he announces he will not give to party again A fifth of murder and rape suspects born abroad, shock survey finds Shock as 84 schools have NO white British pupils at all… double the number of five years ago When Labour encouraged new arrivals ‘we were almost … a full employment economy’ but, he admitted: ‘The situation is different obviously now. ‘We have to just realise… entry to the labour market of many people of non-British origin is hard for people who are finding it very difficult to find jobs, who find it hard to keep jobs. ‘For these people immigration tends to loom large in their lives and in their worlds, now that is an inescapable fact, and we have to understand it, address it, engage with people in discussion about it.’ Former prime minister Tony Blair Former prime minister Gordon Brown seen leaving the Leveson inquiry in London Mr Mandelson’s admission that New Labour sought out foreign workers is a stunning confirmation that governments led by Tony Blair, left, and Gordon Brown, right, deliberately engineered mass immigration His words are far franker than Mr Miliband’s. Asked earlier this month whether ‘too many people were allowed to come’, he replied: ‘I wouldn’t put it that way, no.’ MANDELSON NOW… AND THEN ‘I think we have to realise that the entry of migrants to the labour market is hard for people who are finding it very difficult to get jobs, or to keep jobs’ Lord Mandelson yesterday ‘Migrants are filling gaps in our labour market that Britons are not available to fill or unwilling to fill. There has not been an adverse effect on employment of British nationals’ Mandelson in March 2009 Tory chairman Grant Shapps said: ‘Peter Mandelson’s candid admission that Labour were purposefully letting immigration spiral out of control when in government is yet another damning indictment on their record on immigration.’ Sir Andrew Green of Migration Watch said: ‘This is an astonishing admission from the highest level that Labour’s mass immigration policy was entirely deliberate. ‘It will be a very long time before their own working class supporters forgive them for the enormous changes that have been imposed on their communities.’ Gordon Brown yesterday accused the Tories of emulating Enoch Powell by using immigration to head off the growing electoral threat from UKIP. Mr Powell’s 1968 ‘rivers of blood’ speech ignited huge controversy in the debate on immigration. Former prime minister Mr Brown – who once called for ‘British jobs for British workers’ – told a pro-union rally in Glasgow: ‘A party that was anti-Powellite on immigration is now becoming very close to being Powellite on that issue.’

Italiano . Ecco il progetto globale della sinistra mondiale

Laburista choc: “E’ vero, abbiamo progettato il rovesciamento etnico della Gb”
 

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Immigrate musulmane avvolte nelle bandiere della sinistra italiana


In una conferma che ì governi Blair e Brown hanno deliberatamente progettato il rovesciamento dell’identità etnica britannica attraverso l’immigrazione di massa, l’ex ministro e spin doctor Lord Mandelson ha ammesso che il New labour ha fatto in modo che più lavoratori stranieri del necessario entrassero nel Regno Unito….
Ha anche ammesso che il flusso dei nuovi arrivati significa che i sostenitori tradizionali del partito non sono ora in grado di trovare lavoro. Capito elettori del Pd?
Le osservazioni di Lord Mandelson arrivano a tre anni dalla smentita laburista alle accuse di un ex consigliere, Andrew Neather, che li accusava di avere deliberatamente incoraggiato l’immigrazione al fine di modificare la composizione etnica della Gran Bretagna.
Mr Neather disse che la politica era progettata per ‘eliminare politicamente la destra attraverso una massiccia infusione di diversità etnica’.
Ha detto che c’era ‘un obiettivo politico guida: che l’immigrazione di massa era il modo in cui il governo aveva intenzione di fare del Regno Unito un paese multiculturale’.
Lord Mandelson ha dichiarato: ‘Nel 2004, come governo laburista, non solo eravamo accoglienti con gli immigrati, ma abbiamo mandato organizazzioni alla ricerca di immigrati nei loro paesi, per incoraggiarli a venire’.
‘Ci rendiamo conto solo ora che … l’ingresso nel mercato del lavoro di molte persone di origine non britannica rende difficile ai britannici trovare posti di lavoro.’
Sir Andrew Green di Migration Watch ha detto: ‘Questa è un’ammissione sorprendente dal livello più alto che la politica di immigrazione di massa del Labour era del tutto intenzionale.’
‘Ci vorrà molto tempo prima che i loro stessi sostenitori della classe operaia li perdonino per gli enormi cambiamenti che sono stati imposti alle loro comunità.’

Ecco perchè la sinistra italiana ha tanto a cuore dare la cittadinanza agli immigrati : battere la destra alle elezioni e cambiare la base etnica/religiosa della nazione

