L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione

di Giulio Meotti Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.… Continua a leggere

l’articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone

Abbiamo recuperato l’introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un “guitto televisivo”. Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D’Avanzo difendeva il giudice antimafia: “Non ha mai avuto una vita facile È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo “Falcone, che peccato…” vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica.… Continua a leggere

Ellis Island: l’isola delle lacrime

Milioni di immigrati nel corso della storia hanno popolato quello che è oggi l’emblema della multietnia mondiale, ovvero gli Stati Uniti d’America. Uomini e donne di origini europee (soprattutto italiani e abitanti del sud-est europeo), cinesi, bengalesi, africani, arabi e mediorientali oggigiorno sono cittadini americani a tutti gli effetti. I padri, i nonni o i trisavoli di tutta questa gente, nel secolo scorso, lasciò la propria patria e le proprie famiglie alla ricerca di fortuna, guardando con occhi pieni di speranza un paese che poteva offrire loro un futuro migliore, gli States. I motivi principali che inducono parecchia gente ad abbandonare la propria patria sono: le crisi economiche, l’inciviltà, le guerre e le carestie.… Continua a leggere

La strage dei Cosacchi

Ricordiamo a chi urla che la Russia ha rubato la Crimea che i cosacchi sono già stati traditi una volta da quelli che hanno finto di fare qualcosa per loro. Il cimitero dei Cosacchi si trova a Lienz, nella località detta “Peggetz”, accanto alla Drau (Drava). Qui, nel 1945, si verificò una tragedia che molti dimenticano volentieri e molti non conoscono: la morte di 25.000 Cosacchi. Ogni anno, il 2 giugno, centinaia di Cosacchi provenienti da tutto il mondo ricordano questo dramma e si ritrovano in questo cimitero, dove i sepolti sono soltanto trecento. I Cosacchi sono una popolazione che viveva soprattutto nelle steppe meridionali della Russia e dell’Ucraina; possedevano una propria cultura ed una propria lingua, che è una lingua slava con interferenze linguistiche di altre lingue, turco compreso, da cui proviene la parola Cosacco: il guardiano.… Continua a leggere

Lo stupro come arma di guerra

Europa violentata The Qur’an teaches that Infidel women can be lawfully taken for sexual use (cf. its allowance for a man to take “captives of the right hand,” 4:3, 4:24, 23:1-6, 33:50, 70:30). The Qur’an says: “O Prophet, tell your wives and your daughters and the women of the believers to bring down over themselves of their outer garments. That is more suitable that they will be known and not be abused. And ever is Allah Forgiving and Merciful.” (33:59) The implication there is that if women do not cover themselves adequately with their outer garments, they may be abused, and that such abuse would be justified.… Continua a leggere

La scomparsa dei cristiani in Medio Oriente

Pezzo in lingua originale inglese: Disappearing Christians in the Middle East Il trasferimento dei poteri su Betlemme da Israele all’Autorità palestinese, poco prima del Natale 1995, ispirò una serie di articoli [1] sul calo della presenza cristiana a Betlemme. In questi articoli si rileva che in un luogo in cui non molto tempo fa si registrava la presenza dell’80 per cento di cristiani, oggi solo un terzo degli abitanti è di fede cristiana. Per la prima volta in quasi due millenni, la città che rappresenta la culla del cristianesimo non è più a maggioranza cristiana. E lo stesso dicasi per altre due città come Nazareth e Gerusalemme.… Continua a leggere