Afganistan : perchè il CDX non ha votato unito

Sono state consultazioni discrete quelle che Richard Spogli, ambasciatore Usa in Italia e diplomatico quanto mai inviso a Romano Prodi, ha condotto con i leader del centrodestra. Ha incontrato Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.
Il risultato potrebbe essere stato di dare una mano al premier, in cattivi rapporti con la Casa Bianca e ancora di più con l’ambasciatore, considerato tra gli ispiratori di questo incidente diplomatico .

Al centro degli incontri di Spogli c’è stato il voto del Senato sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero, a cominciare dall’Afghanistan. Se il governo fosse stato battuto Prodi sarebbe tornato a casa , ma con lui anche i militari impegnati in Afghanistan, Libano, Bosnia, nei Balcani e sugli altri scacchieri mondiali, quasi sempre a fianco degli americani.
Sarebbe valsa la pena a Washington? Ciò che realmente stava a cuore era, invece, approfittare del voto per modificare l’armamento e soprattutto le regole d’ingaggio delle truppe a Kabul e Herat. Ma per farlo non sarebbero bastati degli ordini del giorno, come quello presentato dall’Udc. Occorreva invece un emendamento. E qui la partita si è complicata.
Infatti gli ordini del giorno non sono vincolanti per il governo. In concreto, poi, è previsto un rafforzamento delle dotazioni dei nostri soldati: l’invio di due aerei spia Predator (disarmati), una migliore blindatura dei veicoli da ricognizione, un C130 da trasporto, e una squadriglia di elicotteri Mangusta. Sono apparecchi da attacco ma verrebbero ufficialmente utilizzati sempre per protezione. Per tutto questo non occorreva un emendamento, bastava un ordine attraverso gli stati maggiori e la Nato. La modifica del decreto sarebbe stata invece necessaria per le regole d’ingaggio e i caveat: sia per permettere l’impiego delle truppe a sud, a fianco di americani e canadesi (improbabile), sia per consentire di fronteggiare gli sconfinamenti dei talebani nel nord-ovest dell’Afghanistan, nelle zone poste sotto il nostro comando.
Sia infine per restituire ai reparti speciali ed al Sismi (vedi il caso Mastrogiacomo che non è arrivato per fortuitità)un ruolo più incisivo in tutto in paese, Kabul compresa.
È questo ciò di cui si sarebbero accontentati gli Usa, ed è stato l’argomento dei colloqui tra Spogli ed il centrodestra. Il premier voleva che il decreto fosse  votato così come passato alla Camera (dove in caso di modifiche sarebbe dovuto tornare), e lasciare che il resto sia trattato dalle strutture militari, con la classica ambiguità che distingue queste faccende.

Da

9 comments

  1. antonio says:

    Scusa Bisqui, posso chiederti cortesemente quali sono le tue fonti? Come fai a sapere cosa Spogli ha chiesto/detto ai leader del centrodestra?

  2. gabbiano says:

    Bisqui ne sa una più del diavolo…. !
    ps. con firefox vedo la colonna dei post che inizia da sotto a “diritti d’autore” e non allineata in alto come dovrebbe.
    saluti

  3. monica says:

    Fratello, mica vorrai fare concorrenza al Sismi…ehm…a Strada ?!

    Sarebbe interessante sapere come ci considerano realmente gli Usa alla luce dei recenti fatti e comportamenti dettati dall’attuale governo.
    Ma temo che le tue fonti non farebbero altro che confermare le mie ipotesi disastrose.

    Bacioni

  4. Bisquì says:

    Monica,
    ti rispondo subito. Adesso si che siamo sudditi. Ci usano perchè non hanno nessuna stima. Non ci considerano perchè sanno che non alleati affidabili.
    Ho discusso con degli amici, tempo fa e mi confermavano che per esempio con i Canadesi ci sono diversi modi di vedere la situazione mondiale ma quando c’è da rimboccarsi le maniche tutti tirano il carretto nella stessa direzione non come noi che mettiamo i bastoni tra le ruote.
    L’idea che si sono fatti del motivo per il quale il contingente non è stato rafforzato è umiliante : sono convinti che si voglia dare ai talebani un corridoio d’uscita dall’accerchiamento in atto.
    Manca poco che verremo inseriti nella lista degli stati canaglia.

  5. Hermes says:

    bisognerebbe presentare a Bertinotti & c. il progetto di un peacekeeper “totalmente difensivo”, ossia un soldato chiuso ermeticamente dentro una sfera di acciaio e kevlar spessa 10 metri, protetta NBC, immobile e inamovibile. Questa verrebbe paracadutata sulla linea del conflitto e lasciata lì fino a che il soldato muore di fame.
    Temo che sarebbe l’unica soluzione accettabile per certa gente…

  6. monica says:

    Grazie Fratello.

    Infatti la differenza fondamentale fra le trattative per il rilascio degli ostaggi condotte dall’ex governo CdL e da quello attuale dell’Unione è che almeno con il centrodestra si manteneva il rispetto degli alleati che, diciamo, ingoiavano il boccone amaro in cambio di una fattiva partecipazione militare italiana in Iraq come in Afghanistan.

    Ora, oltre a condurre la politica estera peggio dei principianti, la politica di difesa è tutta incentrata sulla minimizzazione: non alle truppe, no ai mezzi, no alle richieste della Nato, il tutto condito dalla solita presunzione che indispone non solo gli Usa ma anche l’Europa.
    Una bella figura insomma…

    Meno male che siamo sempre equidistanti!

    Bacioni

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