846-dopo-cristo

territorio italiano occupato o devastato dagli arabi

territorio italiano occupato o devastato dagli arabi

Arabi a Roma

Molti di noi sarebbero sorpresi nell’apprendere che nel 9° secolo DC una flotta araba con sede in Sicilia risalì il Tevere con lo scopo di occupare e saccheggiare Roma e il Vaticano. Raggiunsero l’obiettivo e per giorni e giorni uccisero e devastarono tutto quello che incontravano finché non furono sconfitti e cacciati dalle milizie pontificie affiancate da quelle del Sacro Romano Impero e da contingenti Franchi.
Per la precisione l’attacco arabo ebbe luogo il 28 agosto 846 DC ben prima del 1096 DC anno della Prima crociata!
Gli arabi non riuscirono a entrare nella città fortificata di Roma che fu difesa dai Romani ma le chiese di San Pietro e San Paolo che erano all’esterno delle mura furono violate.
Il Papa Leone IV chiese aiuto ai regni vicini e in risposta un esercito longobardo discese verso Roma, da Civitavecchia, mentre un secondo si mise in marcia da Portus (odierna Fiumicino) e Ostia.I tentativi dei Sassoni, Longobardi, Frisoni e Franchi di difendere San Pietro fino all’ultimo uomo si rivelò vana.
Gli arabi uccisero tutti i difensori e saccheggiarono tutti i tesori di San Pietro strappando l’argento delle porte, le lamine d’oro del pavimento del confessionale, devastarono la cripta bronzea dell’Apostolo, rubarono la croce d’oro che si trovava sulla tomba di Pietro. Poi devastarono tutte le chiese del quartiere Borgo.
Il marchese Guido di Spoleto, giunto in aiuto con un piccolo gruppo di impavidi, riuscì a sconfiggere gli arabi che si ritirarono in parte verso Civitavecchia e in parte verso Fondi, seguendo la Via Appia.
Durante la loro ritirata, gli arabi ‘in fuga, inflissero rovina e devastazione in tutta la campagna romana.
A Gaeta, l’esercito longobardo di Giudo di Spoleto si scontrò nuovamente con gli arabi e trovandosi in gravi difficoltà fu aiutato dalle truppe bizantine di Cesario, figlio di Sergio, magister militum di Napoli.
Gli arabi fuggirono oltremare ma una tempesta fece naufragare gran parte delle loro navi. Approfittando di questo ritiro, Papa Leone IV avviò la costruzione della Civitas Leonina per proteggere la collina del Vaticano. Le mura furono completate il 27 nel mese di giugno 852 DC. Il sacco di San Pietro fu solo la conseguenza di tantissime incursioni che iniziarono già dal 813 DC terrorizzando la popolazione italica e devastando il territorio riducendolo molte zone in lande desolate (cosa che nessuna popolazione barbara aveva fatto prima di allora).

Gli arabi all’assalto delle coste e delle isole italiane (813)

L’attacco arabo all’Italia continentale ebbe inizio nel 813 quando Centumcellae (Civitavecchia) fu attaccata di sorpresa. Contemporaneamente anche Ischia e Lampedusa furono devastate ed occupate. Nello stesso anno gli arabi attaccarono anche la Sardegna e la Corsica.

Gli arabi a Centumcellae (829)

Nel 829 gli arabi distrussero Centumcellae (Civitavecchia).

Gli arabi a Napoli (836)

Nell’836 i Longobardi del ducato di Benevento posero l’assedio a Napoli, una città bizantina. I napoletani chiesero aiuto a Ziyadat Allah I, emiro aghlabide di Tunisia. Approfittando di questa guerra tra cristiani, Ziyadat inviò una flotta che costrinse i Longobardi ad interrompere l’assedio.

Gli arabi a Subiaco (840)

Nel 840 gli arabi devastarono il monastero di Subiaco.

Gli arabi conquistano Bari (840-871)

Nel 840 il longobardo Radelchi, duca di Benevento era impegnato nella lotta contro il rivale Siconolfo. Gli arabi approfittarono della situazione per conquistare Bari. Ma nel 871 l’imperatore carolingio Ludovico II riuscì a liberare la città.

Gli arabi a Ponza e Capo Miseno (845)

Nel 845 gli arabi presero possesso di Capo Miseno, nel golfo di Napoli e di Ponza.

Gli arabi a Brindisi e Taranto (846-880)

Nel 846 gli arabi saccheggiarono Brindisi e conquistarono Taranto. Ma nel 880 l’imperatore bizantino Basilio I il Macedone riuscì a liberare Taranto.

Attacco arabo ad Ancona (848)

Nel 848 gli arabi saccheggiarono Ancona.

Gli arabi sconfitti nella battaglia navale di Ostia (849)

Nel 849 si vociferava l’organizzazione di una grande flotta araba che avrebbe attaccato Roma dalla Sardegna di conseguenza fu costituita una lega tra le città marittime del Sud: Amalfi, Gaeta e Napoli raccolsero le loro flotte alla foce del Tevere nei pressi di Ostia.
Quando le navi arabe apparvero all’orizzonte la flotta italiana, guidata da Cesario, attaccò. Gli arabi furono sconfitti ed i superstiti furono fatti prigionieri e ridotti in schiavitù. Questi schiavi arabi furono utilizzati per contribuire con il loro lavoro alla ricostruzione di ciò che avevano distrutto tre anni prima. Purtroppo in conseguenza delle continue scorrerie arabe, la popolazione cristiana abbandonò Ostia e si ritirò a Portus dove crearono alcune fortificazioni per difendersi meglio da ulteriori attacchi arabi.

