10,100,1000 Berlino

Questo è un auspicio. Visto che l’Italia non può essere unita diversamente che almeno lo sia per meriti sportivi. Però, c’è un però. I comunisti, non riescono a gioire, non possono. Veder sventolare tutti quei tricolori li fa star male, meglio una bella bandiera rossa grondante di sangue! Questo post è dedicato a loro ed a tutto quelli che al grido di 10, 100, 1000 Nassirya sfilavano per le strade d’Italia con le bandiere rosse. Quelli stessi che ieri sera hanno sventolato il tricolore mostrando la loro doppiezza.

Una dimostrazione? Leggete :

Eccovi l’articolo di Gorra http://libero-news.dnsalias.com/libero/LF_main.jsp?topic=4921&edition=  

« Tricolore Fascistello » Le feste per gli azzurri irritano i compagni  
MILANO Elaborato, si suppone al prezzo di laceranti sofferenze, il lutto per la dipartita mundial del Ghana e della restante truppa del gagliardo e proletario calcio africano, i comunisti si trovano ora a confrontarsi con un nuovo, lancinante dilemma. Ma quei tifosi che vanno a festeggiare le vittorie degli azzurri sventolando il bandierone tricolore d’ordinanza sono fascisti? E, dato che la risposta affermativa appare loro abbastanza scontata, sono consapevoli, gli sventolanti, di essere ignari strumenti nelle mani delle forze oscure della reazione in agguato? La domanda se la sono posta ieri mattina Liberazione e il Manifesto, con gli esiti che seguono. L’analisi dell’organo di Rifondazione, affidata al direttore Piero Sansonetti, è di chiarezza esemplare, a cominciare dal titolo: « Quei cortei notturni con troppi tricolori » . « A me i cortei che sventolano il tricolore fanno sempre un certo effetto » , scrive Sansonetti, « voglio dire: non un buon effetto » . Seguono i ricordi di gioventù, quando « c’erano solo due tipi di cortei: con le bandiere rosse e con i tricolori. I primi erano comunisti, i secondi fascisti ».  
 Dal ‘ 68 ad oggi non è che la situazione sia poi cambiata granché. « L’altra sera » , confessa il direttore, « mi ha dato un po’ fastidio quel brulicare di bandiere tricolori » . Urge, come da consolidata tradizione comunista, l’approfondita disamina della questione: « Possibile che l’unico " valore" unificante per tanta gente sia il tifo per la nazionale? » . Già, possibile? Certo, « insieme alle bandiere biancorossoverdi c’erano anche tante magliette del Che » e « insieme agli italiani festeggiavano anche tanti immigrati » . Ma Korda e i cori multicult non bastano a lavare l’onta. Perché in quei cortei c’erano « una grande componente nazionalista e – in parte – persino xenofoba » , « l’incapacità a trovare altre dimensioni di vivere collettivo e altre idee di collettività » . Pertanto, quello rappresentato dall’undici di Lippi, è « un valore nazionalistico, o di pura appartenenza » , « un valore senza principi » e quindi « molto pericoloso » . La gente che sventola i tricolori, in ultima analisi, è l’emblema di « un enorme vuoto culturale » , tanto abissale che nemmeno « l’irrompere dei movimenti » ha saputo colmare. Tu credi di festeggiare la tua nazionale, ma non fai altro che precipitare l’Occidente nel baratro, in spregio ai valori e ai tifosi democratici, quelli « che amano il calcio e non le nazioni » . Ancor più tranchant il giudizio del Manifesto. Titolo: « Dieci buoni motivi per tifare Italia » . In mezzo alle stringenti ragioni per le quali i compagni di via Tomacelli faranno il tifo per la banda Lippi compare il seguente, meditato argomento: « Quanto alle bandiere » , scrive Alberto Piccinini, « lasceremmo volentieri il problema di esporle oppure no ai tedeschi che l’hanno risolto brillantemente mettendosi addosso qualsiasi tipo di gadget e parrucca coi colori della loro bandiere: carnevale, mica parate » . Esaurita la doverosa ed oscura premessa, il redattore comunista sottolinea che « quanto ai fascistelli da strapazzo che funestano le partite dell’Italia coi loro tricolori, le scritte in caratteri gotici e i festeggiamenti con i cori " duce duce" a piazza Venezia, urge riprendersi la bandiera? Che fatica. E se tifassimo Italia sventolando la bandiera delGhana? Tra noi, ci capiremmo lo stesso » . Ricapitolando: la bandiera tedesca è una carnevalata, la nostra è littoria, quella del Ghana va bene. Sono gradite delucidazioni sulla superiorità morale del vessillo subsahariano. In mezzo a questo bailamme progressista, la figura migliore la fa l’Unità, che tramite Nando dalla Chiesa si compiace delle « centinaia di migliaia di persone a sventolare il tricolore finalmente amico rilanciato da Ciampi » . Tolti gli incolpevoli immigrati ( in centro a Milano ce n’è uno che vende bandieroni e altre amenità azzurre. Gli chiedi « ma tu sei fascista? » e quello ti fa un sorriso grosso così. Te nevai confortato dal suo non essere un neonazista, e noti che, accanto ai pochi tricolori ancora invenduti, il pover’uomoha ancora sulla groppa un mucchio di democraticissime bandiere arcobaleno, che a quanto pare nessuno vuole), a noialtri sventolatori patriottici resta una constatazione, che è in sé anche una piccola speranza. Ossia che i maestrini di correttezza politica e sentimenti equosolidali che ci rinfacciano il tricoloreeranoquelli checantavanotutti felici « bandiera rossa la trionferà » . Vista la fine che hanno fatto, c’è la speranza che abbiano preso un’altra cantonata, l’ennesima.