il radioso futuro del medioriente

Yasir al Ajlawni
Yasir al Ajlawni intervistato da una TV occidentale

E’ lecito per gli oppositori del regime di Bashar al-Assad, (cioè per gli alleati dell’Occidente ai quali anche l’Italia vorrebbe fornire armi), stuprare “qualunque donna siriana non sunnita”.
E’ quanto stabilisce la fatwa di uno sheikh salafita di origine giordana, Yasir al-Ajlawni, residente da 17 anni a Damasco.
Nel suo editto religioso, pronunciato in un video pubblicato su YouTube, il tizio sostiene che in base ai precetti dell’Islam, è lecito “catturare e avere rapporti sessuali” in particolare con donne della setta alawita (la stessa di Assad) o cristiane, ma in generale con qualsiasi donna non sunnita.
Per dare forza al suo pronunciamento, il religioso integralista definisce le donne che autorizza a stuprare come “melk al-yamin”, espressione con la quale il Corano indica genericamente le schiave di fede non musulmana.
Lo sheikh al-Ajlawni non è il primo a emettere una fatwa che prende di mira le donne siriane.
Nel 2012, il predicatore saudita Muhammad al-Arifi aveva invitato i “jihadisti” a “contrarre un matrimonio a tempo” con le prigioniere siriane, “in modo da poter giacere con loro a turno”.
Una vera e propria istigazione allo stupro di branco.
Non è la prima volta che i nostri amici della Coalizione che combatte il regime di Damasco legittimano stupri, discriminazioni religiose e schiavitù.
In precedenza, l’egiziano Ishaq Huwaini invitava a condurre le “prigioniere di guerra” presso un “mercato degli schiavi, dove si vendono le concubine”, definite anche come “ciò che la vostra mano destra possiede”.
Per il religioso, basta l’atto dell’acquisto perché, per l’uomo, un rapporto sessuale non sia peccato, “anche senza un contratto, un guardiano o qualsiasi altra formalità, come e’ ampiamente condiviso tra gli ulema”. “In altre parole – ha aggiunto Huwaini, per non lasciare dubbi – quando voglio una schiava sessuale, vado al mercato, scelgo quella che mi piace e me la compro”.
Perché non invitare al- Ajlawani e Huwaini a Bruxelles la  prossima volta che l’Unione Europea discuterà di abrogare l’embargo sulle armi ai ribelli siriani o alle Nazioni Unite  in occasione del prossimo appello a Bashar Assad a lasciare la guida del Paese. Invitare in Occidente simili figure di spicco, le cui fatwe non risulta siano state rigettate dai leader degli oppositori siriani, consentirebbe di farci un’idea più concreta sul “nuovo che avanza” in Siria e che avanza anche e soprattutto con l’aiuto dell’Occidente.

Naturalmente la fatwa ha avuto immediatamente eco in europa : Sweden: Muslim immigrant youth says “Calling Swedish women whore is normal”

Avete letto nulla di simile sui nostri media fiancheggiatori degli integralisti?

In Egitto il corano è legge

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Mohammed Morsi

l’Egitto è governato dal Corano.
I risultati ufficiali del referendum sulla Costitu­zione non arriveranno prima del voto di altri 17 governatora­ti.
Poco importa.
I nove governatorati dove si sta svolgendo il primo scrutinio comprendono il Cai­ro, roccaforte del voto laico e copto e qui i Fratelli Musulma­ni si attribuiscono 4milioni e 604mila sì contro 3 milioni e 539mila no.
Dunque si conside­rano vittoriosi e danno per ap­provata la Costituzione basata sulla sharia.
Chi potrà smentir­li?
Il loro referendum-lampo è stato organizzato in due setti­mane senza la supervisione del potere giudiziario e senza lo straccio di un osservatore inter­nazionale. A questo punto l’op­posizione laica e cristiano cop­ta non ha nessuno a cui appel­larsi.
L’Occidente e la comuni­tà internazionale, Barack Oba­ma in testa, assistono accondi­scendenti ai diktat del presiden­te Mohamad Morsi.
I generali schieratisi con gli islamisti in cambio di una Costituzione che preserva i loro privilegi han­no rinunciato al ruolo di difen­sori della laicità. Dunque è tem­po di guardare ai cambiamenti che verranno introdotti grazie alla Costituzione ratificata dal referendum.
La prima svolta è già in quell’ articolo 1 che definisce il popo­lo egiziano «parte della nazio­ne islamica». Grazie a questa definizione cristiani e laici ven­gono assimilati alla maggioran­za islamista. Su scala mondiale diventano parte della «umma» la comunità islamica.
L’artico­lo 2 che impone l’islam come «religione di stato» e i principi della sharia come principale fonte legislativa è solo apparen­tem­ente simile alla vecchia Co­stituzione. Il trucco si nascon­de all’articolo 229 dove si speci­fica che «i principi della sharia sono le regole giuridiche fonda­mentali, i principi e le fonti scrit­te riconosciute dalla scuola giu­ridica sunnita». Il Parlamento perde insomma la propria auto­nomia, e deve sottoporsi al po­tere discernente delle autorità islamiche che potranno boccia­re le sue leggi.
Il sistema politico basato «sui principi della democrazia e del­la shura » evocato all’articolo 6 è un altro sbandamento verso l’islamismo fondamentalista. Il termine «shura» è altamente ambiguo perché nell’accezio­ne salafita indica un assemblea consultiva, non eletta, formata solo da musulmani e priva di po­teri legislativi.
L’articolo 10 poi è l’apoteosi essendo la spada di Da­mo­cle sospesa sulla testa del ge­nere femminile perché ignora l’obbligo per lo stato, previsto in passato, di rispettare l’ugua­glianza tra uomo e donna.
Nel nuovo Egitto «la famiglia è la ba­se della società ed è fondata su religione, morale e patriotti­smo… lo stato concilierà i dove­ri della donna verso la famiglia con quelli del lavoro».
In prati­ca la donna non può più decide­re la propria vita né svolgere un lavoro autonomo. Per lei deci­dono la famiglia ed eventual­mente lo stato dei Fratelli Mu­sulmani.
Chi ora griderà all’intolleran­za e si straccerà le vesti nel no­me dei diritti delle donne avreb­be fatto meglio ad ascoltare le promesse di Morsi durante la campagna elettorale. «Tutti concordano – spiegava a giu­gno il candidato Morsi – che la sharia è la Costituzione e guida ogni aspetto della vita. Solo quanto espresso nel Corano sa­rà letto e ascoltato… sarà la base per tutte questioni pertinenti la popolazione – non solo musul­mana- e le loro attività…».
Son passati neanche sei mesi ed il Corano è diventato legge, con tanti saluti a quanti sogna­vano un governo dei Fratelli Musulmani ispirato ai principi della democrazia e della liber­tà.
Serve ancora altro per dimostrare che l’islam è solo un passo indietro che che distrugge tutti i fondamenti della modernità?