Gli arabi attaccano Canosa (856)

Nel 856 gli arabi attaccarono e distrussero la cattedrale di Canosa in Puglia.

L’assalto degli arabi contro Ascoli (861)

Nel 861 gli arabi occuparono Ascoli nelle Marche distruggendo tutte le Chiese. Essi uccisero tutti bambini mentre portavano via i maschi adulti come schiavi e le donne come schiave del sesso.

Gli arabi assediano Salerno (872)

Nel 872 l’imperatore Ludovico II liberò Salerno dagli arabi che vi si erano insediati per sei mesi.

Gli arabi attaccano Roma, il Lazio e l’Umbria (876)

Nonostante le sconfitte per mano dei Franchi e degli italiani, gli arabi si riunirono nuovamente per attaccare Roma nel 876.
Prima di raggiungere la città saccheggiarono i villaggi circostanti massacrando i contadini e distruggendo tutte le chiese. Dopo questa scorreria la campagna romana fu trasformata in un deserto senza vita.
In risposta a questa carneficina, Giovanni VIII allestì una flotta e portò il suo esercito alla vittoria contro gli arabi, al Circeo. Furono catturate 18 navi e 600 schiavi cristiani furono liberati dalla prigionia.
Gli Arabi, grazie alla capacità di mettere in campo innumerevoli uomini, non ostante le continue sconfitte negli scontri tra eserciti, si raggrupparono nuovamente continuando a devastare il Lazio sia lungo la costa che nell’entroterra. In una di queste scorrerie invasero e distrussero per la seconda volta la città di Subiaco. Lungo il loro cammino devastatore arrivarono a Tivoli che si difese resistendo all’assalto.
Un cronista, Benedetto di Sant’Andrea del Soratte scrisse: “regnaverunt Agareni a Romano Regno”. ” “Narni, Nepi, Orte, i paesi del Tiburtino, la valle del Sacco, le terre della Tuscia, il monte Argentario caddero nelle mani degli infedeli”.

Gli arabi in Campania (881)

Nel 881 il vescovo di Napoli Atanasio, strinse un’alleanza con gli arabi contro Roma e contro Bisanzio. Come contropartita di questo secondo tradimento dei napoletani, gli arabi beneficiarono di basi militari ai piedi del Vesuvio e ad Agropoli, presso Paestum.
Un altro traditore, Docibile, duca di Gaeta e nemico del Papa, concesse agli arabi il diritto di stabilirsi vicino a Itri, poi sulla riva destra del Garigliano vicino a Minturno dove i musulmani costruirono un castello da cui condussero ripetute incursioni sulla campagna circostante attaccando i monasteri di Montecassino e di San Vincenzo spogliandoli di tutto ed incendiandoli.

Gli arabi a Farfa (890)

Nel 890 le truppe arabe assediarono l’Abbazia di Farfa, in Sabina. L’abate Pietro resistette per sei mesi poi a causa della mancanza di viveri per la popolazione, fu costretto ad arrendersi. Gli arabi, mancando agli accordi della resa, massacrarono tutti gli abitanti e Farfa ormai spopolata, divenne una base araba in Sabina.

Gli arabi sconfitti ed espulsi dal Lazio e da Garigliano (916)

Fortunatamente, nel 10 ° secolo si ricostituì il Regno d’Italia. Nel dicembre del 915 DC, Berengario venne incoronato dal papa Giovanni X, re d’Italia. Nell’ Aprile del 916 la lotta contro gli arabi acquistò un nuovo impulso e nello stesso anno Berengario ordina alle truppe toscane del marchese Adalbertus ed a quelle umbre del marchese Alberico di Spoleto di muovere in difesa del territorio.
Contemporaneamente, l’imperatore bizantino Costantino inviò la propria flotta agli ordini dello stratega Picingli Nicolaus. Si unirono all’alleanza anche Landolfo, principe di Capua e Benevento, Gaimar principe di Salerno e i duchi di Gaeta e di Napoli.
Papa Giovanni X si mise personalmente alla testa delle truppe di terra. I longobardi di Rieti, guidati da Agiprandus, avanzarono in Sabina liberandola. Le truppe di Sutri e Nepi sconfissero gli arabi nei pressi di Baccano sulla via Cassia.
Papa Giovanni X riportò un’altra vittoria tra Tivoli e Vicovaro e  gli arabi furono costretti a ritirasi presso la loro fortezza di Garigliano.
Nel giugno del 916 DC fu lanciata un’altra campagna militare contro gli arabi che per tre mesi, chiusi nella fortezza, resistettero in attesa di rinforzi dalla Sicilia. Gli Italiani intercettarono le truppe di rinforzo e le sconfissero occupando poi la fortezza assediata. Gli arabi in fuga ha cercarono scampo sulle montagne ma furono scovati e sconfitti nuovamente dalle truppe italiane liberando una volta per tutte il territorio.
Purtroppo la Sicilia era ancora prigioniera degli infedeli.
L’attacco e l’occupazione della Sicilia è uno dei capitoli meno conosciuti e dolorosi della storia italiana.

Bibliografia

Gli Arabi e l’Islam di Arborio Mella FA

Storia della Sicilia antica di MI Finley

Storia di Roma nel Medioevo bt Gatto L.

Storia della Sicilia medievale e moderna di Mack Smith D.

Storia dell’Impero Bizantino di Ostrogorsky G.

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