belen-rodriguez-w619

Canone RAI

la farfalla di Belen e le sue mutandine
la farfalla di Belen e le sue mutandine

Dopo che Il direttore generale di RAI ha messo in chiaro che l’adeguamento all’inflazione non basti. Ci vuole qualcosa di più. 10 euro di più? No, la possibilità di legarlo alle bollette dell’energia elettrica e dopo aver un buco di bilancio stratosferico ecco la nuovissima balzana idea : Alle aziende è stato chiesto di pagare per i computer degli uffici.

La bufera sul cosiddetto canone speciale della RAI è tornata ad imperversare tra le più svariate categorie professionali. I senatori Donatella Poretti e Marco Perduca hanno recentemente presentato il testo di un’interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e finanze.

Bisogna davvero pagare il canone anche per i personal computer? Stando al testo dell’interrogazione, “a partire dal febbraio 2012, numerose aziende e uffici hanno ricevuto una missiva da parte della RAI in cui si richiede il pagamento del canone TV per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete (digital signage e similari), indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti“.

belen-rodriguez
A noi di destra piacciono queste farfalle

A partire dal marzo 2007, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ha più volte interpellato gli organi competenti per sapere nello specifico quali apparecchi siano effettivamente soggetti al canone/tassa oltre il televisore. Le risposte ricevute nel corso degli anni sono state spesso “varie e contraddittorie”.

“A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone – aveva sottolineato alla fine del 2010 l’ex-ministro Paolo Romani – perchè, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio TV”. In sostanza, il canone RAI sarebbe stato imposto al di là del possesso di un apparecchio radiotelevisivo.

Vibranti le proteste di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti) contro “l’imposizione del tributo sul possesso non solo di televisori ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale TV, inclusi monitor per il PC, videofonini, videoregistratori, iPad, addirittura sistemi di videosorveglianza. Come dire che basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6mila euro l’anno”.

L’interrogazione presentata dai senatori Poretti e Perduca vorrebbe ora sapere “se il ministero dello Sviluppo Economico ha concluso il proprio approfondimento tecnico giuridico in merito a quali apparecchi, oltre al televisore tradizionale, siano soggetti al pagamento del canone TV”.

“Ove tale approfondimento sia giunto a termine – si legge nel testo – quali apparecchi sottoelencati presuppongono il pagamento del canone di abbonamento: videoregistratore, registratore dvd, computer senza scheda tv con connessione ad Internet, computer senza scheda tv e senza connessione Internet, videofonino, tvfonino, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a se stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale“.

farfallina gay
Alla sinistra piacciono queste farfalle

E ancora, in conclusione: “ove invece tale approfondimento non sia ancora giunto a termine, cosa intenda fare il Governo per rimediare al comportamento illegittimo della concessionaria del servizio pubblico, la quale chiede il pagamento del canone speciale anche per personal computer collegati in rete”.

Si paga, tanto perchè l’11 giugno del 1995. in un referendum le votazioni per la privatizzazione RAI decretarono una vittoria per il si :

Abrogazione della norma che definisce pubblica la RAI, in modo da avviarne la privatizzazione.

Quesito: Volete Voi l’abrogazione: a) dell’art. 2, comma 2, della legge 6 agosto 1990, n. 223, recante “Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”, limitatamente alle parole “a totale partecipazione pubblica”; b) dell’art. 1 del decreto legge 19 ottobre 1992, n. 408, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 1992, n. 483, recante “Disposizioni urgenti in materia di pubblicità radiotelevisiva”?

    Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 13 736 435 54,90%
RISPOSTA NEGATIVA NO 11 286 527 45,10%
bianche/nulle   2 784 234  
Totale voti validi   25 022 962 2