12 Comments

  1. Spikeilvampiro

    Oddio, fare di ogni occasione una lotta politica non ti sembra troppo?

  2. Bisqui

    Spikeilvampiro,

    ma hai letto l’articolo di libero o ti sei fermato al titolo?

  3. arpia

    fai troppo ridere talmente sei stupido..

    ciao!

  4. Bisqui

    Arpia è evidente che anche tu non sai leggere cosa scrivono i giornalisti di libero.

    Siete dei poveracci!

  5. piergiuseppe

    Bisqui, lasciali perdere. Dopo le ultime elezioni si sono ringalluzziti tanto quanto il “gallo”, simbolo della Francia.

    Sappiamo come è andata a finire.

    Saluto.

  6. utente anonimo

    niente da fare , l’intellighenzia dei komunisti è uguale alla demenza da sifilide terziaria per le persone normali…

    un mau medicinale

  7. utente anonimo

    Bisqui’: ti comunico che e’ scomparso il web http://www.sisde.it

    Credevo si trattasse di un malfunzionamento, ma evidentemente mi sbagliavo; sono 24 ore che non e’ piu’ accessibile. Considerato che era l’organo creato per rendere “trasparenti” i servizi segreti – ossimoro di cui si potrebbe ridere per 2 anni di fila – evidentemente se stanno a magna’ pure questo. Vedi un po’ tu.

    Lo PseudoSauro

  8. mammamia

    Ma robe da matti!!

    Ma cosa devo leggere! mi scandalizzo ancora sulle indegnità dei comunisti..

    Eppure dovrei essere vaccinata..

    Hai fatto bene a riportarle ste cose, almeno ci impediscono di cadere nel torpore che ci provocano quando si mostrano in televisione..

    Bacioni!

    Lontana

  9. piergiuseppe

    Bisqui, manca una bandiera: il tricolore con al centro un’aquila.

    Repubblica Sociale Italiana (1943-1945).

    Saluto.

  10. sanna66

    Carissimo

    da non credere……”””””…..« un enorme vuoto culturale »…..”””””

    sventolare il tricolore è un enorme vuoto culturale….

    non saprei veramente come commentare…… sono senza parole!

    un caro saluto

    antonio

  11. ephrem

    Caro amico, le parole di Sansonetti vanno analizzate, vero é che il loro disprezzo per la bandiera tricolore é il disprezzo di chi nella realtà dei fatti (e della storia) si é venduto ad un’altra bandiera, é innegabile che costoro se avesso preso il potere subito dopo la guerra non avrebbero esitato un attimo per bandire il vecchio vessilo ed innalzare la bandiera rossa. Dopo il crollo di Berlino é rimasto loro appiccicato l’odio per il tricolore, loro (poveretti) si trascinano dietro una simbologia che in tutta l’europa dell’est fa venire i brividi, e quando parlano di vuoto culturale é chiaro e lampante a quale vuoto si rifersicano, non é certo il tricolore ad essere vuoto di significati, ma é la caduta del comunismo, di cui sono ancora orfani erranti, che ha lasciato loro senza bussola, per cui va bene tutto: Saddam, Hezbollah, gli Ayatollah, Hamas, il populista Chavez, il corrotto Lula, Abu Omar, Al Zarkawi, va bene persino Chirac! In un certo senso bisogna compatirli…

  12. lupodigubbio

    Na roba che si fa fatica a crederci.

    “Sono sempre i migliori ad andarsene”

    Deduco che il manifesto sopravviverà.

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